Come abbiamo visto, la riforma della disciplina della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è entrata in vigore lo scorso 21 luglio 2017 con il D.lgs. 104/2017 “Attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE, concernente la valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati, ai sensi degli articoli 1 e 14 della legge 9 luglio 2015, n. 114″.

Ma… la Regione Lombardia non ci sta: è infatti ufficiale l’annuncio del ricorso alla Corte Costituzionale per la presunta illegittimità della nuova VIA.

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Le presunte illegittimità della Nuova VIA

L’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile, Claudia Terzi, lo comunica in una nota dove sottolinea che “i principali profili di illegittimità costituzionale nascono dall’entrata a piè pari, da parte dello Stato, su competenze che la Costituzione individua come potestà legislativa regionale“. In particolare, “i passaggi critici del Decreto Legislativo che abbiamo evidenziato sono rappresentati da una riduzione del potere di legiferare da parte delle regioni con un aumento di competenze in capo allo Stato, il mancato coinvolgimento nella determinazione dei costi amministrativi, nonché l’introduzione di disparità tra procedimenti di competenza statale e regionale”.

Meno competenze alle Regioni

Nel comunicato stampa viene spiegato che il Governo avrebbe dovuto soltanto recepire alcune disposizioni europee in materia di Valutazione di Impatto Ambientale, e invece con la Nuova VIA è andato ben oltre, riportando verso lo Stato competenze che prima erano demandate alle Regioni secondo il principio di vicinanza al territorio e ai cittadini” . Inoltre, sottolinea, “alle regioni è rimasto l’esercizio delle funzioni amministrative, potendo intervenire solo su alcuni aspetti meramente operativi. Più punti della norma violano, altresì, il principio di leale collaborazione tra Stato e Regione e intervengono su materie di competenza anche regionale, come la tutela della salute”.

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Richieste disattese

“Il Governo dimostra, ancora una volta – continua Claudia Terzi – di non ascoltare il parere delle Regioni andando ciecamente per la propria strada. Eppure, le Regioni avevano condiviso e portato alla Conferenza Stato-Regioni un documento circostanziato e migliorativo rispetto alla proposta approvata dal Consiglio dei Ministri. Le nostre richieste, invece, sono state completamente disattese”.

La Lombardia chiede “meno Stato più Regione”

“Come Regione Lombardia, nonostante le criticità espresse in più sedi – ribadisce Claudia Terzi – non manchiamo di fare la nostra parte. Infatti, siamo intervenuti tempestivamente approvando, nella scorsa seduta di Giunta, una proposta di aggiornamento della Legge regionale in materia, cercando di limitare i danni generati dal provvedimento statale e trovando le risorse finanziarie necessarie per la gestione delle più complesse procedure amministrative, nonostante il Governo ci abbia imposto questa riforma ritenendola a costo zero”.

L’assessore regionale conclude definendo “paradossale” il fatto che lo Stato porti via competenze alle regioni: “Per questa ragione abbiamo impugnato il Decreto VIA. La soluzione è una: meno Stato più Regione!“.


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