Innovazione, digitalizzazione, aggiornamento e qualità degli interventi. Sono queste le parole chiave che hanno scandito i lavori del convegno ‘M4ttoni.0, digitalizziamo un antico e nobile mestiere‘ organizzato dai giovani imprenditori edili di Ance e svoltosi nei giorni scorsi a Roma con l’obiettivo di contribuire all’individuazione di soluzioni nuove e adeguate per accelerare un rinnovamento non più rimandabile.

Internet e il digitale

Alcuni numeri, ricavabili dall’indagine Ance presentata nell’occasione, danno perfettamente l’idea della situazione: il 77% delle imprese possiede un sito, ma l’aggiornamento e il controllo degli accessi sono ancora molto bassi. Metà delle imprese utilizzano i social network, con una netta preferenza per Facebook. Il 92% del campione conosce il Bim (Modello d’informazioni di un edificio): il 13% già lo utilizza e l’11% ha partecipato a gare d’appalto che ne prevedevano l’utilizzo. Più di un terzo delle imprese utilizza sistemi di project manager e di controllo di gestione. L’82% delle imprese di costruzione possiede almeno una certificazione di qualità. Il 78% possiede la ISO 9001.

Professionisti e settore delle costruzioni

Ancora, sono aumentati i professionisti (ingegneri, architetti, periti e geometri), sono rimasti stabili i dirigenti e i tecnici specializzati mentre sono diminuiti sensibilmente (quasi il 20%) gli impiegati. Tutti gli studi sul tema, infine, mostrano come le costruzioni siano il comparto meno digitalizzato del mondo, con un livello tra i più bassi di investimenti destinati all’innovazione. Un dato strettamente correlato all’andamento della produttività: nel decennio 2005-2014 tra i diversi settori dell’economia, le costruzioni risultano all’ultimo posto con il più basso grado di digitalizzazione e, addirittura, una decrescita nella produttività.

“Tutti i dati disponibili dimostrano che innovare è un dovere per le imprese – ha sottolineato Roberta Vitale, presidente dei Giovani Ance – e la nostra responsabilità, come Giovani Ance, è aprire la mente ai costruttori, ai politici e a tutti gli operatori della filiera, mettendo in luce i vantaggi che la tecnologia può darci in termini di produttività, qualità e sicurezza. Il decreto Industria 4.0 è un primo passo importante, ma è necessario che allarghi lo sguardo al settore dell’edilizia. Bene, quindi, il super e l’iper ammortamento, che per essere ancora più efficace potrebbero essere legati anche all’alta formazione del personale”.

I corsi di Beta Formazione

E a proposito di formazione, un valido contributo sotto questo versante può sicuramente arrivare dai corsi che Beta Formazione ha allestito e previsto per tutto il 2017, facendo leva sulla sua decennale esperienza nell’erogazione di percorsi formativi di qualità. Oggi sono una sessantina e abbracciano tutti i temi e gli argomenti più attuali e utili per i professionisti. Qualcuno tra gli altri? Il corso BIM nella progettazione degli edifici, il corso di gare d’appalto, quello per progettare e costruire case in legno, quello per edifici a energia quasi zero e quello di adeguamento sismico con materiali compositi.

Insomma, Beta Formazione corre verso Industria 4.0 facendosi trovare pronta alle sfide richieste dal mercato e dall’innovazione. A proposito di quest’ultima, l’Ance non ha paura di aprirsi ad essa. La Vitale, in questo senso, è categorica: “Noi siamo pronti a raccogliere la sfida dell’ innovazione, ma con noi deve farlo la pubblica amministrazione, perché se le nostre imprese sono costrette a essere più qualificate, non possiamo pensare che uffici comunali e stazioni appaltanti siano a malapena adeguate alla seconda rivoluzione industriale”.

“Le imprese devono comprendere come passare dalle tecniche tradizionali a quelle più innovative, integrandole e non sostituendole. Le moderne tecnologie possono fornirci indicazioni dettagliate sullo stato di salute degli edifici e delle infrastrutture, per poter intervenire tempestivamente con un piano di manutenzione o agevolare la ricostruzione a seguito di crolli o danneggiamenti. Per fare ciò occorre rendere obbligatoria la redazione del fascicolo digitale del fabbricato, per gli immobili privati, e redigere un data base completo del patrimonio pubblico in collaborazione con le università italiane”.

www.betaformazione.com


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