consumo di suolo lombardia

Quella del consumo di suolo è un’annosa questione di cui parliamo da ormai molto tempo. Come sappiamo, l’iter del disegno di legge sul consumo di suolo si è fermato per la mancanza di un accordo tra Senato e Regioni, e non si sa, al momento, come procederà.

In Lombardia però, intanto, qualcosa si muove. È stata infatti approvata dal Consiglio regionale la legge che garantisce potere pianificatorio ai Sindaci, così che i Comuni lombardi possano ridurre da subito, all’interno dei propri piani urbanistici, il consumo di suolo.

In più, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato anche il Piano Territoriale Regionale (PTR), che prevede una riduzione del 25% del consumo di suolo nella Regione entro il 2020, e che contiene i criteri tecnici ai quali si dovranno uniformare i Comuni per adeguare i propri PGT nell’attuare la riduzione del consumo di suolo.

Legge Regionale 31/2014: cosa cambia

La Lombardia già tre anni fa aveva già introdotto, con la Legge Regionale 31/2014, le norme che impedivano la trasformazione di aree agricole in edificabili. Con il nuovo provvedimento, però, i Comuni potranno programmare e introdurre non solo misure di questo tipo, per impedire quindi il consumo di nuovo suolo, ma anche misure per ridurlo.

Questa nuova legge non esclude comunque ampliamenti e nuovi insediamenti industriali: anzi, come ha spiegato il relatore Mauro Piazza, “nel rendere praticabile la riduzione del consumo di suolo comunale, crea contemporaneamente anche le condizioni per ampliamenti e nuovi insediamenti industriali tesi a creare effettive occasioni di occupazione e di sviluppo economico”. In questi casi specifici, infatti, l’eventuale nuovo consumo di suolo verrà conteggiato su scala regionale.

L’Anci Lombardia si dice soddisfatta del provvedimento, che di fatto accoglie molte delle sollecitazioni avanzate proprio dall’associazione: “Fino ad oggi i Comuni non potevano operare varianti ai propri PGT al fine di ridurre il consumo di suolo in quanto il quadro normativo esistente esponeva le Amministrazioni al rischio di ricorsi giudiziari nel caso in cui fossero intenzionate a dare il via a iniziative per il contenimento del consumo di suolo”.

Il riferimento è al Comune di Brescia, “che ha dovuto sospendere le modifiche introdotte al PGT comunale dopo che il TAR aveva dichiarato illegittime le misure previste per contenere il consumo di suolo”. La decisione del Consiglio consente di ripristinare la piena operatività comunale”.

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