Aggiornamento del 5 ottobre. Lo spesometro è rinviato per la quarta volta: per inviare fatture emesse e ricevute nel primo semestre del 2017 c’è tempo fino al 16 ottobre. Dopo il caos di fine settembre (blocco del servizio web Fatture e Corrispettivi) era arrivata la prima proroga per lo spesometro al 5 ottobre. Ora un altro rinvio. Motivo di questo quarto rinvio? Sono stati scartati senza motivo molti dati inviati, sui quali stiamo aspettando una nota dell’Agenza delle Entrate per capire se inviarli di nuovo o no. Per questo, c’è stato un rallentamento.

In effetti, è una storia di rinvii continui quella dello spesometro 2017. Il Ministero dell’Economia e delle Finanze aveva inizialmente comunicato il rinvio al 28 settembre 2017 del termine per effettuare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate dei dati delle fatture. La scadenza precedente, poi rinviata, era il 16 settembre. La prima proroga, prevista da un DPCM, era stata proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 28 luglio 2017. La prossima scadenza è il 28 febbraio 2018, per inviare i dati del secondo semestre 2017.

Spesometro: cosa bisogna comunicare

Il contribuente deve comunicare i dati di tutte le fatture (emesse e d’acquisto), comprese eventuali modifiche, includendo data di emissione e di registrazione. Esclusi gli scontrini fiscali, le ricevute fiscali, le schede carburanti. Il mancato invio comporta una sanzione di 2 euro per ogni fattura, fino al massimo di 1000 euro a trimestre (Risoluzione 104/E del 28 luglio 2017).

In sintesi, i dati che professionisti dovranno trasmettere entro il 16 ottobre 2017 sono:

  • soggetti relativi alla fattura,
  • data e numero della fattura,
  • base imponibile,
  • aliquota e imposta,
  • tipo di operazione.

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Spesometro, comunicazione fatture: i rinvii

All’inizio era il 16 settembre. Poi si era parlato del 15 ottobre o di fine ottobre. Poi si diceva al 30 settembre, ma cadeva di sabato. Quindi, per evitare di prorogare al 2 ottobre, si era deciso il 28 settembre, un giovedì. Dopo gli errori riscontrati sul sito delle Entrate, la scadenza è stata rinviata al 5 ottobre. Poi al 16.

L’obbligo di invio trimestrale delle fatture emesse e ricevute è stato introdotto dal Dl 193/2016. Poi era stato congelato, ma all’inizio aveva suscitato molte proteste: i commercialisti erano contrari al fatto che un adempimento prima annuale fosse diventato trimestrale. Avevano quindi deciso di scioperare, salvo poi far saltare lo sciopero perché l’obbligo trimestrale era stato, appunto, congelato. Fino alla sua proroga al 28 settembre.

Il rinvio al 5 ottobre era dettato da errori. Quello precedente era stato invece una scelta e neanche in quel caso i professionisti erano convinti della bontà della cosa. E infatti il Presidente dei commercialisti Massimo Miani aveva dichiarato: “Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha richiesto ufficialmente al ministero dell’Economia il differimento di un mese del termine per la presentazione del nuovo spesometro, alla luce delle difficoltà operative che l’adempimento comporta”.

Spesometro, il testo del decreto del primo rinvio

Di seguito trovate il testo del DPCM che stabilisce la “proroga al 28 settembre di termini per l’assolvimento di alcuni adempimenti legati a presentazione, trasmissione, comunicazione di dichiarazioni o altri elementi”.

È disposta la proroga dei seguenti termini:

a) la dichiarazione dei sostituti d’imposta, di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, relativa all’anno 2016, è presentata in via telematica, direttamente ovvero tramite i soggetti incaricati di cui all’articolo 3, commi 2-bis e 3, del medesimo decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 1998, entro il 31 ottobre 2017;

b) le dichiarazioni in materia di imposte sui redditi e di imposta regionale sulle attività produttive dei soggetti indicati nell’articolo 2 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, che devono essere presentate dal 1 luglio 2017 ed entro il 30 settembre 2017, nonchè dei soggetti di cui al comma 1-bis dell’articolo 83 del Testo unico delle imposte sui redditi approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che devono essere presentate dal 1° luglio 2017 ed entro il termine di cui all’articolo 13-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2017, n. 19, sono presentate entro il 31 ottobre 20.


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