Il Jobs Act Autonomi, la legge sul lavoro autonomo, è in vigore dal 14 giugno 2017. Subito dopo l’estate, il Governo avvierà un tavolo di confronto con i rappresentanti delle professioni per attivare la Legge 22 maggio 2017, n. 81 recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”.

Il ministro del Lavoro Poletti, intervenuto in un convegno organizzato da Confprofessioni sul Jobs Act Autonomi, ha dichiarato: “Abbiamo già cominciato a esaminare le caratteristiche che deve avere per rispondere ai criteri che la legge ci consegna, ma lo attiveremo rapidamente, subito dopo l’estate, perché attivare una legge è importante ma poi è importante applicarla”.

I contenuti del Jobs Act Autonomi

Ricapitoliamo per punti i contenuti del Jobs Act Autonomi. Sotto all’elenco puntato, trovi tutti gli approfondimenti che abbiamo fatto nelle settimane passate.

  • Eliminato l’equo compenso

L’equo compenso teneva conto della natura e delle caratteristiche delle prestazioni svolte, tema fondamentale per ogni lavoratore autonomo, soprattutto in seguito all’abolizione dei minimi tariffari. Continua a leggere l’articolo sull’equo compenso

  • Tempi certi per i pagamenti. Stretta contro la disparità di peso contrattuale tra committente e lavoratore autonomo, nel tentativo di fermare clausole vessatorie e abusive a danno del professionista. Vietata la rescissione senza preavviso e unilaterale dei contratti senza un adeguato risarcimento.
  • Transazioni commerciali
  • Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa (cosiddetta DIS-COLL)
  • Benefici fiscali e sociali. Per esempio, dal 1 gennaio 2017 le spese relative a vitto e alloggio, possono essere dedotte interamente anche se sostenute dallo stesso professionista, purché addebitate al committente: il rimborso percepito dal committente rileverà (per il committente) ai fini fiscali, per il professionista ai fini previdenziali. Quando sono sostenute dal committente, tutte le spese legate all’esecuzione di un incarico affidato al professionista non costituiscono compensi in natura per il professionista. Leggi anche Rimborso spese Professionisti nel Jobs Act Autonomi: tutte le novità
  • Smart working. Si possono svolgere le proprie mansioni senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, grazie all’utilizzo di strumenti tecnologici, in parte all’interno di locali aziendali e in parte all’esterno, senza una postazione fissa, con i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale.
  • Accesso agli appalti pubblici e ai bandi per l’assegnazione di incarichi e appalti privati
  • Deleghe legislative al Governo. La prima prevede la rimessione di alcuni atti pubblici (per esempio certificazioni o autentiche) alle professioni organizzate in ordini e collegi; rispristinato nel Ddl Jobs Act Autonomi il riconoscimento del ruolo sussidiario delle professioni ordinistiche.

Tutto sul Jobs Act Autonomi

Jobs Act Autonomi, tutte le novità

Jobs Act Autonom, i pro e i contro

Fascicolo del fabbricato eliminato dal Jobs Act Autonomi

Jobs Act Autonomi: cosa cambia per i professionisti tecnici

Jobs Act Autonomi: cosa cambia per i professionisti tecnici

Lisa De Simone, 2017, Maggioli Editore

In vigore la legge 22 maggio 2017, n. 81, pubblicata sulla G.U. n. 135 del 13 giugno 2017, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” e meglio...




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