L’approvazione del Jobs Act Autonomi è un passo in avanti ma non basta. Restano ancora in sospeso: l’equo compenso, la tutela dalle clausole vessatorie, l’affidamento al tribunale del lavoro delle controversie tra professionisti e committenti, l’inserimento della rappresentanza ordinistica nel tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo. Così la Rete Professioni Tecniche commenta la conversione in legge del ddl Jobs Act Autonomi contenete le misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e altre misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato, approvato in via definitiva dal Senato settimana scorsa.

In particolare, bisogna sottolineare ancora una volta, dopo che la RTP l’ha fatto tante altre volte, anche con la manifestazione di sabato 13 maggio, c’è l’urgenza di introdurre una disposizione che conduca alla definizione di corrispettivi economici “idonei a costituire un efficace strumento di orientamento per i committenti e per i professionisti, nel rispetto dei principi di libera concorrenza e parità di trattamento. D’altra parte, l’abolizione delle tariffe non ha fatto venir meno la necessità di continuare ad applicare il principio del ‘giusto compenso economico’.”

L’esclusione dal tavolo tecnico di confronto permanente sul lavoro autonomo è assolutamente immotivata e priva lo stesso Ministero del Lavoro di una interlocuzione fondamentale per capire e sostenere il mondo del lavoro professionale in Italia. Il Ministro Poletti ha assunto l’impegno di allargare il tavolo anche ai rappresentanti degli Ordini. “Gli Ordini sono organismi istituzionali che svolgono funzioni anche di rappresentanza dei professionisti iscritti, in modo particolare negli ultimi anni” ha dichiarato la RPT.

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Jobs Act Autonomi, analisi della Coalizione 27 febbraio

I problemi del Jobs Act Autonomi sono stati sottolineati anche dala Coalizione 27 Febbraio durante la manifestazione di sabato scorso. La Coalizione 27 febbraio vuole individuare i problemi comuni nel lavoro indipendente, in quello autonomo e delle partite iva, per elaborare soluzioni ed organizzare azioni di pressione politica e sindacale. Per questo, propone migliorie al Jobs Act degli Autonomi.

La Coalizione riconosce al Jobs Act Autonomi di aver introdotto una serie di diritti ai lavoratori autonomi, ma non mancano i limiti.

Jobs Act Autonomi, aspetti positivi

Divieto di clausole vessatorie nei contratti, obbligo per i committenti di rispettare i termini per i pagamenti, accesso ai Fondi europei e partecipazione agli appalti pubblici. La previsione di costituire sportelli del lavoro autonomo presso i centri per l’impiego è una soluzione apprezzabile, ma per questi sportelli non è prevista copertura finanziaria. Positivo anche il fatto che si possa dedurre dal reddito le spese per la formazione, l’aggiornamento professionale, la certificazione delle competenze e gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà.

Jobs Act Autonomi, aspetti negativi

Il Jobs Act Autonomi non afferma il diritto a un equo compenso che, insieme alla certezza dei pagamenti e al reddito minimo garantito, è una misura decisiva per sottrarre gli autonomi dal ricatto del lavoro sottopagato. Leggi anche Jobs Act Autonomi, eliminato l’equo compenso

La nuova legge non delinea una disciplina organica del lavoro autonomo, ma prevede interventi destinati agli iscritti alla gestione separata Inps, che sono poco più di 220mila. O ancora meno. La platea di beneficiari si limita ai lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS che lavorano per imprese o grossi committenti.  Dal welfare sono esclusi professionisti iscritti alle casse di previdenza private (tra cui ingegneri, architetti e geometri) che sono poco meno di 1,5 milioni.

La gravidanza, la malattia e l’infortunio dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente non comportano l’estinzione del rapporto di lavoro, a meno che non venga meno “l’interesse del committente”. La norma si riferisce al rapporto con qualsiasi committente o solo ad un rapporto caratterizzato da una forma di stabilità che vada al di là del singolo incarico? Nel caso in cui la partita IVA nasconde una situazione di dipendenza di fatto, sembra che vengano legittimate le false partite IVA e che non venga affrontato il problema dei licenziamenti mascherati.

L’equiparazione delle terapie domiciliari alla degenza ospedaliera vale solo per le malattie oncologiche o gravi patologie degenerative, o quelle che comportano inabilità temporanea del 100%, senza prendere in considerazione le situazioni in cui la capacità lavorativa è grandemente ridotta. La misura riguarda solo i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata INPS che scelgono di versare lo 0,72% in più di contribuzione pensionistica. Non è un regalo, insomma. Sono quindi esclusi gli ordinisti. La possibilità di sospensione del pagamento di contributi previdenziali in caso di malattia o infortunio si applica anche agli iscritti alle casse di previdenza private? Non si sa.

Il congedo parentale per massimo 6 mesi entro i primi tre anni di vita del bambino viene calcolata sulla somma dei congedi dei due genitori, anche se uno è in un’altra gestione o cassa di previdenza privata. La misura riguarda esolo i lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

L’indennità di disoccupazione per i titolari di contratti di collaborazione viene estesa ad assegnisti di ricerca e dottorandi borsisti. Non è prevista per i dottorandi senza borsa di studio, i borsisti di ricerca e tutte quelle figure, numerose tra i lavoratori della conoscenza, che lavorano con partita IVA e non hanno protezione nei momenti in cui sono costretti alla discontinuità del reddito.

Jobs Act Autonomi: cosa cambia per i professionisti tecnici

Jobs Act Autonomi: cosa cambia per i professionisti tecnici

Lisa De Simone, 2017, Maggioli Editore

In vigore la legge 22 maggio 2017, n. 81, pubblicata sulla G.U. n. 135 del 13 giugno 2017, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” e meglio...




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