Negli ultimi anni si è avuto un sostanziale incremento dell’utilizzo nel campo dell’edilizia, oltre che in quello industriale, di nuovi prodotti ecocompatibili sulla base di un’attenta LCA, Life Cycle Assessment.

Con il recepimento delle direttive europee sui prodotti edilizi (Direttiva europea 89/106, recepita in Italia con il DPR n. 246 del 21 aprile 1993 e sostituita dal Regolamento europeo 305/11, entrato pienamente in vigore il 1 luglio 2013) anche il campo delle costruzioni ha iniziato a porre sempre più l’attenzione verso materiali sostenibili, una scelta che in precedenza era esclusivamente adottata dal campo industriale.

Alcuni esempi oggi in commercio sono i pannelli in fibra di cellulosa, le vernici a base di pigmenti naturali, i pannelli strutturali riciclati, i pannelli rinforzati in legno, paglia e cemento, i prodotti in pietra riciclata che derivano da scarti di pietre calcaree e plastiche specifiche, gli isolanti a base di  lana di pecora, che, oltre a fungere da isolante, assorbe le sostanze inquinanti presenti nell’aria ed è riciclabile, i prodotti che adottano membrane bituminose rigenerate e molti altri ancora.

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Ma cos’è l’LCA?

La Life Cycle Assessment, in italiano “analisi del ciclo di vita”, è una metodologia di analisi che valuta un insieme di interazioni che un prodotto (o un servizio) ha con l’ambiente, considerando il suo intero ciclo di vita che include i punti di pre-produzione (quindi anche estrazione e produzione dei materiali), produzione, distribuzione e uso, il suo riciclaggio e la dismissione finale; quest’analisi comprende dunque tutta la vita utile del prodotto, perciò spesso nominata analisi “dalla culla alla tomba”.

Le linee guida di riferimento per una LCA sono le norme ISO della serie 14040.

La LCA può essere considerata come un ottimo strumento utilizzato per valutare il potenziale impatto ambientale di un prodotto (o di un processo o di un’attività) durante tutto il suo ciclo di vita, tramite la quantificazione dell’utilizzo delle risorse (“immissioni” come energia, materie prime, acqua) e delle emissioni nell’ambiente (“emissioni” nell’aria, nell’acqua e nel suolo) associate con il sistema oggetto della valutazione.

Questo sistema ha ancora delle limitazioni in quanto adotta dei modelli per analizzare l’impatto ambientale; i risultati di una LCA sono comunque basati su dati globali che possono non adattarsi ad applicazioni locali e la sua accuratezza risulta limitata da una a volte scarsa qualità dei dati.

Tuttavia oggi rimane uno dei metodi più affidabili per la valutazione di un prodotto o attività nelle sue interazioni con l’ambiente.

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