Ecobonus, stabilizzazione della detrazione del 65%, cessione del credito, agevolazione delle imprese energivore. Questi alcuni dei temi della Strategia Economica Nazionale, presentata nei giorni scorsi in Parlamento dal Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e dal Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, Gian Luca Galletti.

Ecobonus, stabilizzazione della detrazione

Con riferimento all’ecobonus, non risultano chiari i criteri di una sua eventuale riorganizzazione che dovrebbe essere adottata mantenendo le caratteristiche di semplicità che hanno reso l’ecobonus così efficace negli ultimi anni. Una novità potrebbe essere la stabilizzazione dell’Ecobonus con detrazioni fiscali graduate in base al risparmio energetico atteso.

La proposta sarebbe di stabilizzare l’Ecobonus per dare più certezza, con l’introduzione di massimali unitari di spesa per tipologia di intervento e la modulazione delle percentuali di detrazione sulla base dell’aspettativa di risparmio: è un modo per tentare di premiare gli interventi più efficienti e di indirizzare il mercato verso gli interventi di “deep renovation”.

Ecobonus, cessione del credito

In base alla Legge di Bilancio 2017, attualmente i condòmini possono cedere il credito di imposta dell’Ecobonus ai fornitori che realizzano i lavori, non alle banche e ad altri intermediari finanziari, un limite che disincentiva gli interventi di riqualificazione profonda degli edifici. I privati che vogliono realizzare interventi di riqualificazione energetica sono spesso bloccati dalla necessità di possedere un capitale iniziale e dalla difficoltà di accedere a un prestito.

La Strategia energetica nazionale propone l’attivazione di un Fondo di garanzia per l’ecoprestito, per coprire l’insolvenza dei proprietari degli immobili. Per il Fondo è stata ipotizzata una dotazione di 50 milioni di euro, utile a coprire interventi per un miliardo di euro: le garanzie coprirebbero gli interventi standard, senza la necessità che il soggetto finanziatore svolga una valutazione puntuale dei singoli interventi. Quali sono gli interventi standard? Una lista verrebbe fatta da un ente certificatore terzo, come l’Enea.

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Efficienza energetica, il problema delle PMI

Il commento della CNA alla SEN non è positivo. “La Strategia Economica Nazionale non convince su molti aspetti. Non tiene conto in alcun modo delle caratteristiche del sistema economico italiano, penalizzando ancora una volta le imprese di minore dimensione sia in termini di riduzione del costo della bolletta elettrica che in relazione alla valorizzazione del ruolo che queste possono svolgere per il raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030”.

Inoltre, la CNA non condivide alcune ipotesi applicative in relazione all’efficienza energetica, alle rinnovabili e al costo dell’energia. L’intervento previsto a favore delle imprese energivore, agevolate a fronte di altissimi consumi energetici, lascia immutata la situazione: il carico degli oneri generali di sistema (le bollette) grava sulle PMI per il 35% e la SEN non interviene su questo.

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Neanche le nuove linee guida recentemente approvate lasciano sperare in merito a una maggiore efficacia dello strumento. La CNA guarda inoltre con preoccupazione alla possibilità di estendere anche ai venditori di energia gli obblighi di efficienza energetica: c’è il rischio di ampliare ancora di più la loro possibilità di intervento nel campo dei servizi post-contatore, sfruttando il vantaggio competitivo derivante dalla loro posizione dominante, a discapito ancora delle piccole imprese che installano gli impianti.

La SEN tralascia qualsiasi riferimento agli strumenti che si vogliono mettere in campo per raggiungere l’obiettivo dell’autoproduzione, e deve ancora essere definita la riforma degli oneri generali di sistema, i cui criteri di riferimento penalizzeranno in prospettiva i piccoli produttori di energia per lo scambio sul posto.

Ora si passa alla fase di consultazione pubblica della SEN. Si spera che possa essere utile a rimuovere le criticità.

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