La prevenzione incendi e in generale la progettazione per la sicurezza sono diventate il fulcro del progetto degli edifici non ad uso strettamente privato. Queste discipline condizionano direttamente e pesantemente tutte le altre progettazioni specialistiche: architettonica, strutturale, idrica, termica ed aeraulica, elettrica, degli impianti speciali.

Molto schematicamente, ecco una sintesi parziale di temi in cui la progettazione per la sicurezza impone di fatto indirizzi preferenziali se non addirittura vincoli o limiti veri e propri alle altre progettazioni specialistiche:

Progettazione architettonica

  • presenza di locali tecnici per impianti di sicurezza, da ubicare opportunamente, ad esempio: locale pompe antincendio, locale gruppo elettrogeno, locale batterie UPS di sicurezza;
  • presenza di locale tecnici per impianti ordinari ma con norme tecniche di sicurezza che richiedono una determinata ubicazione, resistenza al fuoco, ventilazione permanente;
  • vani con serbatoi o spazi per l’interramento di cisterne per gli impianti idrici antincendio;
  • cavedi e passaggi specifici per gli impianti di sicurezza;
  • tipologia, larghezza netta utile del passaggio, posizione e verso di apertura delle porte;
  • numero, posizione e larghezza delle vie di esodo da ogni punto dell’edificio;
  • lunghezza, larghezza e percorso delle vie di esodo orizzontali (corridoi e/o spazi fra i macchinari);
  • larghezza delle scale, numero di gradini per rampa, dimensioni di alzata, pedata, e pianerottoli;
  • necessità o meno di scale esterne e loro distanza dalle finestre e dai fabbricati;
  • tipologia e caratteristiche delle murature aventi funzione di resistenza al fuoco (R) e/o di separazione antincendio (EI);
  • spazi, all’interno della struttura, dove persone con ridotte capacità motorie possono attendere l’arrivo dei soccorritori senza intralciare l’esodo degli altri occupanti (“spazi calmi”);
  • spazi di raccolta, all’esterno del fabbricato, in posizione sicura rispetto ad un incendio della struttura e rispetto alla viabilità esterna all’edificio;
  • classe di reazione al fuoco di finiture, pavimenti, pareti e soffitti interni e contro pareti esterne;

    Progettazione strutturale

  • tecnica costruttiva
  • copriferri o sezioni maggiorati per resistere all’azione del fuoco;
  • necessità di prevedere “luci” di determinate dimensioni e rapporti dimensionali in copertura o sulle pareti (tipicamente per l’applicazione di evacuatori di fumo e calore);
  • necessità di prevedere “forature” dei solai per canali verticali per l’evacuazione del fumo, sin sopra al tetto, per locali destinati a “filtro a prova di fumo”;

    Impiantistica idraulica, termica e aeraulica

  • impianti idrici antincendio;
  • necessità di prevedere serrande tagliafuoco in corrispondenza dei passaggi fra compartimenti;
  • necessità di prevedere e dimensionare impianti per l’evacuazione dei fumi o il mantenimento in sovrappressione, anche in caso di emergenza, di particolari locali;
  • utilizzo di materiali isolanti aventi la corretta classe di reazione al fuoco;
  • ripristino della resistenza al fuoco negli attraversamenti delle compartimentazioni antincendio;

    Impiantistica elettrica

  • illuminazione di sicurezza : illuminamento minimo, autonomia, resistenza al fuoco della alimentazione;
  • alimentazioni di sicurezza per: impianti idrici, ascensori e ventilatori antincendio;
  • predisposizione di opportuni comandi di emergenza;
  • ripristino della resistenza al fuoco negli attraversamenti delle compartimentazioni antincendio;

    Impiantistica degli impianti cosiddetti speciali

  • impianti manuali di rivelazione incendio;
  • impianti automatici di rivelazione incendio;
  • impianti acustici di allarme incendio;
  • sistemi di diffusione sonora per evacuazione (i cosiddetti EVAC);
  • ripristino della resistenza al fuoco negli attraversamenti delle compartimentazioni antincendio.

Quando la progettazione della sicurezza viene fatta per ultima, e non per prima coordinando poi le altre progettazioni specialistiche, gli extra costi, i rattoppi e gli accrocchi sono la regola, non l’eccezione o un caso sfortunato.

Come si suol dire, prevenire è meglio che curare. Anche in edilizia.

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Foto: bresciatoday


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