architetti all'estero e-card e tessera auropea del professionista

A gennaio 2017, la Commissione europea ha presentato la proposta di una e-card europea dei servizi, una procedura elettronica che semplifica le formalità necessarie per fornire prestazioni professionali degli ingegneri e degli architetti all’estero, e di tutti i professionisti, non solo tecnici. La nuova procedura per fornire prestazioni professionali all’estero non offrirebbe garanzie per il riconoscimento delle qualifiche. La nuova e-card conterrà:
– i dati identificativi del professionista;
– lo stato membro in cui la specifica attività verrà svolta;
– le informazioni sulle qualifica/certificazioni richieste nello Stato membro di origine;
– le informazioni sulla buona condotta del professionista;
– le informazioni sulla copertura assicurativa del professionista.

La e-card farà fede dello stabilimento legale nel paese del professionista. Una volta emessa impedirà agli stati membri ospitanti di richiedere al professionista nuove autorizzazioni, previste dalle singole legislazioni nazionali, creando così un mercato unico europeo dei servizi, regolato da un lasciapassare extra-nazionale.

Meglio la tessera professionale europea

Secondo la Rete Professioni Tecniche (RPT), la proposta della e-card si sovrappone però alla tessera professionale europea (European professional card, EPC), lo strumento previsto nel 2013 dalla Direttiva 55 per favorire le prestazioni professionali all’estero. L’applicazione di due strumenti simili non avrebbe senso. Si potrebbe, per esempio, estendere l’uso della tessera professionale europea a tutte le professioni indicate dalla Direttiva 55/2013. A oggi solo 5 professioni possono utilizzarla. Sarebbe opportuno dare la possibilità a tutti di usarla e non includere nelle future normative europee sull’e-card i professionisti regolamentati, visto che è possibile raggiungere gli stessi obiettivi con la tessera professionale europea.

L’obiettivo della tessera professionale è quello di rafforzare il mercato interno e la libera circolazione dei professionisti con un riconoscimento più efficace e trasparente delle qualifiche professionali e una diminuzione degli oneri amministrativi legati al riconoscimento delle qualifiche professionali. Questo riconoscimento diventa fondamentale quando si forniscono servizi in un altro Stato membro dell’Unione Europea , per un professionista è essenziale che il riconoscimento delle qualifiche professionali gli venga attribuito in fretta, per accedere in modo rapido e trasparente al mercato del lavoro e ai servizi nel paese in cui andrà a lavorare. Dal punto di vista del consumatore, vedere riconosciute le qualifiche professionali del professionista con cui si lavora è una garanzia.

Al contrario, la e-card proposta dalla nuova direttiva non offre garanzie in termini di riconoscimento delle qualifiche professionali.

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