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CTU: Inarsind fa il punto sui compensi

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Su ruolo e compensi dei CTU (consulenti tecnici d’ufficio) si è pronunciata L’Associazione di intesa sindacale degli architetti e ingegneri liberi professionisti (Inarsind), a seguito della richiesta dell’Associazione Provinciale di Brescia che ha segnalato alcuni punti critici sul tema. Inarsind di Brescia parla di una situazionegrave per i colleghi in particolare e per la giustizia in generale” asserendo che il “il problema risiede nella normativa nazionale”. Queste le problematiche segnalate:

  • La normativa sulle tariffe è vecchia, incompleta, di difficile interpretazione;
  • La tariffa oraria è inadeguata se non ridicola;
  • La tariffa per estimo è bloccata a 516.456,9 euro (ciò la stima di un bene di tale cifra o di un dieci volte più grande viene valutata allo stesso modo) e bisogna ricorrere ad altri articoli per cercare di recuperare onorario tipo il raddoppio per particolari difficoltà, soggetto a interpretazione del singolo giudice ed in ogni caso forzato;
  • I tempi di pagamento per le prestazioni per il tribunale sono spesso superiori ai minimi di legge;
  • I pagamenti da parte di privati nel civile sono un serio problema e spesso il CTU è costretto a ricorrere a procedimenti giudiziari contro parti non solventi;
  • La recente normativa sulle esecuzioni immobiliari rimanda il pagamento di metà prestazioni a tempo indefinito ed in funzione di logiche di vendita non controllabili da parte del CTU;
  • Le spese sostenute dal CTU sono spesso non riconosciute ed in ogni caso non normate ed affidate al buon cuore dei singoli giudici.

Inarsind Brescia conclude chiedendo a Inarsind Nazionale “di farsi parte attiva presso il ministero per avviare un confronto che porti ad una seria riforma” e Inarsind risponde con un comunicato che ha per oggetto i chiarimenti sulle prestazioni professionali dei CTU rese per Tribunali e Procure.

Le tariffe e i compensi del C.T.U.

Le tariffe e i compensi del C.T.U.

Tariffe e incarichi di consulente tecnico di ufficio è un rapporto da sempre controverso. Per essere un buon C.T.U., essere qualificato nel settore tecnico-giudiziario, bisogna essere anche gran conoscitore della materia dei compensi.

Questa è l’idea che ha originato l’opera di Paolo Frediani: quella di fornire uno strumento utile al fine di avere un quadro completo, ragionato e aggiornato sulla materia dei compensi attraverso le modalità applicative suggerite, non solo dalla pratica esperienza acquisita in tanti anni di incarichi giudiziari, ma anche dal particolare e appassionato studio della materia affatto scontata o prevedibile.

Il libro consente, mediante una analisi strutturata per natura di incarico e tipologia di accertamenti richiesti, precisando il profilo consolidato tra norma e giurisprudenza, l’individuazione del migliore “percorso” per ottenere un compenso economico adeguato al lavoro profuso.

Ciò anche proponendo alcuni essenziali suggerimenti e interpretazioni tratte dalla esperienza, dal quadro normativo e giurisprudenziale, che tuttavia – è bene precisarlo – debbono confrontarsi con  le valutazioni del giudice e che quindi – da sole – non garantiscono la certezza dell’accoglimento della proposta del consulente.

L'intento è quello di far cogliere ad ogni consulente la consapevolezza della necessità di indagare la conoscenza della materia dei compensi e l’importanza di presentare una istanza di liquidazione completa e motivata.

Il soddisfacimento economico del consulente passa attraverso la realizzazione di un rapporto equilibrato tra ausiliario e magistrato: il primo ha l’obbligo di studiare, definire e presentare una richiesta di liquidazione seria, motivata e credibile; il secondo quello di valutarla attentamente riconoscendo, quando ve ne sono le condizioni, utilizzando gli strumenti in suo possesso,  le legittime richieste del primo. Conseguendo così un equilibrio fondamentale e necessario basato sul rispetto per le reciproche funzioni. 

Paolo Frediani, libero professionista, consulente e perito per la pubblica giurisdizione, è mediatore professionale e valutatore immobiliare UNI 11558:2014. Autore di volumi e contributi scientifici sulla materia, da vent’anni è libero docente in corsi di formazione e partecipa, come stu- dioso, a seminari e convegni. Iscritto tra i docenti della Scuola Superiore della Magistratura e componente del comitato scientifico del Consulente Immobiliare (Il Sole 24 ore) e pub- blicista di quotidiani e riviste professionali. Maggiori informazioni su  www.paolofrediani.it.

Leggi descrizione
Paolo Frediani, 2017, Maggioli Editore
34.00 € 32.30 €

Compensi dei CTU: la risposta di Inarsind

Dopo aver ribadito “il ruolo importantissimo che ricopre con la sua opera il Consulente tecnico” e che “per il giudice istruttore diventa fondamentale il lavoro svolto dal CTU (disamina e studio preliminare dei fascicoli di causa, indagini, sopralluoghi, etc.)” l’ing. Saverio Foti, il Consigliere Nazionale firmatario del comunicato, approfondisce i vari punti emersi. Sul tetto massimo e sulle vacazioni Inarsind spiega che “è attualmente in fase di elaborazione una bozza di proposta di modifica della legge vigente, da condividere anche con Confprofessioni, per la tutela del consulente tecnico d’ufficio”. Alle condizioni attuali Inarsind segnala alcuni accorgimenti:

  • per far crescere i compensi in caso di sforamento del tetto di 516 mila euro c’è la sentenza n. 18070 del 2012 della Corte di cassazione, in cui si stabilisce che “i compensi superiori allo scaglione massimo, non utilizzabili come base di calcolo a percentuale, possono essere sicuramente valutati dal giudice come indice rivelatore dell’eccezionale importanza, complessità e difficoltà delle prestazioni richieste al perito o consulente tecnico”. In questo caso, secondo l’articolo 52 della legge n. 155 del 2002 è possibile richiedere “l’applicazione dell’aumento fino al doppio dell’onorario liquidato”.
  • per le vacazioni, partendo dal presupposto che “come prestazione intellettuale oraria prevista dalla norma si tratti di una cifra convenzionale, che non necessariamente ha a che vedere con il numero di ore strettamente richieste per lo svolgimento dell’incarico”, è possibile ipotizzare che “le vacazioni vadano calcolate in numero di quattro al giorno per il periodo dell’incarico conferito, chiaramente escludendo i giorni di sabato, le domeniche e le feste comandate, nonché il tempo concesso alle parti per produrre le loro osservazioni al CTU”. In questo modo i compensi potrebbero aumentare.

Per leggere il comunicato completo di Inarsind clicca QUI


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