In un periodo storico in cui l’esigenza di tutelare l’ambiente si rende sempre più pressante, anche il risparmio energetico interviene e gioca un ruolo fondamentale sulla gestione e l’installazione degli impianti di riscaldamento delle nostre case. Da due anni circa, le caldaie e gli scaldabagni tradizionali sono costretti a lasciare spazio ai nuovi impianti, ai sistemi ibridi e alle più moderne caldaie a condensazione. In questa prospettiva, è necessario fare un’attenta valutazione quando si procede all’acquisto di questi prodotti che devono riportare un’etichetta chiara in cui venga specificata la classe di appartenenza relativa agli standard di efficienza energetica.

Ecobonus 2017 per le caldaie a condensazione

A incentivare questi lavori interviene anche il Governo che, attraverso gli ecobonus, garantisce agevolazioni fiscali con detrazioni fino al 65% (per il 2017, dal 2018 la detrazione sarà del 50%, secondo la Legge di Bilancio che ha iniziato in questi giorni il suo percorso in Parlamento – ndr) sugli impianti di nuova generazione che migliorano l’efficienza energetica. Un esempio di questo tipo di impianti possono essere le caldaie a condensazione, qui degli esempi. Per i lavori che riguardano la sostituzione delle caldaie, degli impianti di climatizzazione invernale, per l’installazione di impianti di climatizzazione dotati di generatori di calore alimentati da biomasse l’importo detraibile arriva fino ai 30.000 euro. La sostituzione di impianti già esistenti con nuove caldaie di condensazione può essere sia parziale sia totale e per usufruire dell’ecobonus sarà necessaria una certificazione da parte di un tecnico abilitato che compili la scheda necessaria da inoltrare all’ENEA.

L’agevolazione garantita dall’ecobonus riguarda le spese sostenute nell’anno in corso e può essere normalmente ripartita in dieci quote di pari importo, distribuite nei 12 mesi. Sono rimborsi che il fisco garantisce a seguito della presentazione della dichiarazione dei redditi in cui siano inseriti i dati catastali dell’immobile dove i lavori sono stati svolti. Per ottenere il diritto all’agevolazione si dovranno allegare anche i documenti che la legge prevede e tutte le certificazioni relative allo svolgimento dei lavori, obbligatoriamente pagati tramite bonifico bancario.

Caldaia a condensazione: caratteristiche

La caldaia di un appartamento è il centro di un impianto di riscaldamento tradizionale, ed è pertanto importante capire quale tipo di caldaia scegliere in una nuova costruzione o con quale sostituirla nel caso di una caldaia già esistente, a seconda delle esigenze della costruzione e della famiglia. Il tipo di caldaia più adatto viene normalmente scelto in base a fattori ben precisi. Il numero di persone che abitano l’immobile è uno di questi, accompagnato dalla necessità di avere una caldaia che serva unicamente per riscaldare la casa o che sia deputata anche al riscaldamento dell’acqua sanitaria.

Il riscaldamento dell’acqua può avvenire in modo istantaneo o per accumulo garantendo l’immediata produzione di acqua calda attraverso l’accensione della caldaia nel momento esatto in cui si aprono i rubinetti. Oltre a questo tipo di caldaia, ne esiste un altro che garantisce una produzione di accumulo attraverso la quale l’acqua viene riscaldata in un serbatoio con una capacità adeguata alle esigenze dell’immobile.

Le caldaie a condensazione sono il sistema che maggiormente si rende adatto a un notevole risparmio energetico in quanto utilizzano una tecnologia fortemente avanzata che permette di recuperare una parte del calore contenuto nei gas di scarico e trasformarlo in vapore acqueo. In questa maniera, il combustibile viene sfruttato al meglio e si garantisce un rendimento maggiore a fronte di consumi molto più bassi rispetto a quelli di una caldaia tradizionale che permette un’espulsione dei gas di combustione a una temperatura che si aggira intorno ai 110°C.

Le caldaie a condensazione, invece, hanno un sistema che permette ai gas di attraversare, prima di essere espulsi, uno scambiatore di calore che riesce a condensare il vapore acqueo trasferendo una parte del calore latente di condensazione all’acqua del circuito primario. Attraverso questo processo, i gas di scarico raccolti vengono espulsi a una temperatura che si aggira intorno ai 40° C e il calore che altrimenti andrebbe disperso viene prontamente recuperato.

È chiaro quindi come una caldaia a condensazione riesca a garantire un consumo di combustibile inferiore rispetto a una caldaia tradizionale, con il risultato di una quota di energia recuperabile che si aggira intorno al 16%.

Caldaia a condensazione: i vantaggi

I vantaggi che una caldaia a condensazione assicura sono molti. Primo fra tutti l’efficienza che risulta essere superiore a quella delle caldaie tradizionali (GPL, con bruciatore, atmosferiche o ad aria soffiata) in una misura del 30%. Oltre all’efficienza, le caldaie a condensazione garantiscono un’elevata sicurezza: sono infatti caldaie a tenuta stagna che, scaricando fuori i fumi prelevati dall’aria esterna, non permettono una contaminazione dell’ambiente. I fumi, infatti vengono espulsi attraverso fori che, durante l’installazione, vengono praticati nelle pareti.

E come ultimo vantaggio vige quello del risparmio che rientra nell’ottica degli incentivi statali che promuovono questi prodotti e agevolano coloro che fanno interventi di sostituzione delle caldaie. Il risparmio che le caldaie a condensazione possono garantire al portafoglio dei consumatori può arrivare fino al 20% sull’ammontare delle vecchie bollette per quanto concerne il consumo di acqua calda sanitaria a 80° C e fino al 30% sul consumo dell’acqua calda sanitaria a 60° C. Inoltre, se è possibile installare una caldaia a condensazione all’interno dell’abitazione e non fuori, non vi è un contatto diretto con l‘aria fredda nei mesi autunnali e invernali, permettendo così un ulteriore risparmio energetico.


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