Il Consiglio dei ministri ha approvato il Def, Documento di economia e finanza, e anche il Piano nazionale di riforme: sembrava che al suo interno dovesse esserci anche le riforma del catasto. Invece, no: la Riforma del Catasto è slittata ancora, anche se ce lo chiedeva l’Europa. Contestualmente al Def, dovrebbe essere varata la manovra da 3.4 miliardi, con le misure di correzione e crescita e con la prima tranche da 1 miliardo del fondo triennale per il terremoto.

Il Def ridisegna il quadro macroeconomico del paese, comprende la correzione del deficit strutturale del 0,2% del Pil 2017 (correzione richiesta da Bruxelles) e ricalcola debito e prodotto interno lordo. Qusto in generale. Nel dettaglio, secondo alcune indiscrezioni, il testo del Def non contiene la riforma del catasto, poiché è stata oggetto di perplessità da parte del Pd e di Forza Italia, partiti a cui appartiene tra l’altro chi ha presentato il ddl che riprende la revisione degli estimi.

Riforma del catasto fuori dal Def

La riforma del catasto era già stata inserita nel Def 2016 senza nessun effetto. I tecnici hanno eliminato il riferimento alla riforma: l’ipotesi di riprendere la questione era il risultato di alcune sollecitazioni da parte dell’Unione Europea, che per ora dovrà aspettare. Il ritorno sulla scena della riforma del catasto trovava infatti giustificazione nelle ultime raccomandazioni formulate all’Italia dalla Commissione europea: in Italia sono stati compiuti “progressi limitati nel completare la riforma del catasto”, che in realtà era stata definita quasi del tutto ed era stata bloccata dai dubbi sul rispetto della clausola di invarianza del gettito con la definizione delle nuove regole di tassazione degli immobili.

Continua a leggere l’articolo sulla richesta dell’UE:

La riforma del catasto torna in scena dopo le pressioni dell’UE

Secondo Confedilizia “un intervento così delicato non può essere realizzato in una fase di instabilità politica”. In questa fase, sostiene sempre Confedilizia, non si deve mettere mano nenanche al nuovo varo della delega scaduta, parte integrante della riforma e la cui approvazione porterebbe alla confusione nei proprietari. Il Governo dovrebbe risolvere i problemi più urgenti relativi al settore immobiliare: primo tra tutti, la fiscalità  esagerata.

Riforma del catasto, cosa sarebbe successo se fosse andata in porto? Ai valori catastali di mercato rilevati dall’Omi verrà applicato un algoritmo che definirà le nuove rendite e i nuovi valori catastali e la cui lavorazione era stata già quasi ultimata (ma non era mai stato approvato il decreto sulle «funzioni statistiche»). Leggilo qui: Nuove rendite catastali: se va in porto la Riforma del Catasto come verranno calcolate?

Dal punto di vista del software, sembra ci siano novità che porteranno a un nuovo Docfa 5, già pronto e in fase di sperimentazione presso gli uffici dell’Agenzia del Territorio. Non sarà l’ennesimo aggiornamento del programma così come tutti lo conosciamo, ma una cosa del tutto diversa: un’evoluzione dell’attuale software. Continua a leggere: Catasto fabbricati, il nuovo software Docfa 5: cosa cambia?

DOCFA 4.00.3 e il catasto fabbricati

DOCFA 4.00.3 e il catasto fabbricati

I. Milazzo, 2016, Maggioli Editore

Lacronimo DOCFA non altro che labbreviazione di DOcumento Catasto FAbbricati. Sono passati ben quattordici anni da quando usc la prima versione DOCFA 1.0 trasmessa agli uffici in data 12 novembre 1996 e lAgenzia del Territorio ha fatto da allora passi da gigante, creando una banca dati...




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