Risultati positivi, ma anche criticità: è un percorso a ostacoli quello dell’efficienza energetica in Italia. Negli ultimi tre anni gli ecobonus hanno permesso circa un milione di interventi per più di 9,5 miliardi di euro di investimenti, di cui 3,3 miliardi nel 2016. Nel 2016 risultano effettuate 15mila diagnosi energetiche di aziende, un record in Europa, e le richieste di incentivi sul “Conto Termico” per interventi di efficienza della PA locale sono triplicate.

Complessivamente, dal 2005 a oggi sono stati risparmiati 3,5 miliardi di euro di importazioni di petrolio e gas. Però, ostacoli economici e – soprattutto nel settore pubblico – la scarsa conoscenza degli strumenti e delle opportunità di interventi migliorativi fermano la diffusione dell’efficienza energetica. È quanto emerge dal Rapporto ENEA: da un lato l’Rcobonus ha ingranato, dall’altro, ci sono difficoltà economiche.

Ecobonus, i risultati positivi

È stato presentato a Roma il Rapporto ENEA sulle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica, fotografia aggiornata degli investimenti stimolati dagli ecobonus: nel periodo 2014-2016, la quota principale pari a 4,36 miliardi di euro ha riguardato la sostituzione di 1,9 milioni di serramenti, mentre 1,7 miliardi di euro sono stati destinati a oltre 52mila interventi sulle pareti orizzontali ed inclinate.

I risparmi nel triennio sono stati di circa 3.300 GWh/anno, poco più di 0,28 Mtep/anno. Nel 2016 in particolare, i risparmi hanno superato i 1.100 GWh/anno, soprattutto per la sostituzione di serramenti (oltre il 41%) e la coibentazione di solai e pareti (oltre il 26%).

Per quanto l’impatto occupazionale, dal 2013 al 2016 gli investimenti hanno generato complessivamente circa 270 mila posti di lavoro diretti ogni anno, oltre 400 mila considerando l’indotto.

A proposito, qui trovi tutte le info sull’Ecobonus per la casa:

Le detrazioni fiscali sulla casa 2017

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Nuova edizione 2017 aggiornata e ampliata della Guida in formato ebook,, che si propone di fornire risposte esaurienti, specifiche e risolutive sul tema delle agevolazioni fiscali in edilizia. La prima parte è dedicata all’Ecobonus con un’analisi sull’incentivo fiscale...



Efficienza energetica: la situazione della PA

Al discorso del discreto successo (ma si può sempre fare meglio) dell’Ecobonus per la casa, possiamo collegare quello dell’efficientamento energetico degli edifici della PA, per i quali il sistema di interventi è naturalemente diverso. Anche dal punto di vista economico: in questo caso non si parla di incentivi e detrazioni ma di fondi pubblici a disposizione. Di fatto, però, il fine è sempre quello: efficientare il patrimonio edilizio italiano, ormai invecchiato pesantemente.

A fine dicembre 2016 era stata pubblicata sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico la graduatoria di 68 progetti con l’assegnazione delle risorse (73 milioni di euro) per gli anni 2014 e 2015. Il Ministero delle Sviluppo Economico, a inizio giugno 2017, ha tentato di accelerare l’attuazione del programma di riqualificazione energetica della Pubblica Amministrazione centrale (PREPAC), pubblicando “Linee guida alla presentazione dei progetti per il Programma per la Riqualificazione Energetica degli edifici della Pubblica Amministrazione Centrale PREPAC (D.M. 16 Settembre 2016 )”: il documento, predisposto da ENEA e GSE, è una guida per la definizione delle proposte progettuali da presentare nell’ambito dei programmi annuali PREPAC. Il 15 luglio è scaduto il tempo per l’invio delle proposte di intervento per il 2017 da parte delle PA interessate. Alla scadenza del termine sono stati presentati 83 progetti per circa 84 milioni di euro. 

Nel 2016 la bolletta energetica della PA per elettricità, riscaldamento e trasporto è stata di oltre 3,3 miliardi di euro, di cui 117 milioni di euro spesi a livello centrale (35% per l’energia elettrica, 4% per il gas ed il 61% per carburanti e combustibili), 1,85 miliardi nelle amministrazioni periferiche, 220 milioni nelle Province che gestiscono gran parte dell’edilizia scolastica e 1,13 miliardi di euro nelle strutture sanitarie pubbliche.

Nella Pubblica Amministrazione gli interventi di riqualificazione energetica non hanno portato ai risultati sperati, anche se, come abbiamo visto, il tentativo è in corso.

Leggi anche Riqualificazione energetica per la PA: verso l’attuazione del programma

Nella PA “è necessario un vero salto di qualità”, come sostiene il presidente dell’ENEA Federico Testa, che ha annunciato la creazione di un’apposita task force operativa “PA-Obiettivo efficienza energetica” con il GSE, per supportare la Pubblica Amministrazione nella realizzazione di interventi di riqualificazione energetica. I consumi degli immobili della PA sono più elevati della media nazionale. È perciò difficile il rispetto della Direttiva sulle prestazioni energetiche degli edifici in caso di nuove costruzioni  o di riqualificazioni importanti, in vigore dal 2019 per gli edifici pubblici.

I primi interventi della task force saranno effettuati nel Comune di Assisi e per alcuni progetti del MIBACT nell’ambito dell’Accordo Quadro con ENEA per il supporto tecnico-scientifico, la sicurezza sismica e la conservazione del patrimonio culturale. I cantieri per l’efficienza nella PA potranno contare sull’esperienza maturata da ENEA e GSE. C’è bisogno di risorse qualificate. Questo vuol dire un cospicuo potenziale di nuove posizioni lavorative e di ricollocamenti.

“L’unica strada percorribile per raggiungere risultati importanti nell’efficienza energetica è una collaborazione costante fra il mondo della ricerca, l’innovazione tecnologica e le politiche pubbliche che promuovano anche gli investimenti privati” ha affermato Federico Testa.

Questi dati sulla PA emergono dal 6° Rapporto Annuale sull’Efficienza Energetica dell’ENEA, presentato a Roma insieme a quello sulle detrazioni fiscali. Dal Rapporto emerge anche dal 2007 al 2016 con l’ecobonus sono stati effettuati circa 3 milioni di interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti per circa 32 miliardi di euro di investimenti totali. Inoltre, sono già stati raggiunti gli obiettivi di efficienza previsti dal Piano nazionale PAEE 2011 per il periodo 2005-2016. Gli obiettivi 2011-2020, indicati nel PAEE 2014, sono stati raggiunti al 40%, con punte dell’84% nel settore residenziale. Per i trasporti e il terziario (nel quale rientra la PA) gli obiettivi sono invece sono più lontani.

Questi numeri fanno sperare nel raggiungimento dei nuovi obiettivi prospettati al 2030 dal Clean Energy Package dell’Unione Europea.

L’ecobonus è stato, nel 2016, esteso fino al 2021 per i condomini, con percentuali di detrazione del 70 e 75%. Per le abitazioni private, invece, dà la possibilità di detrarre il 65% delle spese e vale fino a tutto il 2017. Ma, c’è speranza che venga prorogato, come succede da alcuni anni a questa parte. Per gli edifici della Pubblica Amministrazione, invece, sono state da poco pubblicate le “Linee guida alla presentazione dei progetti per il Programma per la Riqualificazione Energetica degli edifici della Pubblica Amministrazione Centrale PREPAC (D.M. 16 Settembre 2016 )”. C’è molta strada da fare. Per ora possiamo fre un bilancio di quello che è stato: bene in generale l’ecobonus, molto meno bene gli interventi di efficienza energetica sugli edifici della PA.


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