Aggiornamento del 25 febbraio. Dopo polemiche e indecisioni, lo Stadio della Roma si farà a Tor di Valle, come voleva il costruttore. Unica novità: verrà ridotta la cubatura (ma cambia poco, ndr). È quanto deciso all’incontro di ieri tra il sindaco Virginia Raggi, l’imprenditore edile Luca Parnasi e il ds della Roma Mauro Baldissoni. La pratica dell’urbanistica contrattata è tradizione in Italia, a volte è anche alla luce del sole, come in questo caso.

Stadio della Roma a Tor Vergata: la vicenda

Il 14 febbraio Paolo Berdini si era dimesso dall’incarico di assessore all’urbanistica di Roma. Ripercorriamo velocemente l’accaduto. “Il M5S ha la grande opportunità di continuare l`azione fin qui intrapresa per cambiare Roma. Se la Raggi vuole, io ci sono”. Così aveva detto l’assessore all’urbanistica del comune di Roma, Paolo Berdini, in un intervento sul Fatto quotidiano, lunedi 13 febbraio. L’assessore era poi finito nella bufera dopo alcune dichiarazioni sul sindaco rilasciate a La Stampa. Poi, martedi 14, per San Valentino, respinte con riserva le sue dimissioni da Virginia Raggi, si è dimesso definitivamente.

Ha dichiarato di essere di fronte a un accanimento mediatico senza precedenti. Il perchè si chiama Stadio di Tor di Valle, “la più imponente speculazione immobiliare del momento in Europa”, come l’ha definita Berdini. “Non nascondo che in diversi momenti, soprattutto a partire da dicembre, ho provato solitudine. Per mesi sono stato l’assessore ‘contro’, anche nella riunione che si è tenuta martedì 7 febbraio nel mio assessorato”.

Dopodiché, molte polemiche e nei giorni scorsi Grillo che sentenzia “lo stadio si farà, ma in un altro posto”. Alla fine la decisione del sindaco, del costruttore e del ds della Roma calcio di farlo a Tor di Valle, con una riduzione di cubatura. Grillo grande leader. Insomma, vince ancora l’urbanistica contrattata, contrapposta all’edilizia alternativa cui anelava il sindaco di Roma appena eletta, e Grillo per festeggiare le cose fatte bene ha inventato l’hashtag #UnoStadioFattoBene. Per la prima volta nella storia, i tifosi, che hanno manifestato a favore del nuovo stadio, sono considerati brave persone.

Leggi anche Elezioni amministrative, Virginia Raggi: cos’è l’edilizia alternativa?

 

Il progetto dello Stadio di Roma

La documentazione del progetto Tor di Valle è stata consegnata martedì 14 giugno 2016 al Comune e alla Regione. Si tratta di 3.500 disegni progettuali e 50 mila pagine di relazioni specialistiche. È il risultato del lavoro di oltre 500 professionsiti tecnici tra ingegneri, architetti e consulenti, e di più di 50 studi professionali, sia nazionali sia internazionali.

Il problema è proprio nella grandezza del progetto. Berdini punta il dito contro l’amministrazione M5S per essersi concentrata sullo stadio della Roma, dimenticando problemi molto più importanti, come periferie e housing sociale.

roma

L’urbanistica contrattata

Berdini sostiene che la cattiva gestione dell’urbanistica di Roma è la conseguenza del “peggiore dei mali”: l’urbanistica contrattata. Sostiene Berdini: “Mentre le periferie sprofondano in un degrado senza fine e aumenta l’emergenza abitativa, l’unica preoccupazione sembra essere lo Stadio della Roma. Dovevamo riportare la città nella piena legalità e trasparenza delle decisioni urbanistiche, invece si continua sulla strada dell’urbanistica contrattata, che come è noto, ha provocato immensi danni a Roma”.

Nell’urbanistica contrattata la contrattazione tra i soggetti che hanno il potere di decidere delle operazioni di trasformazione urbana sostituisce un sistema di regole valide per tutti e definite dagli strumenti della pianificazione urbanistica.

Si manifesta quando l’iniziativa delle decisioni sull’assetto del territorio non viene presa dagli enti che esprimono gli interessi della collettività, ma in seguito alla pressione diretta o con il condizionamento, di chi possiede consistenti beni immobiliari: quando insomma comanda il proprietario degli immobili e non il Comune.

Poiché il potere di decidere sull’assetto del territorio spetta, sulla carta, ai Comuni, allora quando i proprietari vogliono incidere sulle scelte sul territorio devono almeno fingere di contrattare le scelte con i rappresentanti di quegli enti. Si tratta di una questione di facciata.

Potrebbe interessarti anche

Appendino: l’urbanistica della nuova Torino

L’urbanistica contrattata nella storia

Un altro periodo in cui era prassi la subordinazione delle scelte urbanistiche agli interessi privati fu quello della ricostruzione postbellica: a quel punto divampò la speculazione fondiaria ed edilizia. Alcuni episodi simili successero negli anni ‘50 e ’60.

La differenza tra la storia e l’urbanistica contrattata di oggi

Ma l’urbanistica contrattata oggi non è la stessa cosa. Non si tratta solo di tradizionale speculazione fondiaria. L’urbanistica contrattata è qualcosa di nuovo e diverso rispetto alla vecchia e nota speculazione, è più grave perché i suoi effetti sono più penetranti e permenenti rispetto all’intero ordinamento delle istituzioni e della società. Non è più solo la violazione del sistema di regole esistenti, ma si tratta della sostituzione al sistema di regole date di un controsistema di regole. Si tratta di un contropotere.

Prima di Mani Pulite l’urbanistica contrattata era una prassi legittimata dalla costanza dei comportamenti. Di fatto, lo è anche oggi.

L’accusa di Berdini, quindi, non è da poco, e fa riferimento a una tradizione italiana non proprio esaltante, che tra l’altro si evolve e peggiora, diventa più potente.

Era mia intenzione servire la città mettendo a disposizione competenze e idee. Prendo atto che sono venute a mancare tutte le condizioni per poter proseguire il mio lavoro. Ringrazio coloro che hanno collaborato con me e le tante persone che mi hanno sostenuto in questi mesi di duro impegno. Da questo momento le mie dimissioni sono irrevocabili“.

L’edilizia romana della giunta Raggi si è trasformata, a sentire Berdini, da “alternativa” a “contrattata”.

Le risposte di M5S e del Sindaco

Di Maio replica: “Tutti i dossier sull’Urbanistica di Roma vanno avanti. Il progetto è cambiato, l’obiettivo ora è un progetto sostenibile”.

La Raggi replica: “Nessuna colata di cemento. La revisione del progetto si basa su tantissimi elementi. È un progetto partito con la consiliatura precedente e quindi stiamo facendo tutto il possibile per armonizzarlo con la nostra visione, finché è possibile”. Il tema potrebbe essere oggetto di discussione nel vertice di maggioranza di oggi pomeriggio.


Scrivi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here