In commissione Lavoro della Camera è stata cancellata la norma, inserita nell’articolo 5, che puntava ad alleggerire il lavoro degli uffici pubblici con il trasferimento di competenze alle Partite IVA. Di fatto, si trattava di uno dei passaggi chiave del Ddl Delega. Da un lato, la solidarietà avrebbe alleggerito la PA e, dall’altro, avrebbe dato un ruolo più significativo ai professionisti, aprendogli nuovi spazi di mercato.

Veniva riconosciuto il “ruolo sussidiario delle professioni ordinistiche, demandando agli iscritti l’assolvimento di compiti e funzioni finalizzati alla deflazione del contenzioso giudiziario e a introdurre semplificazioni in materia di certificazione dell’adeguatezza dei fabbricati alle norme di sicurezza ed energetiche, anche attraverso l’istituzione del fascicolo del fabbricato”. Cancellato ogni riferimento anche al fascicolo del fabbricato, quindi, chiesto a più riprese dai professionisti.

Era una battaglia del Consiglio Nazionale degli Ingegneri che aveva chiesto più volte che i professionisti tecnici e in particolare gli ingegneri potessero svolgere alcune attività normalmente svolte dalla pubblica amministrazione.

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L’unico accenno che rimane alla sussidiarietà è la possibilità di individuare gli atti delle amministrazioni pubbliche “che possono essere rimessi anche alle professioni ordinistiche in relazione al carattere di terzietà di queste” anche se i decreti delegati dovranno individuare ed elencare le circostanze “che possano determinare condizioni di conflitto di interesse nell’esercizio delle funzioni rimesse ai professionisti”.

Jobs Act Autonomi: cosa cambia per i professionisti tecnici

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Lisa De Simone, 2017, Maggioli Editore

In vigore la legge 22 maggio 2017, n. 81, pubblicata sulla G.U. n. 135 del 13 giugno 2017, recante “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato” e meglio...




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