Il rapporto Cresme-Symbola ci spiega che tipo di rapporto c’è tra le varie detrazioni per gli immobili messe in atto dai governi negli ultimi 20 anni (ecobonus, bonus ristrutturazione e sismabonus) e il valore dell’immobile stesso. Inoltre, mostra che rapposrto c’è tra il mercato del lavoro in edilizia e gli interventi di riqualificazione.

Il rapporto mostra che nel primo trimestre 2017 sono stati spesi 7,6 miliardi, 1,4% in meno con l’andamento dell’anno scorso. Nel 2016 c’è stato un nuovo boom dei lavori in casa agevolati dalla detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie e del 65% per l’ecobonus e il risparmio energetico: gli investimenti hanno raggiunto i 28.243 milioni di euro, più 12,3% rispetto ai 25.247 milioni del 2015.

Più riqualificazione, più valore

Due i benefici dell’ecobonus e del bonus ristrutturazione: quello “immediato” (si fa per dire, il rimborso avviene in dieci anni) e quello che riguarda la valorizzazione dell’immobile: la riqualificazione può aumentare del 30% il valore di ogni immobile. A fronte di un intervento medio di riqualificazione di 14.500 euro, una casa aumenta il suo valore di 65.750 euro.

Il Cresme è partito dall’analisi di 500 mila annunci immobiliari residenziali, dal 2013 al 2016. Mediamente le abitazioni ristrutturate immesse sul mercato valgono 299mila euro, un prezzo superiore del 29% a quelle non ristrutturate. La forbice è di 65mila euro.

In più, gli immobili riqualificati sono meno permeabili alle fluttuazioni del mercato in crisi: nel biennio 2015-2016 le abitazioni non ristrutturate hanno perso il 4% del valore, quelle ristrutturate lo 0,9%.

Insomma, “gli interventi di riqualificazione offrono un risultato in termini di valorizzazione patrimoniale, di incremento della ricchezza del paese”. Spalmato su tutto il patrimonio edilizio, il potenziale di aumento del valore è infatti di 20 miliardi ogni anno. Spieghiamo. Le case compravendute nel 2016 in Italia sono state 528mila: se tutte queste abitazioni fossero state ristrutturate, il valore di questo patrimonio edilizio sarebbe aumentato di circa 20 miliardi.

Ecobonus e bonus ristrutturazioni, quanto sono conosciuti?

Oltre il 70% degli italiani intervistati da un sondaggio Ipsos è disposto a spendere di più per un’abitazione che consumi meno o che dia garanzie contro il rischio sismico, e quindi è disposto a investire negli sconti fiscali, che ormai in moltissimi conoscono: l’Ecobonus, detrazione del 65% delle spese per la riqualificazione energetica, è familiare al 76% degli italiani. Il sismabonus, più giovane, che garantisce sgravi per le ristrutturazioni antisismiche è meno noto: al 54% della popolazione.

Il bonus ristrutturazioni è nato nel 1998 e in quell’anno vennero presentate 240 mila domande. Nel 2016, ne sono state presentate 1,345 milioni. In totale, dalla nascita, sono state presentate 14 milioni e 227mila domande. L’Ecobonus è nato nel 2007 e sono state presentate 316.447 domande.

La riqualificazione del patrimonio edilizio esistente (manutenzioni straordinarie e ordinarie) rappresenta ormai il 73% del valore della produzione edilizia complessiva in Italia.

Bisogna sfruttare questi successi per guardare alla nuova frontiera della prevenzione antisismica e stimare per la prima volta l’impatto che le politiche di stimoli agli investimenti in risparmio energetico e ristrutturazione hanno sul valore patrimoniale della casa, come detto sopra, e come spinta al più giovane Sismabonus.

Il rapporto Cresme-Symbola considera anche l’effetto occupazionale: 419 mila posti di lavoro nel 2016.

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