Marina Calderone, presidente del Comitato unitario degli Ordini professionali (Cup), aveva proposto l’eliminazione del contributo minimo previdenziale per i primi tre anni a favore degli under 35, oltre alle agevolazioni per l’acquisto di beni strumentali (attrezzature, impianti, beni strumentali a uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali) previste dal decreto “Resto al sud”. La proposta riguardava i giovani under 35 che vogliono avviare la professione al Sud: in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

“Aveva” e “riguardava” perchè le agevolazioni previste dal decreto legge n. 91/2017 (“Resto al sud”) non saranno estese agli iscritti agli albi professionali, nè giovani nè meno giovani. E, per gli under 35, non sarà eliminato il contributo minimo per i primi tre anni. Ha dichiarato infatti Salvatore Tomaselli, relatore del provvedimento esterno alla commissione: “Gli emendamenti che prevedevano l’estensione dell’incentivo agli iscritti all’Ordine non saranno ammessi in quanto i fondi stanziati per la misura agevolativa non sarebbero sufficienti a coprire le attività libero professionali”.

“Resto al Sud”: cosa comporta

Anche se non include i giovani professionisti (e nenache i professionisti), attraverso la misura “Resto al sud” si offre un sostegno alla nuova imprenditorialità (solo agli imprenditori), prevedendo, per i soggetti tra i 18 e i 35 anni che risiedono (o che trasferiscono la residenza entro 60 giorni) in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, e che non dispongano di mezzi propri per avviare un’attività.

Come vengono erogate le agevolazioni

La dotazione di 50.000 euro (inizialmente erano 40.000), fino ad un ammontare massimo di 200 mila euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante. Il finanziamento residuale (65%), rispetto alla quota di contributo a fondo perduto, sarà a tasso zero e erogato tramite il sistema bancario. L’importo totale è di 1,25 mld di euro ed è finanziato dal fondo per lo sviluppo e la coesione-programmazione 2014/2020.

Le modalità verranno individuate con un decreto, che verrà emanato entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto.

No agli aiuti per i Professionisiti

La richiesta del Cup era stata formalizzata in alcuni emendamenti al ddl. Per gli under 35 che vogliono avviare un’attività professionale il CUP aveva chiesto l’eliminazione per i primi tre anni del contributo minimo previdenziale e l’estensione ai giovani professionisti della misura “Resto al Sud”. Inoltre, era richiesta per tutti i professionisti, l’agevolazione per l’acquisto di attrezzature, impianti e beni strumentali, per mettere i professionisti sullo stesso piano degli imprenditori in termini di aiuti economici.

Aveva dichiarato la Calderone: “Una norma che nasce con la finalità di aiutare il tessuto produttivo del Sud non può non contemplare anche una platea di lavoratori della conoscenza che a livello nazionale conta circa 2,5 milioni di iscritti e contribuisce a dare lavoro ad un indotto di altri quattro milioni di persone”.

Ma le due richieste (per under 35 e per tutti i professionisti) sono state respinte. Ti può interessare anche l’articolo Prestito per aprire attività a under 35 e madri: come fare domanda.

Decreto salva Mezzogiorno

Ricordiamo che dal 22 giugno è in vigore il provvedimento salva Mezzogiorno, che contiene il “Resto al Sud” e che fa seguito al DL 243/2016 con cui sono stati aumentati gli incentivi agli investimenti industriali. Il provvedimento (decreto legge 20 giugno 2017, n. 91 ) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.141 del 20 giugno, il “Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno”, approvato dal Consiglio dei ministri il 9 giugno.

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Lisa De Simone, 2017, Maggioli Editore

In vigore la legge 22 maggio 2017, n. 81, pubblicata sulla G.U. n. 135 del 13 giugno 2017, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” e meglio...



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