La rete di imprese Irene, specializzata in riqualificazione energetica, dice: “La cessione del credito a terzi, così com’è oggi, non funzionerà. Chi dalla Manovrina di primavera (pubblicata in Gazzetta) si attendeva, finalmente, la soluzione dell’annoso problema del finanziamento degli interventi di riqualificazione energetica e sismica degli immobili non potrà che sentirsi profondamente deluso dal provvedimento che, dopo un paio di settimane di travaglio e di voci sulle novità imminenti, si è rivelato un nulla di fatto».

Cessione del credito: cos’è successo

Il Governo pareva determinatissimo ad affrontare gli ostacoli alla realizzazione di interventi ambiziosi di rinnovamento degli edifici, in particolare condominiali. Il nodo aperto è quello della cessione a terzi delle detrazioni decennali, messo sul tavolo dalla legge di Bilancio 2017 a tutti i beneficiari, non solo incapienti. La messa in pratica però è difficile: la cessione è infatti vietata alle banche e ad altri soggetti finanziari.

In autunno 2016 il Ministero delle Infrastrutture e il vice Ministro dell’Economia Morando avevano cercato di istituire un fondo, partecipato da Cassa Depositi, che facesse da ponte con le banche per rendere facile e accessibile a tutti la cessione del bonus fiscale. Il Ministero dell’Economia ha bloccato tutto, vietando anche la cessione alle banche.

Cosa non succederà

La Manovrina c’ha riprovato ma è di nuovo un nulla di fatto.

Gli incentivi fiscali per rendere gli edifici sicuri ed efficienti esistono ma i lavori fanno fatica a partire per mancanza di risorse finanziarie necessarie. La cessione delle detrazioni è concessa a tutti quelli che realizzano questi interventi, ma è difficile individuare i soggetti capienti che vogliano e riescano ad acquistarle a costi ragionevoli.

“La soluzione più logica – incalza Irene – cioè la cessione ai soggetti finanziari, che minimizzerebbe costi e rischi dei finanziamenti e renderebbe semplici le procedure, resta inspiegabilmente vietata dalla legge”.

Enrico Morando ha dato poso sostenuto che “il principale ostacolo alla realizzazione di interventi di ristrutturazione e riqualificazione negli edifici di grandi dimensioni è imputabile all’incapienza delle famiglie” che non possono accedere alle detrazioni fiscali. “Un problema che va risolto mediante la creazione di un soggetto ad hoc nel quale far confluire diversi attori, soprattutto istituti bancari, che diventi titolare e realizzatore dell’intervento di riqualificazione, su mandato dell’assemblea condominiale” e che, possa beneficiare degli ecobonus e del bonus ristrutturazioni.

Per superare il problema dell’incapienza fiscale, Morando aveva annunciato una legge, concordata anche in sede europea, che avrebbe costituito questo “soggetto ad hoc”.

Ma nella Manovrina gli incentivi restano scollegati dai meccanismi di finanziamento e, di conseguenza, sarà più diffcile riqualificare casa, cosa che andrebbe a favore del paese e del risparmio energetico. Sarà difficile anche per i condomini, che avrebbero dovuto essere al centro di tutti i bonus, visto che sono state studiate percentuali “speciali” per loro, sia per l’ecobonus sia per il sismabonus, ma non lo saranno.


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