Nel protocollo d’Intesa firmato tra la Rete Professioni Tecniche (RPT) e il Commissario straordinario per la ricostruzione Vasco Errani sono stati definiti i compensi professionali per le attività di progettazione e direzione lavori degli interventi di consolidamento antisismico e ricostruzione privata dopo il terremoto nel Centro Italia.

Compensi professionali post terremoto, come sono definiti?

Il protocollo d’intesa definisce gli importi riconosciuti ai professionisti come compensi professionali sulla base del valore del progetto e alza le percentuali per i lavori di importo minore e abbassa per quelli più importanti.

Il contributo minimo sull’insieme delle spese tecniche per la pratica relativa ai lavori di consolidamento sismico o demolizione e ricostruzione, indipendentemente dall’importo dei lavori, è non meno di 6 mila euro. Ma vediamo le percentuali. Il compenso al professionista è:
– il 12,5% dell’importo dei lavori fino a 150 mila euro,
– il 12% tra 150 e 500 mila euro,
– il 10% tra 500 mila e un milione,
– l’8,5% tra 1 e 2 milioni,
– il 7,5% oltre questo tetto.

Il nuovo contratto-tipo obbligatorio

Il protocollo stabilisce l’obbligo di un contratto-tipo tra il committente e progettista, che dovrà essere depositato, entro 10 giorni dalla sua sottoscrizione. Se non viene depositato, la violazione è grave e comporta l’incarico professionale viene revocato.

Il professionista è obbligato a indicare nel contratto il numero progressivo dei lavori assunti per la ricostruzione e l’importo raggiunto con i precedenti incarichi, per evitare il superamento dei limiti. Per evitare la concentrazione di incarichi, il protocollo riprende quanto disposto dall’Ordinanza 29/2017: indipendentemente dall’importo dei lavori, il progettista può assumere al massimo 30 incarichi professionali per un importo massimo inferiore a 25 milioni di euro.

Il tetto agli incarichi riguarda solo gli interventi di ripristino con miglioramento sismico o ricostruzione delle attività produttive e degli immobili ad uso residenziale, riferendosi in particolar modo alla progettazione architettonica e alla direzione lavori.
Se la prestazione è parziale (e riguarda per esempio i rilievi dell’edificio, la progettazione impiantistica, la progettazione strutturale, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, contabilità dei lavori, il collaudo statico, la relazione geologica) il tetto massimo degli incarichi per professionista sale a 75.
Se il professionista esegue sia prestazioni principali che parziali, il numero massimo degli incarichi è 75, di cui massimo 30 per prestazioni principali.

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Schede FAST e AeDES

Attraverso il Protocollo, la RPT assicura la massima collaborazione per la redazione in tempi brevi della verifica di agibilità degli edifici, con la procedura FAST, utile a concludere il censimento dei danni sulla base di eventuali specifici protocolli d’intesa da definire con il Dipartimento della Protezione Civile. Dopo l’esito delle schede FAST poi la Rete Professioni Tecniche assicura l’adesione dei professionisti alla predisposizione delle schede AeDES che dovranno essere non più di 60 per ciascuno.

Osservatorio nazionale per la ricostruzione

Per vigilare sull’attività dei professionisti, l’intesa porta anche alla creazione di un Osservatorio Nazionale per la ricostruzione post-sisma 2016, composto da tre rappresentanti della struttura del Commissario Straordinario e da quattro rappresentanti della RPT.


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