La richiesta di rinvio in commissione Giustizia del ddl abusivismo (detto anche ddl Falanga) è stata avanzata da uno dei due relatori al testo (Di Lello), ed è stata accolta dall’Assemblea della Camera con una buona maggioranza. Contrario al rinvio l’altro relatore, Carlo Sarro, di Forza Italia. Il ddl è all’esame di Montecitorio in quarta lettura.

Il ddl Falanga detta le priorità per le demolizioni: 1) immobili con notevole impatto ambientale in aree vincolate o a rischio, 2) quelli che costituiscono un pericolo per la pubblica e privata incolumità, 3) quelli presi alla mafia, 4) edifici abusivi non per speculazione, ma per necessità, quelli delle famiglie che non hanno un’altra casa. Per approfondire Ddl Abusi edilizi: quali edifici vanno abbattuti per primi?

Ddl Falanga, i motivi del rinvio

Le forze della società civile, dell’ambientalismo e moltissimi sindaci e amministratori locali hanno segnalato che il testo interviene in modo sbagliato contro l’abusivismo. Secondo le critiche, condivise da chi ha richiesto il rinvio, ddl Falanga allentava i criteri delle demolizioni giudiziali di costruzioni illecite. La dinamica relativa alle demolizioni dei fabbricati abusivi sarebbe finita in contenziosi senza fine che renderebbero non operativa qualsiasi iniziativa.

Rinvio ddl falanga: i motivi di chi è favorevole

La proposta nasconde l’ennesimo condono e offre una scappatoia alla criminalità organizzata. Rinviandola, si è evitato un meccanismo che determina la tutela dell’abusivismo edilizio, come afferma Serena Pellegrino, vicepresidente della commissione Ambiente a Montecitorio e deputata di Sinistra Italiana-Possibile.

Rinvio ddl falanga: i motivi di chi è contrario

Dentro a Forza Italia c’è anche chi, come lo stesso Sarro, è contrario al rinvio in Commissione perché il testo è uguale a quello già approvato e la pretesa di rinvio del Governo è strumentale. Lo affermano in una nota congiunta il relatore Sarro e il deputato Paolo Russo.

Il testo era stato approvato già al Senato e non è un condono come si è voluto far credere: prevede una gradualità nelle demolizioni,  e si salvaguarda chi ha fatto piccole violazioni edilizie per dare un tetto ai familiari. L’ha dichiarato il capogruppo di Ap in commissione Giustizia alla Camera, Nino Marotta.

Abusi edilizi: l’ultimo TAR

L’ultima sentenza del TAR dice che agli abusi edilizi va applicato il regime sanzionatorio esistente alla data della irrogazione della sanzione e non quello risultante da una disposizione sopravvenuta. Leggi anche Abusi Edilizi: la legge sopravvenuta, se più favorevole al trasgressore, è retroattiva?


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