Emergenza Terremoto 2016: le procedure e la modulistica per i lavori di somma urgenza

Non c’è un tetto tetto alla cumulabilità degli incarichi che i progettisti possono assumere per la ricostruzione post terremoto nel Centro Italia: solo una forma di “autoregolamentazione” raccomandata ai professionisti e clausole vincolanti contenute nel contratto di appalto a tutela del committente. In concreto, solo una raccomandazione degli Ordini ai singoli professionisti iscritti affinché non acquisiscano un numero di incarichi non incompatibile con la capacità dello studio.

Così è stato deciso dal Protocollo d’intesa.

Il D.P.C.M. dell’8 luglio 2014 istituisce il Nucleo Tecnico Nazionale per il rilievo del danno e la valutazione di agibilità nell’emergenza post-sismica: il requisito base per l’iscrizione negli elenchi era aver seguito idonei percorsi formativi con verifica finale, concordati con il Dipartimento della protezione civile. Ma..

Continua a leggere Terremoto, verifiche di agibilità: nuove regole, per tutti i Tecnici

La protesta degli Architetti

Gli Architetti hanno scritto una lettera al Commissario Vasco Errani, in cui spiegano che non sono d’accordo con la scelta fatta sull’autoregolamentazione. Rifiutano il Protocollo firmato dal Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche e dal Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione.

Aggirati i principi della trasparenza

“È gravissimo che il Protocollo d’intesa per la definizione dei criteri generali e dei requisiti minimi di accesso per l’iscrizione nell’elenco speciale dei professionisti abilitati aggiri i principi della trasparenza, di matrice comunitaria ed italiana, omettendo ed eludendo criteri certi ed espliciti finalizzati a evitare l’accaparramento di clientela da parte di professionisti incaricati per attività di ricostruzione. Per questo motivo il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che ha sempre fatto propri scopi e finalità del Decreto legge sulla ricostruzione, teso a risanare le zone dell’Italia Centrale colpite dal terremoto nel rispetto di criteri etici e di trasparenza delle procedure, non vi ha aderito”.

Nella stessa giornata il cui la Camera ha approvato la conversione in legge del primo decreto sul terremoto d.lgs. 189/2016, è stata trovata l’intesa sui criteri per l’iscrizione all’Albo Unico dei professionisti che partecipano alla ricostruzione e sulle clausole del contratto tra progettista e committente. Leggi i criteri

A L’Aquila un ingegnere ha assunto 428 incarichi

“Sorprende, poi  che venga di fatto ignorato quello che è accaduto, ad esempio, all’Aquila in occasione del terremoto del 2009, dove, come riportato in questi giorni da un importante quotidiano nazionale, un solo ingegnere ha collezionato 428 incarichi da privati e sei professionisti ne hanno complessivamente acquisiti ben 1.685, senza contare poi analoghe situazioni avvenute dopo il sisma dell’Emilia Romagna. Così come è stato ignorato quanto deciso – e sottoscritto – nel corso degli incontri tra il Commissario straordinario e la Rete delle Professioni Tecniche proprio in merito ai criteri finalizzati ad evitare la concentrazione degli incarichi professionali con la indicazione, peraltro, che tali criteri venissero recepiti dagli Ordini professionali come raccomandazione deontologica di comportamento dei professionisti stessi”.

Non è obbligatoria la qualifica professionale

Nel Protocollo non è “previsto il principio della obbligatorietà della qualifica professionale, aspetto imprescindibile per lo svolgimento di prestazioni in area sismica, né criteri che prevedono, a fronte dell’iscrizione all’elenco speciale, il possesso di apposita formazione professionale” tenuto conto che “le responsabilità legate al compito di decidere della agibilità e della ricostruzione, e dunque del normale uso, di un edificio potenzialmente soggetto a scosse sismiche nel breve periodo o che ha subito eventi sismici, sono collegate a ben specifiche competenze tecniche e professionali”.

È stato convertito in legge il primo decreto terremoto, n. 189/2016, per il sisma del 24 agosto.

Leggi: È legge il primo Decreto Terremoto: il testo e i contenuti

Gli Architetti rifiutano quindi il Protocollo

“Poiché con il Protocollo si assumono precisi impegni nei confronti del sistema ordinistico e dei singoli iscritti e a tutela dell’interesse pubblico connesso all’esercizio della professione il Consiglio Nazionale non ha ritenuto di effettuare una mera adesione a un testo preconfezionato, per il quale non vi è stato alcun confronto, e manifestamente in contrasto rispetto a irrinunciabili, quantomeno per gli architetti, principi fondamentali di trasparenza a tutela del divieto di accaparramento. Appare infatti contrario ai criteri istitutivi di un Consiglio Nazionale, ente vigilato dal Ministero della Giustizia, aderire ad obblighi e prescrizioni specifiche non condivise o concordate e che impegnano direttamente una categoria, nel rispetto dei criteri di imparzialità, trasparenza e pubblicità delle prestazioni professionali”.

Di fatto, si legge nel Protocollo, se il professionista non porta a termine gli incarichi assunti, il cliente può ritirarli e darli a qualcun altro. Ma a quel punto sarà già passato tempo. Quindi a cosa serve il protocollo? Siamo con gli Architetti.

Decreto terremoto - Procedura e modulistica per i lavori di somma urgenza

Decreto terremoto - Procedura e modulistica per i lavori di somma urgenza

Marco Agliata, 2016, Maggioli Editore

I recenti eventi sismici che hanno colpito l’Italia centrale hanno posto in evidenza la necessità di poter attuare,con la massima tempestività possibile, tutti quegli interventi indispensabili alla tutela dell’incolumitàdelle persone e alla messa in sicurezza del...




Scrivi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here