Il pacchetto di attuazione del Sismabonus si compone di due parti: linee guida per la classificazione sismica e decreto del Mit.

L’assemblea plenaria del Consiglio superiore dei lavori pubblici ha approvato ieri le linee guida, che consentiranno di dare l’ok al decreto e attivare probabilmente il Sismabonus entro la scadenza prevista dalla Legge Finanziaria 2017, cioè il 28 febbraio. Leggi anche Sisma Bonus: Linee guida per classificazione sismica entro febbraio

Come funziona il Sismabonus?

Il Sisma Bonus è stato prorogato nella Legge di Stabilità fino al 2021. A seconda dell’intervento, le detrazioni sono del 50-70-80% per le case; del 50-75-80% per i condomini. Di base, l’agevolazione è al 50% in cinque anni, dal 1° gennaio 2017 al 31 dicembre 2021. Nel caso di interventi che portano a una classe di rischio inferiore:
– 70 e 80 % nel caso di passaggio a una o due classi di rischio in meno,
– 75 e 85 % se gli interventi riguardano le parti comuni di edifici condominiali.

Leggi tutto sul Sismabonus 2017: gli incentivi

L’impostazione generale, rispetto alle versioni precedenti, è stata confermata. La leggenda parla di riunioni molto tese del Consiglio superiore dei lavori pubblici, in cui alcuni avrebbero voluto ripartire da zero. Non è andata così, ma qualche novità c’è.

Sisma Bonus: prontuario tecnico e fiscale

Sisma Bonus: prontuario tecnico e fiscale

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Il prontuario è uno strumento operativo a supporto del tecnico per avere sotto mano tutte le informazioni tecniche e fiscali relative alla valutazione del danno sismico e alla recente normativa, introdotta dalla legge di stabilità 2017 relativa al Sisma Bonus: il pacchetto di...



Linee guida del Sismabonus: le ultime novità

Diagnosi del tecnico

Ci saranno solo due schemi per effettuare le diagnosi (nella prima bozza erano tre): quello economico dei costi di ricostruzione in caso di danni da terremoto e quello della salvaguardia delle vite umane. Un tecnico farà la diagnosi su sito di costruzione e vulnerabilità dell’edificio, individuando per l’immobile la classe di rischio corrispondente. Passerà poi a progettare gli interventi di messa in sicurezza. A fine lavori, misurerà il nuovo livello di pericolosità della struttura, analizzando ancora il sito di costruzione e la vulnerabilità dell’edificio: saltando di una classe o due si otterrà il bonus, fino a un massimo dell’85% di detrazione. La classe affidata dipende da una stima economica: le linee guida consentono di misurare il costo medio annuo da sostenere per riparare i danni.

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Nuove classi di rischio

A proposito di classi, un altro cambiamento riguarda proprio loro: passano da sei a otto. Prima erano da A a F, ora in più ci sono la A+ e la G.

Procedura semplificata

In particolare, la procedura semplificata degli edifici, in precedenza destinata solo ai piccoli interventi con un tetto di detrazione a 20mila euro, si è allargata ulteriormente, per evitare che la messa in sicurezza venga bloccata da adempimenti e burocrazia: avrà una portata maggiore e dovrà essere utilizzata più frequentemente. L’idea è di stimolare i cittadini a mettere in sicurezza i loro fabbricati con piccoli interventi.

Cosa succede adesso?

Il Ministero dovrà adesso approvare il decreto e licenziarlo entro il termine stabilito, cioè il 28 febbraio.


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