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Vizi e difformità delle opere: ognuno si prenda le proprie responsabilità

Ance fa il punto sulle responsabilità del progettista, dell’impresa e del direttore dei lavori nei casi di opere che presentino, nei dieci anni successivi all’esecuzione dei lavori edilizi, vizi o gravi difetti

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Con una nota l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) analizza le responsabilità specifiche di progettista, imprese e direttore dei lavori nel caso di opere che presentino, nei dieci anni successivi all’esecuzione dei lavori edilizi, vizi o gravi difetti. Si parte con una rassegna della giurisprudenza sulle controversie nate dopo la fine dei lavori ed in particolare proprio con l’articolo 1669 del Codice Civile che stabilisce:

“Quando si tratta di edifici o di altre cose immobili destinate per loro natura a lunga durata, se, nel corso di dieci anni dal compimento, l’opera, per vizio del suolo o per difetto della costruzione, rovina in tutto o in parte, ovvero presenta evidente pericolo di rovina o gravi difetti, l’appaltatore è responsabile nei confronti del committente e dei suoi aventi causa, purché sia fatta la denunzia entro un anno dalla scoperta. Il diritto del committente si prescrive in un anno dalla denunzia”. Quindi responsabilità dell’impresa, del progettista ma anche del committente.

Quando l’impresa non è responsabile

Nella maggioranza dei casi responsabile dei vizi delle opere è l’impresa ma ci sono alcune eccezioni: quando il vizio non è rilevabile secondo l’ordinaria diligenza, perché, per esempio, non si hanno le sufficienti conoscenze, oppure nel caso in cui l’errore venga segnalato al committente ma questo richiesta di procedere comunque con la realizzazione dell’opera, quando i danni sono dovuti al caso fortuito e quando l’impresa non ha alcuna autonomia nella realizzazione dell’opera in quanto mero esecutore.

La responsabilità dell’impresa…

Per decidere a chi vanno imputate le maggiori responsabilità, secondo le pronunce della giurisprudenza, bisogna individuare il soggetto che ha potere direttivo o di controllo dell’operato altrui. Generalmente l’impresa, anche nel caso di un progetto fornito dal committente e della presenza di un direttore lavori, mantiene una certa autonomia e può valutare in modo critico sia il progetto che le istruzioni fornire dal committente.

Mentre il progettista risponde per la progettazione errata, nel caso di vizi delle opere l’impresa è responsabile sia nel caso in cui si sia accorta degli errori e non li abbia denunciati in modo tempestivo, sia quando si ritenga che avrebbe dovuto accorgersi ma non lo ha fatto. Ricordiamo che l’impresa deve operare seguendo scrupolosamente le regole dell’arte e deve garantire un risultato tecnico conforme alle esigenze eliminando le cause che possono inficiare la riuscita della realizzazione dell’opera. L’impresa ha un obbligo di risultato quindi deve anche controllare la validità tecnica del progetto, pertanto Ance consiglia di inserire nei contratti delle specifiche che prevedano la responsabilità dell’impresa in caso di vizi e difetti derivanti dalla realizzazione del progetto fornito dal committente.

Leggi anche Responsabilità dell’appaltatore: deve rispondere anche degli errori del progettista

…e quelle del direttore dei lavori

Il direttore dei lavori ha l’obbligo di vigilare sulla realizzazione dell’opera affinché questa sia regolare. Non occorre che sia sempre presente in cantiere ma deve comunque verificare tutte le fasi dei lavori visitando regolarmente il cantiere e stando in contatto diretto con gli organi tecnici dell’impresa e con le ditte esecutrici.

Il direttore dei lavori deve informare il committente nel caso in cui non siano rispettate le regole dell’arte e ci siano delle incongruenze tra il progetto e l’opera realizzata. Anche in questo caso Ance consiglia di inserire nei contratti delle clausole che circoscrivano le sue responsabilità.

Leggi anche Difetti di costruzione: responsabile al 50% il direttore dei lavori anche se estromesso dall’appaltatore

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Il Direttore dei Lavori dopo il nuovo Codice degli appalti (D.lgs. n. 50/2016)

Il Direttore dei Lavori dopo il nuovo Codice degli appalti (D.lgs. n. 50/2016)

Nel percorso di attuazione del decreto legislativo 50 del 2016, le Linee guida e i conseguenti decreti attuativi costituiscono gli atti di regolamentazione (in sostituzione del precedente d.P.R. 207/2010) del nuovo Codice, definendo le procedure operative nelle loro linee di dettaglio.

Le Linee guida analizzate nel testo riportato di seguito interessano: “Il Direttore dei lavori: modalità di svolgimento delle funzioni di direzione e controllo tecnico, contabile e amministrativo dell’esecuzione del contratto” e costituiscono la definizione operativa di quanto disposto dall’articolo 101 del d.lgs. 50/2016.

Nelle more della pubblicazione del decreto attuativo del Ministero delle infrastrutture, il testo seguente è finalizzato all’analisi delle Linee guida approvate dall’ANAC in data 21 giugno 2016 e relative alle problematiche della direzione dei lavori negli aspetti tecnici e contabili.

Come già anticipato, si tratta della ulteriore declinazione di quanto previsto principalmente dall’articolo 101 del d.lgs. 50/2016 in materia di direzione dei lavori e della esplicazione di funzioni e attività che interessano principalmente:

- la nomina del Direttore dei lavori e l’ufficio di direzione dei lavori;
- gli strumenti per lo svolgimento dell’attività (ordine di servizio, verbali, certificati);
- le fasi di attività (consegna, sospensione e ultimazione dei lavori);
- le verifiche e i controlli effettuati dal Direttore dei lavori;
- il controllo amministrativo e contabile;
- le modifiche dei lavori e le varianti contrattuali;
- la procedura per le riserve.

Questi elementi costituiscono un primo livello di approfondimento operativo (che assumerà valenza normativa con la pubblicazione del relativo decreto attuativo) sulle attività e funzioni del Direttore dei lavori di opere pubbliche che troverà, nel corso del tempo, ulteriori e necessari approfondimenti richiesti dall’ampiezza delle problematiche inerenti all’esecuzione delle opere pubbliche.

Questo lavoro, che costituisce un primo commento delle Linee guida sulla direzione dei lavori, è stato organizzato in una serie di paragrafi che corrispondono a quelli presenti nel testo emanato dall’ANAC all’interno dei quali sono riportate le indicazioni operative delle Linee guida oltre ad una serie di commenti/valutazioni utili ad una migliore comprensione dei singoli argomenti e delle attività da svolgere per ciascuna fase.


Marco Agliata, Architetto, libero professionista, impegnato da molti anni nel settore degli appalti, della programmazione, esecuzione e monitoraggio di opere pubbliche e private, esperto di problematiche di sostenibilità ambientale, risparmio energetico e sicurezza dei cantieri. Svolge attività di consulenza per enti pubblici e privati sulla programmazione e utilizzo delle risorse nazionali e comunitarie, progettazione, direzione e collaudo dei lavori, attuazione, gestione, manutenzione e monitoraggio degli interventi, difesa del suolo e sostenibilità ambientale. È autore di numerosi volumi in materia di opere pubbliche e problematiche ambientali

Marco Agliata, 2016, Maggioli Editore
9.90 € 8.42 €

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