Lo ha affermato nei giorni scorsi la Cassazione con la sentenza 20214/2017: l’impresa appaltatrice è responsabile degli errori di progettazione. L’impresa deve segnalare gli errori e, se non lo fa, viene multata.

Sia che si accorga di errori presenti nel progetto, sia che non se accorga (nonostante le competenze!), l’imprenditore è responsabile degli errori commessi nella realizzazione dell’opera. Nei casi in cui se ne accorge, deve dirlo al committente. Il responsabile non è chi ha fatto il progetto, ma l’impresa che segue i lavori.

Nel caso analizzato dalla Cassazione, un privato aveva commissionato a un’impresa la realizzazione di un immobile, la cui progettazione era stata seguita da un professionista esterno. A fine lavori, l’impresa lamentava un ritardo nel pagamento e il privato la presenza di errori nella realizzazione. La conclusione della Corte territoriale era stata che avevano torto entrambi: committente e impresa. I vizi dipendevano, infatti, dalla direzione dei lavori dell’impresa ma anche dalla volontà e dalle richieste del privato committente.

La Cassazione ha invece sentenziato che l’impresa debba SEMPRE rispettare le regole dell’arte e che sia sempre responsabile di come viene realizzata l’opera, anche in caso di ingerenza del committente, poiché è di competenza dell’impresa vedere se ci sono errori e prendere le decisioni che portino a una realizzazione corretta del progetto.

È l’imprenditore, quindi, che deve pagare il risarcimento al committente in tutti i casi: se si è accorto dei vizi causati da errori di progettazione e non li ha denunciati al committente o se non se n’è accorto, pur avendo la capacità tecnica sufficiente per accorgersene.

Foto: www.corriere.it


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