Oggi, con l’aiuto del libro “APE, Manuale operativo per l’Attestato di Prestazione energetica”, vediamo quali sono le procedure per il pre-sopralluogo e il sopralluogo con relative istruzioni per il rilievo geometrico, il rilievo materico di serramenti, murature, solai e pavimenti. Vediamo anche quali sono le procedure per la valutazione dei ponti termici e i dati necessari per gli impianti termici e le fonti rinnovabili.

APE, la fase di pre-sopralluogo

La fase di pre-sopralluogo è utile al certificatore per acquisire tutte le informazioni necessarie per l’Attestato di prestazione energetica, affinché sia eseguito un sopralluogo (obbligato­rio) dettagliato ed esauriente. I dati da raccogliere sono molteplici e ci permetteranno di operare in maniera più veloce nella fase di sopralluogo. È innanzitutto necessario richiedere al committente visura catasta­le, planimetria catastale e libretto degli impianti dell’immobile per il quale è necessario redigere l’APE. La visura catastale permetterà di individuare in maniera univoca i dati catastali dell’immobile (foglio, particella, subalterno).

La planimetria catastale è utile durante il sopralluogo, in quanto per­mette di avere una base su cui poter rilevare le dimensioni dell’edificio/unità immobiliare. Il certificatore è tenuto a eseguire il sopralluogo e il rilievo dello stato dei luoghi, non potendo successivamente attribuire eventuali errori dimensio­nali all’inesattezza della planimetria catastale.

Il libretto degli impianti ci permette di valutare se sono stati eseguiti cor­rettamente tutti i controlli di efficienza energetica previsti dal d.P.R. 74/2013. La visura catastale può anche essere richiesta direttamente dal pro­fessionista all’Agenzia delle entrate. La planimetria catastale può essere richiesta dal professionista all’Agen­zia delle entrate, previa compilazione da parte del committente del modulo delega, che il professionista deve conservare e mostrare in caso di controlli.

Scarica la delega per l’accesso alle planimetrie dell’Agenzia delle Entrate

Sarebbe utile acquisire in questa fase tutta la documentazione in pos­sesso del committente che può aiutare il certificatore nell’individuazione dei materiali, degli spessori dei componenti e della tipologia degli stessi, così da effettuarne una verifica di rispondenza durante il sopralluogo.

Altra informazione utile da richiedere al committente è riferita alle ristrutturazioni eseguite sulle parti comuni o sull’unità immobiliare, che potrebbero aver interessato l’involucro dell’edificio o l’impianto di riscal­damento, negli anni precedenti. In questo modo sarà quindi possibile in­dividuare l’anno di installazione di tutti i servizi presenti nell’edificio da certificare.

Individuato catastalmente l’immobile e recuperate alcune informazio­ni utili fornite dal committente, è necessario individuare la destinazione d’uso dell’edificio/unità immobiliare, in quanto i servizi da stimare riferiti ai consumi energetici dipendono dalla categoria dell’immobile. Infatti, come detto in precedenza, non tutti i consumi previsti all’interno dell’at­testato di prestazione energetica devono essere sempre stimati. Riman­diamo alla tabella con i consumi da stimare SEMPRE, SOLO SE PRE­SENTI e MAI, riportata al cap. 4 di “APE. Manuale operativo per l’Attestato di Prestazione energetica”.

APE ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA

APE ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA

Sebastiano Ciciriello, 2017, Maggioli Editore

Il presente  manuale  fornisce  tutte  le  informazioni  utili  al  certificatore  energetico al fine di redigere un completo e corretto Attestato di Prestazione Energetica (APE)   ed è aggiornato ai d.m. 26 giugno 2015  e alle...



APE: il sopralluogo

La fase di sopralluogo è il momento in cui il certificatore deve racco­gliere tutte le informazioni e i dati di input che successivamente, attra­verso l’utilizzo di un software certificato, gli permetteranno di redigere l’attestato di prestazione energetica.

Rilievo geometrico e situazione al contorno

Si procede innanzitutto rilevando i confini dell’unità immobiliare o edificio, distinguendo:

  1. vani a confine con locali climatizzati;
  2. vani a confine con locali non climatizzati;
  3. vani a confine con ambiente esterno.

Successivamente si procede al rilievo geometrico dell’immobile (aiu­tandoci in questo caso con la planimetria catastale). L’output del rilievo geometrico deve fornirci informazioni, quali:

  1. dimensione e altezza dei vani;
  2. dimensione e posizione dei serramenti;
  3. spessore degli elementi opachi verticali e orizzontali;
  4. presenza di aggetti (balconi superiori) che ombreggiano murature e serramenti.

Rilievo di serramenti, murature, solai, pavimenti

Nel rilievo dei serramenti, è anche necessario individuare:

  1. tipologia del telaio del serramento (materiale, presenza del taglio ter­mico);
  2. tipologia del vetro del serramento (singolo o doppio, presenza di vetro­camera con gas inerte, ecc.);
  3. presenza e tipologia del sopraluce (materiale, spessore, presenza di coibente termico);
  4. presenza e tipologia del cassonetto (materiale, presenza di coibente);
  5. tipologia di parapetto (materiale, spessore, presenza di coibente).

È necessario, inoltre, individuare la tipologia e stratigrafia della porta d’ingresso, in particolare è utile sapere se è presente un coibente termico. Se è possibile ottenere marca e modello della porta, dei serramenti e delle vetrazioni, possiamo richiedere direttamente al produttore le caratteristi­che tecniche.

Nel rilievo delle chiusure opache verticali e orizzontali è necessa­rio individuare le stratigrafia e più in generale conoscere la trasmittanza termica del componente. L’acquisizione di questi dati, può avvenire attra­verso l’utilizzo di strumentazioni o ricavate per analogia costruttiva con altri edifici o sistemi impiantistici coevi, integrate da banche dati o abachi nazionali, regionali o locali

Rilevata la geometria e caratteristiche dei serramenti, si procede con l’analisi e individuazione dei ponti termici, spesso non risolti, all’interno dell’edificio oggetto di analisi. Effettuando un sopralluogo esclusivamente visivo, spesso potremmo non ottenere tutte le informazioni necessarie per la redazione dell’attestato di certificazione energetica; possiamo quindi, in questo caso, far ricorso a strumentazioni che ci permetteranno di ottenere ulteriori informazioni.

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Strumentazioni per il rilievo e la raccolta dati

A supporto del certificatore energetico vi sono strumentazioni che permettono di ricavare dati difficilmente ottenibili con un sopralluogo esclusivamente visivo. Principalmente vengono utilizzati strumenti che ci permettono di conoscere le trasmittanze delle chiusure opache (quando non è nota la stratigrafia della muratura) e strumenti che ci permettono di rilevare i ponti termici:

  1. Calcolo della trasmittanza delle chiusure opache

Il calcolo della trasmittanza delle superfici opache può essere effettuato con due me­todi:

a) Analitico: parte dal presupposto che il certificatore possiede una corretta conoscenza delle stratigrafie murarie, associando a ogni prodotto da costruzione la conducibilità termica, con la formula matematica

U = trasmittanza;
hi = adduttanza interna;
he = adduttanza esterna;
si = spessore dell’i-esimo materiale/prodotto da costruzione;
λi = conducibilità termica dell’i-esimo materiale/prodotto da costru­zione.

b) Sperimentale: il calcolo della trasmittanza termica si effettua in situ con l’ausilio di un termoflussimetro, strumento che attraverso l’analisi del calore che attraversa la muratura e le temperatura in­terna ed esterna dell’ambiente, permette di ottenere il valore U della trasmittanza termica riferito all’intero pacchetto di chiusura opaca. Questa analisi non è istantanea e ha bisogno che siano soddisfatte alcune condizioni al contorno, ad esempio una differenza di tempe­ratura tra interno ed esterno costante ed elevata. Per questo motivo può essere realizzato quasi esclusivamente nel periodo invernale.

Rilievo dei ponti termici

Il rilievo dei ponti termici si effettua con l’ausilio di una termocamera. La termocamera è un dispositivo sensibile alla radiazione infrarossa, che permette di rilevare la radiazione che un corpo emette. Sfruttando il principio per cui a temperature diverse un materiale emette radiazioni diverse, e associando al materiale stesso le caratteristiche di emissività, e la temperatura ambiente (o riflessa) è possibile risalire alla sua tem­peratura.

La differenza di radiazione emessa tra due corpi adiacenti e la loro temperatura, potrebbero essere sinonimo di presenza di ponte termico. È importante sottolineare che una differenza di temperatura rilevata dalla termocamera non indica in maniera univoca la presenza di pon­ti termici, in quanto è necessario analizzare le condizioni al contorno e far eseguire l’analisi da un tecnico certificato (ai sensi della UNI EN ISO 9712).

Tra i dati necessari al fine di stimare correttamente la prestazione energetica dell’edificio/immobile oggetto di certificazione vi sono i ponti termici. Il ponte termico è la discontinuità di isolamento termico che si può verificare in corrispondenza agli innesti di elementi strutturali (solai e pareti verticali o pareti verticali tra loro) (def. d.lgs. 192/2005, allegato A).

Il ponte termico corretto si ottiene quando la trasmittanza termica della parete fittizia (il tratto di parete esterna in corrispondenza del ponte termico) non supera per più del 15% la trasmittanza termica della parete corrente (def. d.lgs. 192/2005, allegato A). Il ponte termico corretto non ha una reale corrispondenza in senso fisico, ma è stata introdotta dal decreto legislativo al fine di eseguire le verifiche dei decreti nazionali e regionali sulle strutture di un progetto.In particolare, questi possono essere stimati in due differenti modi:

  • con l’ausilio di un atlante certificato;
  • attraverso l’analisi dei ponti termici agli elementi finiti.

Valutazione dei ponti termici con abaco

L’atlante di ponti termici è una schematizzazione di tipologie e combi­nazioni di ponti termici più frequenti.Lo scopo degli atlanti di ponti termici è quello di determinare il valore di trasmittanza termica lineare in funzione di altri parametri caratteristi­ci (lunghezza, spessori, conduttività, ecc.). I valori sono predefiniti e più o meno adattabili alle dimensioni e ai materiali reali. L’utilizzo di un atlante presenta vantaggi e svantaggi; in particolare ci permetterà di calcolare i ponti termici in maniera manuale e senza il necessario ausilio di un software, ma d’altra parte esso rappresenta solo determinate tipologie e combinazione di ponti termici (archetipi) e può essere utilizzato solo in determinati range di valori (campo di validità).

Valutazione del ponte termico agli elementi finiti

Per effettuare un’analisi di ponti termici agli elementi finiti, è necessa­rio utilizzare dei solutori. Il software che ci permette di eseguire questo tipo di analisi ci consente di disegnare qualsiasi ponte termico e di calco­larne tutti i parametri quali:

  • trasmittanza termica lineica;
  • coefficiente di accoppiamento termico;
  • flusso termico.

Si tratta sicuramente di una procedura più dispendiosa, ma che ci as­sicura dati più accurati da utilizzare per la redazione della certificazione energetica.

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Impianti termici: i dati necessari

Al fine di redigere l’attestato di prestazione energetica, è necessario raccogliere tutte le informazioni relative agli impianti termici. In parti­colare:

  • tipologia di generatore (caldaia, pompa di calore, generatore elettrico, teleriscaldamento ecc.);
  • tipologia e potenza della rete di distribuzione (radiatori, ventilconvet­tori, riscaldamento a pavimento ecc.);
  • tipologia di impianto (impianto autonomo, condominiale);
  • anno di installazione.

In particolare è importante conoscere marca e modello del gene­ratore per ricercarlo o all’interno degli archivi del programma di certi­ficazione che utilizziamo o per richiedere direttamente al produttore le caratteristiche tecniche.

In base al generatore scelto, la norma prevede metodi di calcolo diffe­renti per il rendimento di generazione. È possibile utilizzare:

  • per la caldaia: UNI TS 11300-2 – precalcolato: quando le condizioni al contorno corrispondono a quelle dei prospetti (della norma). Questo metodo non può essere utilizzato per impianti in cui riscaldamento e produ­zione di acqua calda sanitaria avvengono con lo stesso generatore o quando si tratta di un impianto autonomo di ACS; UNI TS 11300-2 – metodo direttiva 92/42/CEE: si basa sui rendi­menti dei generatori determinati secondo le relative norme di pro­dotto (appendice B – metodo B1); UNI TS 11300-2 – metodo analitico: è possibie utilizzarlo per tutte le tipologie di caldaie (appendice B – metodo B2);
  • per la caldaia a biomassa: UNI TS 11300-2/4 – precalcolato: quando le condizioni al contor­no corrispondono a quelle dei prospetti. Questo metodo non può essere utilizzato per impianti in cui riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria avvengono con lo stesso generatore o quando si tratta di un impianto autonomo di ACS; UNI TS 11300-2 – metodo analitico: è possibile utilizzarlo per tutte le tipologie di caldaie (appendice B – metodo B2);
  • per la pompa di calore: UNI TS 11300-4;
  • per la pompa di calore invertibile: UNI TS 11300-3 per la parte del raffrescamento; UNI TS 11300-4 per la parte del riscaldamento;
  • per la macchina frigorifera: UNI TS 11300-3;
  • per il cogeneratore: UNI TS 11300-4: può essere utilizzato quando una o più unità coge­nerative funzionano in condizioni nominali, con assenza di modu­ lazione del carico in modalità “termico segue”. L’impianto non deve presentare by-pass fumi e dissipazione; UNI TS 11300-4: giorno-tipo mensile – può essere utilizzato quando sono disponibili le prestazioni delle unità cogenerative in funzione del fattore di carico, in modalità “termico segue”;
  • per il teleriscaldamento: UNI TS 11300-4: l’analisi riguarda il tratto dal punto di consegna dell’energia all’ingresso della sottostazione al punto di uscita della sottostazione;
  • per il generatore elettrico (per riscaldamento): UNI TS 11300-2: si può utilizzare per tutti i generatori a combusti­bile elettrico;
  • per il generatore autonomo per ACS: UNI TS 11300-2 si può utilizzare per gli scaldacqua autonomi.

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Fonti rinnovabili: i dati necessari

La riduzione dei consumi legati alla presenza di un impianto fotovol­taico, può essere conteggiata solo nei casi previsti dal d.m. 26/6/2015 re­quisiti minimi che, all’allegato 1, punto 1.1, afferma:

<<(…) la prestazione energetica degli edifici è determinata sulla base del­la quantità di energia necessaria annualmente per soddisfare le esigenze legate a un uso standard dell’edificio e corrisponde al fabbisogno energe­tico annuale globale in energia primaria per il riscaldamento, il raffresca­mento, per la ventilazione, per la produzione di acqua calda sanitaria e, nel settore non residenziale, per l’illuminazione, gli impianti ascensori e scale mobili.

In particolare:
a) (…); b) il fabbisogno energetico annuale globale si calcola come ener­gia primaria per singolo servizio energetico, con intervalli di calcolo mensile. Con le stesse modalità si determina l’energia da fonte rinnovabi­le prodotta all’interno del confine del sistema. (…);
c) si opera la compensazione tra i fabbisogni energetici e l’energia da fonte rinnovabile prodotta e utilizzata all’interno del confine del sistema con le condizioni di cui alla lettera d);

d) è consentito tenere conto dell’energia da fonte rinnovabile o da cogenerazione prodotta nell’ambito del confine del sistema (in situ) alle seguenti condizioni:
1. solo per contribuire ai fabbisogni del medesimo vettore energetico (elettricità con elettricità, energia termica con energia termica, ecc.);
2. fino a copertura totale del corrispondente fabbisogno o vettore ener­getico utilizzato per i servizi considerati nella prestazione energetica. L’ec­cedenza di energia rispetto al fabbisogno mensile, prodotta in situ e che viene esportata, non concorre alla prestazione energetica dell’e­dificio (…);
3. nel calcolo del fabbisogno energetico annuale globale di cui alla lettera b), fatto salvo quanto previsto al punto 2), l’eventuale energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile in eccedenza ed esportata in alcuni mesi, non può essere computata a copertura del fabbisogno nei mesi nei quali la produzione sia invece insufficiente;
4. l’energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile non può essere conteggiata ai fini del soddisfacimento di consumi elettrici per la produzione di calore con effetto Joule.>>

Impianto fotovoltaico: dati necessari

I dati necessari per l’input di un impianto fotovoltaico sono:

  • anno di installazione;
  • specifica dell’impianto (potenza di picco del singolo pannello);
  • numero totale dei pannelli;
  • angolazione ed esposizione dei pannelli;
  • quota di ripartizione dell’impianto (se di tipo condominiale).

Impianto solare termico: dati necessari

I dati necessari al fine di modellare correttamente nel nostro software di certificazione energetica un impianto solare termico sono:

  • anno di installazione;
  • area di captazione;
  • tipologia di servizio (se per la produzione di acqua calda sanitaria, riscaldamento o entrambi);
  • tipologia di sistema (se diretto all’impianto di riscaldamento, se colle­gato ad un accumulatore, ecc.);
  • inclinazione ed esposizione dei pannelli;
  • tipologia dei collettori (es. sottovuoto piano, sottovuoto con assorbito­re circolare, ecc.);
  • coefficienti di perdita (da scheda tecnica – determinati in accordo con UNI EN 12975-2);
  • rendimento ottico (da scheda tecnica – determinati in accordo con UNI EN 12975-2);
  • fattore di ombreggiamento (pannelli non ombreggiati presentano un fattore di ombreggiamento pari a 1);
  • potenza dei circolatori (se la circolazione è forzata e non naturale).

Per l’accumulatore del sistema solare termico, avremo bisogno dei se­guenti dati:

  • ubicazione (esterno, interno riscaldato o interno non riscaldato);
  • superficie disperdente dell’accumulatore;
  • spessore dell’isolamento dell’accumulatore e conducibilità dello stes­so;
  • temperatura media dell’accumulatore.

Le informazioni contenute nell’articolo che hai appena letto sono tratte dal libro

APE ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA

APE ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA

Sebastiano Ciciriello, 2017, Maggioli Editore

Il presente  manuale  fornisce  tutte  le  informazioni  utili  al  certificatore  energetico al fine di redigere un completo e corretto Attestato di Prestazione Energetica (APE)   ed è aggiornato ai d.m. 26 giugno 2015  e alle...



Il libro contiene anche:
– il quadro normativo aggiornato alle ultime norme UNI di riferimento per l’APE;
– la classificazione degli edifici da stimare;
– le procedure e i metodi di calcolo;
– la validità dell’APE;
– i documenti da conservare;
– l’invio;
– le sanzioni;
– l’Attestato di Qualificazione Energetica (AQE);
– le FAQ del Ministero.


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