Impermeabilizzazione coperture

Recentemente mi è capitato di salire su una copertura. A prima vista, sembrava che l’applicatore del sistema di impermeabilizzazione fosse un vero professionista. Guaina bituminosa posata per teli paralleli con rompitratta ortogonale, un sistema usato prevalentemente dai posatori di guaina biarmata a colla … roba grossa, da professionisti veri!

Impermeabilizzazione coperture: i dettagli sono importanti!

Peccato che si trattasse solo di un apprendista che non ha finito il suo tirocinio imparando che sono i dettagli che contano.

Il primo dettaglio sbagliato è il più semplice da rilevare: il risvolto verticale perimetrale. Perchè questo venga realizzato correttamente è fondamentale che la posa sia per piccoli pezzi (da uno a tre metri di lunghezza) la cui lunghezza dipende dall’altezza del muretto perimetrale. Se il muretto è basso si può anche eccedere fino a massimo tre metri, se è alto non si può andare oltre la larghezza del rotolo. Questo sistema permette la corretta e puntuale posa del singolo risvolto. Essendo un punto delicato a causa delle tensioni causate dagli agenti atmosferici, soprattutto vento, deve essere curato decisamente bene.

Attualmente vengono riconosciuti due tipologie di angolo: l’angolo alla francese (che prevede una pezza di rinforzo proprio nella ripresa di getto) e l’angolo all’italiana (che prevede la guscia nell’angolo); in entrambi i casi il telo impermeabile del piano orizzontale è saldato con quello del piano verticale e mai saranno lo stesso in continuità. Queste due tipologie di lavorazione vanno eseguite ogni qual volta vi è una differenza geometrica dimensionale (verticale con orizzontale) anche se di piccole dimensioni. Queste sono le differenze dove si creano i problemi causati dal vento.

Impermeabilizzazione coperture … ma anche tetti piani e inclinati, locali interrati ecc. Puoi trovare tutto quello che ti serve sapere (compresi i dettagli progettuali commentati e in formato .dwg) su questo manuale operativo:

Progettazione ed esecuzione di dettagli e sistemi impermeabili in edilizia

Progettazione ed esecuzione di dettagli e sistemi impermeabili in edilizia

Arcangelo Guastafierro, 2017, Maggioli Editore

Perché un buon sistema impermeabile nel settore edile possa essere efficace     è necessario porre attenzione su tre aspetti fondamentali: progettazione, scelta del prodotto, posa in opera. Per funzionare, infatti, l’impermeabilizzazione deve essere...



Ricordiamo, infatti, che l’estrazione al vento è talmente importante che ha un suo specifico capitolo nelle NTC 2008 (e ss.mm.). Nonostante ciò ci si dimentica che la fisica può essere un grande alleato per la creazione di sistemi impermeabili ma anche un grande nemico.

Allo stesso tempo anche la chimica può essere amica o nemica: se sfruttiamo dei sistemi polimerici, possiamo usare la chimica per agganciare il sistema impermeabile al supporto, per creare sistemi particolarmente complessi e raggiungere la totale impermeabilità; allo stesso tempo se sbagliamo le pendenze o, peggio, non calcoliamo la reale portata del coibente che poniamo sotto lo strato impermeabile (causando avvallamenti che conterranno acque meteoriche a lungo) o lasciamo biomasse sulla copertura, siamo sicuri che la chimica diventerà la nostra prima nemica.

Come? Intanto perché le biomasse possono degradarsi fino a compostarsi e divenire terriccio ottimo per l’insediamento delle piante pioniere! Qualcuno potrà pensare: “Eccolo, il solito che parla difficile!”.

Impermeabilizzazione coperture: il disagio è il problema minore

No. Non parlo “difficile” ma chiamo le cose con il loro nome: sapete cos’è una biomassa su una copertura? La polvere che si deposita, le foglie che cadono dagli alberi…. i bancali che nessuno ha voluto portare a terra perché pesavano o perché quel giorno pioveva! E le piante pioniere? Sono i muschi, i licheni e tutte quelle piante che, per prime, invadono il nuovo substrato che con la nostra incuranza abbiamo creato!

Cosa succede in questo caso? O abbiamo fortuna o ci troveremo a dover spiegare perchè siamo stati approssimativi in un mestiere dove la precisione è tutto. Per ovviare questi problemi ci sono due soluzioni: o ci fidiamo a tal punto dell’applicatore e del progettista del sistema impermeabile da lasciali lavorare da soli o li affianchiamo da un “collaudatore” che esegua il collaudo in corso d’opera.

Si tratta di un controllo che viene eseguito, a favore del committente e pagato da esso, da un professionista specializzato che verifica ogni fase di lavorazione, dalla progettazione alla realizzazione delle opere impermeabilizzative. Certo, costa! Altrettanto certo è che il prezzo più basso è il leit motiv che segue le lavorazioni dei sistemi impermeabili. Bene, tenetevi l’acqua che passa sotto la soglia sigillata con il silicone speciale o dallo scarico fatto male e cominciate a litigare con i vicini, imprese, applicatori, progettisti e…. tanto l’avvocato è gratis!

Ricordate sempre che il sistema impermeabile è uno degli elementi nevralgici, insieme a fondazione e struttura portante, della costruzione. Se l’acqua passa non crea solo disagio ma comincia anche a deteriorare la struttura che tiene in piedi la nostra casa o il nostro ufficio o capannone.

Se l’acqua passa, il disagio è il problema minore.

Foto di apertura: Copertura piana impermeabilizzata con membrana bituminosa e protetta con vernice alluminata riflettente. Immagine gentilmente concessa da Vignoli Coperture

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