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Online il nuovo sito web di Tommaso Barone, consulente in sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, con specializzazione nel settore scuola.

di Tommaso Barone

Barone: un titolo per la sicurezza

Tommasobarone.it: entrare nel mio sito non è come ammirare una vetrina. In quest’ultima cerchi gli articoli alla moda. Nel mio sito, invece, e meno male, non è la moda a dominare.

A risaltare in bella evidenza sono la tutela della vita, la sicurezza nel lavoro, specie nelle scuole, la formazione in sicurezza. Tutti articoli indispensabili e sempreverdi, al di fuori di ogni ciclo della moda.

Sono argomenti dai quali si evince il grado di civiltà di un paese. Per trattare i quali sono necessarie preparazione ed esperienza.

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Ecco perché il primo scrupolo è stato quello di illustrare le tappe del mio itinerario professionale. Dagli studi al Politecnico di Torino a quelli presso il Ciapi (Centro Interaziendale di Addestramento Professionale Integrato), dal titolo di Tecnico della Prevenzione in Ambienti di Lavoro alla qualifica di Esperto in sicurezza negli stessi ambienti, dalla frequenza di specifici corsi di formazione alle iscrizioni in diversi elenchi, Collegi ed Albi professionali, dalla docenza universitaria a contratto o in master post laure in materia di sicurezza del Lavoro presso l’Ateneo di Catania, alle specializzazioni sulla sicurezza nel settore scolastico.

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Chiudono la galleria i Certificati di Competenza rilasciati da uno dei più prestigiosi Organismi di Certificazione del personale e della formazione, la Know How Certification, per numerosi macrosettori Ateco, dalle costruzioni alle industrie alimentari, dalle raffinerie alle fabbriche di macchine e di apparecchi elettrici, dalla Sanità ai servizi sociali, dalla Pubblica Amministrazione all’Istruzione.

Anche l’attività di pubblicista specializzato e di autore di saggi, come quello pubblicato nel 2016 su “Il lavoro illuminato” trova spazio in un’attività che è efficace solo se trova accoglimento e approvazione nei destinatari: le scuole, le aziende, le istituzioni pubbliche in genere e i privati cittadini.

Tale corredo di attività professionali mi ha sempre indotto a intrattenere con i miei interlocutori un rapporto particolare. La materia della sicurezza ha a che fare con la vita delle persone. Nessun alibi è consentito.

Pertanto, oltre ai contenuti, è sempre necessaria una pedagogia, che aiuti a sconfiggere le resistenze, sempre dure a morire.

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La resistenza al cambiamento è la prima brutta bestia da combattere: “L’abbiamo sempre fatto così”.

Le inerzie e le negligenze burocratiche costituiscono l’altro grande ostacolo. “Non sapevo che fosse urgente” oppure “Non è di mia competenza”: si tratta di giustificazioni, anzi di vizi e distorsioni, che il mio intervento tende subito ad estirpare.

Quando la posta in gioco è la vita di tanti alunni, nessuno deve poter dire “è lavoro suo e non mio” oppure “pensavo di averlo detto” oppure ancora “non sono stato assunto per questo”.

Si è assunti per lavorare, ma anche, ed in certi casi soprattutto, per essere responsabili verso gli altri. Questa è una materia che, non essendo di solito impartita, mi sono incaricato di insegnare io, sconfiggendo le riluttanze e valorizzando le disponibilità.

In un periodo storico in cui il concetto di meritocrazia è fin troppo abusato, non può che far bene intendersi sull’insieme delle capacità, delle conoscenze e delle responsabilità che permettono a un qualsiasi soggetto di riuscire bene nel proprio ruolo.

È quindi fondamentale affidare alle persone solo compiti che sono effettivamente in grado di svolgere. Tra questi spiccano quelli di preservare gli altri dal rischio e di salvarli dal pericolo.

È questa la vera meritocrazia, quella professionale, ma soprattutto morale.

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