L’iscrizione all’Albo degli ingegneri rimane diffusa (in generale e per i corsi non legati all’edilizia) ma è in calo tra i più giovani. All’inizio del 2017, rispetto allo stesso periodo del 2016, l’incremento generale è stato dello 0,5%, anchhe se il ritmo di crescita si è bloccato rispetto al passato. Aumentano gli ingegneri iuniores, che sono triplicati nel corso degli ultimi 10 anni, tanto da superare nel 2017 la soglia dei 10 mila iscritti.

“L’aspetto più rilevante delle analisi finora condotte e che impone al sistema ordinistico un’approfondita riflessione riguarda la progressiva diminuzione dell’interesse nei confronti dell’Albo professionale da parte dei laureati magistrali: è vero che gli iscritti continuano ad aumentare anche nella sezione A, ma non si può trascurare che mentre fino a poco tempo fa si registravano, su base annua, iscrizioni che erano nell’ordine delle migliaia (in alcuni casi le variazioni hanno riguardato oltre 6mila ingegneri in più tra un anno e l’altro), attualmente ci si attesta nell’ordine delle centinaia di iscritti in più (negli ultimi due anni, dal 2015 al 2017, l’incremento del numero di iscritti alla sezione A non raggiunge i 650 ingegneri)”.

Gli iscritti, nel 2017, sono quasi 240 mila. Gli ingegneri sono distribuiti in quasi tutto il Centro-sud, mentre tendono a ridursi nelle regioni del Nord-Ovest. In più, quasi un quarto degli immatricolati frequenta Milano o Torino.

Il Centro Studi Cni ha in particolare evidenziato: “Nel dettaglio, appare evidente come il risultato positivo sia dovuto prevalentemente all’incremento di iscritti alla sezione B, aumentati negli ultimi due anni di quasi duemila unità. Si tratta comunque di una parte relativamente minoritaria dell’universo degli ingegneri (appena il 4%), indice di come la formazione ingegneristica continui ad essere intesa prevalentemente come il risultato di un percorso quinquennale, che, peraltro, non sempre sfocia nell’abilitazione professionale e nella successiva iscrizione all’Albo”.

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Iscrizioni a ingegneria: distinzione tra edile, industriale e informatico

Nello specifico, considerando i singoli corsi di laurea, le lauree in ingegneria legate all’edilizia soffrono, mentre tutti gli altri corsi viaggiano con ritmi di crescita che, in qualche caso, si avvicinano anche al 10% (scienze e tecnologie informatiche). Vanno giù le lauree in ingegneria civile e ambientale (-7,4%), in scienze dell’architettura (-5,5%), in scienze e tecniche dell’edilizia (-14,7%), in architettura e ingegneria edile (-8,2%).

“Questi ambiti (industriale, informatico ed edile, ndr) stanno attraversando fasi congiunturali diametralmente opposte: mentre per gli ingegneri industriali e gli ingegneri dell’informazione la domanda è restata tutto sommato elevata anche nei momenti più critici dell’economia italiana, i civili e gli edili sono quelli che hanno risentito più di tutti della contrazione degli investimenti registrata in Italia negli ultimi anni. Se a questo si aggiunge che l’ambito industriale e quello dell’informazione sono i due settori in cui la richiesta di profili e specializzazioni nuove è in continua espansione, appare ovvio che anche i giovani orientino la propria scelta verso questi ultimi”.

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