L’incertezza del quadro politico e i tantissimi emendamenti presentati al Jobs Act Autonomi preoccupano molto: si rischia di perdere un testo fondamentale, di non vederlo approvato. Una corsa contro il tempo: è passato più di un anno dalla presentazione del provvedimento al Senato. Il provvedimento va approvato prima delle elezioni.

A questo proposito, si è tenuto ieri un incontro tra il presidente di Confprofessioni Gaetano Stella e Cesare Damiano, il presidente della Commissione lavoro della Camera.

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Dice Gaetano Stella: “Siamo profondamente preoccupati e amareggiati per la sorte del disegno di legge sul lavoro autonomo, un provvedimento di assoluto rilievo nato per garantire tutele ai soggetti più deboli e rilanciare il settore libero professionale, ma che allo stato attuale è ostaggio dei veti incrociati di Palazzo, in un contesto politico di assoluta precarietà e incertezza”.

Il presidente Damiano ha riferito che farà il possibile per portare avanti un testo che tenga conto delle istanze del mondo professionale ordinistico e di quello associativo: le forze politiche devono trovare la giusta mediazione e approvare il provvedimento prima delle elezioni. Se non succede, verranno mortificate le aspettative di milioni di lavoratori autonomi e liberi professionisti.

Attualmente sono circa 300 gli emendamenti presentati in Commissione Lavoro di Montecitorio, cui si aggiungeranno a breve anche quelli del Governo. Il provvedimento è stato licenziato a novembre 2016 dal Senato, qualche giorno era stato fermato a causa della crisi del governo Renzi dopo il Referendum. Comunque, prima di Natale, era stato incardinato a Montecitorio e dalll’inizio di gennaio sono iniziate le audizioni di lavoratori autonomi, professionisti e titolari di partita Iva. Anche l’attuale Governo si è preso quindi in carico il provvedimento e ne riconosce l’importanza. Il Jobs Act Autonomi potrebbe essere l’ultimo atto del Governo Gentiloni prima del voto. I tempi si allungono e non sono certi ma di certo non si può fermare il lavoro, altrimenti saltano tutti i contenuti del testo.

Congedi parentali obbligatori, deducibilità delle spese di formazione ed equo compenso: sono queste le novità in gioco, molto importanti per i professionisti.

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