Alcuni composti organici volatili

L’indagine Doxa volta a monitorare gli stili abitativi degli italiani per fotografare lo stato dell’arte e offrire agli addetti ai lavori informazioni su tendenze e caratteristiche della casa del futuro, conferma che al primo posto delle richieste c’è la salubrità. Gli italiani infatti, desiderano difendere la propria salute all’interno degli ambienti chiusi e sono disposti ad intervenire per rendere l’abitazione idonea a lasciare le malattie fuori dalla porta.

Una delle tematiche da conoscere per non farsi sorprendere dall’inquinamento indoor, che è la causa di molte patologie è quella relativa ai VOC (volatile organic compounds, composti organici volatili). Sono composti chimici di vario genere caratterizzati dalla volatilità, cioè dalla capacità di evaporare facilmente nell’aria a temperatura ambiente. Sono presenti in molti prodotti di uso quotidiano e nei materiali da costruzione. I Composti Organici Volatili comprendono tra gli altri i prodotti delle industrie chimiche, i solventi, gli alcoli e anche la benzina, essi contribuiscono all’insorgenza della Sindrome da Edificio Malato, alla Multiple Chemical Sensitivity, Building Related Illness.

Le fonti dei Composti Organici Volatili (COV) nell’aria degli ambienti indoor dipendono:

  • dall’attività degli “occupanti”;
  • i prodotti cosmetici o deodoranti;
  • i dispositivi di riscaldamento;
  • i prodotti di pulizia e articoli vari (es. colle, adesivi, solventi, vernici,);
  • abiti trattati in lavanderie;
  • il fumo di sigaretta;
  • strumenti di lavoro, quali stampanti e fotocopiatrici.

Altre importanti fonti di inquinamento sono i materiali da costruzione e gli arredi (es. mobili, moquette, rivestimenti, isolanti) che possono determinare emissioni continue durature nel tempo (settimane,mesi,anni). Elevate concentrazioni di COV sono riscontrabili, specialmente, nei periodi immediatamente successivi alla posa dei vari materiali o alla installazione degli arredi. L’emissione di COV è più alta all’inizio della vita del prodotto e tende a diminuire notevolmente in tempi abbastanza brevi (da una settimana per vernici e adesivi, a sei mesi per altri composti chimici). Fa eccezione la formaldeide, che tende a presentare rilasci relativamente costanti per molti anni. Infine, un’errata collocazione delle prese d’aria in prossimità di aree ad elevato inquinamento (es. vie ad alto traffico, parcheggio sotterraneo, autofficina) può determinare una importante penetrazione di COV dall’esterno.

La maggior parte dei prodotti sintetici provoca un danno ambientale di vaste proporzioni.

Per un approfondimento completo sulla salubrità degli edifici, leggi il nostro Dossier a cura dell’Associazione degli Esperti in Edificio Salubre

Composti Organici Volatili più comuni e sorgenti indoor

Classi di composti Principali sostanze Principale fonte indoor
Idrocarburi alifatici Propano, Butano, Esano, Limonene Combustibili, detersivi, propellenti ad aerosol, refrigeranti, basi di profumi, aromatizzanti
Idrocarburi alogenati Cloroformio, Cloruro di metilene, Pentaclorofenolo Propellenti ad aerosol, pesticidi, refrigeranti, sgrassatori
Idrocarburi aromatici Benzene, Toluene, Xilene Vernici, pitture, colle, smalti, lacche, detersivi
Alcoli Alcol etilico, Alcol metilico Detersivi per finestre, vernici, diluenti, adesivi, cosmetici
Aldeidi Formaldeide, Acetaldeide Fungicidi, isolanti, germicidi, resine, disinfettanti, arredi a base di truciolato

L’aria viziata e arricchita da diversissime sostanze tossiche, circola in continuazione negli ambienti confinati, senza possibilità di fuoriuscita (per insufficiente ventilazione e diffusione), l’assimilazione dell’individuo attraverso la respirazione  può produrre ad esempio un graduale auto-avvelenamento, le malattie del metabolismo, comprese molte patologie del sistema nervoso, come la nevrosi.

Per approfondire leggi anche il focus dedicato alla formaldeide di Maura di Prato

Effetti dei Composti Organici Volatili

Tutti gli inquinanti hanno sull’organismo gli effetti più disparati, che vanno dalle sollecitazioni sensoriali come gli odori, a quelle patologiche, sia transitorie come mal di testa o affaticamento, sia organiche vere e proprie come irritazioni degli occhi o delle mucose e reazioni allergiche, sia condizioni gravi per gli effetti mutageni e cancerogeni. È quindi necessario porre molta attenzione, affinché l’inquinamento presente all’interno degli ambienti confinati sia tale da non pregiudicare la salute degli occupanti.

L’uomo attraverso organi respiratori e la stessa pelle, entra in contatto con solventi evaporizzanti e ammorbidenti non legati alla struttura chimica di materie plastiche, colle sintetiche, pitture, ecc. La depolimerizzazione dei prodotti, che può aumentare con invecchiamento, riscaldamento e irraggiamento solare, libera sostanze volatili, originariamente legate chimicamente nella struttura dei materiali.

Questi argomenti, scientificamente provati, sono ancora poco noti alla popolazione, che raramente sa individuare queste sostanze come causa di avvelenamenti di  carattere  acuto,  o di malattie  a volte addirittura molto gravi. Molti esempi sono pubblicati su riviste scientifiche e riservate purtroppo ai soli operatori della sanità.

Solo per citare qualche esempio, possiamo far riferimento al PCB. Reso noto per mera combinazione, nonostante avesse in sé tutti i caratteri per provocare una “rivoluzione”, è stato quasi completamente dimenticato e nessun provvedimento è stato adottato. Nel 1971 il dipartimento ginevrino del controllo sugli alimenti, traslocò in un nuovo laboratorio, che dotato di moderne apparecchiature, riscontrò continuativamente valori molto alti di sostanze tossiche negli alimenti esaminati. I valori erano molto al di sopra del consentito. Il personale addetto risultò afflitto da diverse malattie tossiche. Dopo molte ricerche si riscontrarono chiare indicazioni sulla sostanza tossica che era il bifenile policlorurato (PCB) e proveniva da sostanze sintetiche. Il PCB è impiegato quale ammorbidente per pitture, lacche, liquidi impregnanti, lubrificanti, refrigeranti nonché per la produzione di rivestimenti plastici, lampadari, carta di riproduzione. Dopo vari tentativi di bonifica, si dovette rinunciare ai nuovi locali e trasferire il laboratorio in altro edificio.

Nella fase acuta dell’intossicazione da PCB si manifestava un generale senso di debolezza, nausea con vomito, difficoltà di digestione. A concentrazioni maggiori si riscontra coma epatico (svenimenti). Conseguenze croniche possono essere l’ acne da cloro e modificazione della fermentazione intestinale.

Purtroppo molti prodotti chimici sono a composizione sconosciuta per il “segreto industriale”, conseguentemente nei composti chimici la tossicità viene scoperta spesso solo dopo molti anni.

Sulla classificazione dei COV e sui metodi per rilevarne la presenza, leggi anche il contributo di Silvia Baima Beuc

Misure per ridurre l’esposizione ai COV

I livelli dei Composti Organici Volatili presenti negli ambienti interni si possono controllare effettuando un’accurata scelta dei materiali da costruzione e da arredo e dei prodotti utilizzati per la pulizia. I progettisti (geometri,architetti,ingegneri), nonché i responsabili della manutenzione, devono prediligere prodotti certificati da apposita etichettatura, che rispettino il requisito igiene – salute e ambiente e mantenersi aggiornati sulle nuove normative nazionali ed internazionali.

In particolare si raccomanda di:

  • Ridurre al minimo l’uso di materiali contenenti COV (cosmetici, deodoranti, materiali di pulizia, colle, adesivi, solventi, vernici).
  • Utilizzare, quando possibile, vernici a base di acqua.
  • Utilizzare il meno possibile le colle per fissare la moquette al pavimento, eventualmente prendendo in considerazione soluzioni alternative.
  • Ventilare adeguatamente i locali quando vi sono possibili sorgenti di VOC (materiali contenenti Composti Organici Volatili, abiti trattati recentemente in lavanderie, fumo di sigaretta, stampanti, fotocopiatrici),durante e subito dopo la posa di materiali di costruzione e gli arredi (es. mobili, moquette, rivestimenti).
  • Mantenere, comunque, gli ambienti sempre ben ventilati.
  • Non fumare negli ambienti chiusi.
  • Mantenere i dispositivi di riscaldamento regolarmente controllati.
  • Usare l’estrattore d’aria con scarico all’esterno quando si cucina.
  • Effettuare il regolare controllo e pulizia da parte di personale esperto dei sistemi di riscaldamento (caldaie, canne fumarie, camini).
  • Eventuali sistemi di ventilazione meccanica devono essere dotati di idonei filtri, regolarmente controllati.

La salute dell’individuo e la necessità di una casa sicura, che garantisca il benessere tenendo lontane le malattie si affermano  con importanza sempre crescente che sta passando da un fenomeno di nicchia ad un atteggiamento sempre più consapevole da parte di tutti. I tecnici (Geometri, Architetti, Ingegneri) sono l’anello indispensabile tra il mondo sanitario, l’impresa, l’industria  e la committenza, per favorire il mercato di una edilizia sana, che non solo mette al riparo da malattie a volte anche letali, ma contribuisce alla riduzione della spesa sanitaria pubblica, riportando l’involucro edilizio alla funzione per il quale è stato concepito: difendere le persone da ogni tipo di insidia, permettendo a ciascuno di vivere in salute in una casa idonea all’effettivo abitare.

La casa salubre

La casa salubre

Del Corno Barbara, Pennisi Alessandra, 2014, Maggioli Editore

Una casa, per essere definita salubre,deve rispondere a molteplici requisiti che garantiscano il benessere di chi la abita.

Gli elementi principali sono:
benessere ambientale, legato a fattori quali temperatura, umidit, ventilazione e...



 


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