La recente definizione della NORMA UNI 11558 che determina i requisiti professionali del VALUTATORE IMMOBILIARE è finalmente intervenuta nel regolamentare una professione fino ad oggi priva di qualsiasi indirizzo e percorso formativo.

Questa mancanza di definizione si è fatta maggiormente sentire nel corso del periodo congiunturale che attanaglia il nostro paese dal 2008 e che ha imposto una severa rivisitazione delle condizioni e delle professionalità necessarie per sviluppare qualsiasi attività estimativa e valutativa.

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In un Sistema Paese ove la possibilità estimativa veniva concessa a un coacervo infinito di tecnici variamente professionalizzati, la NORMA UNI 11558 è intervenuta per porre precise “pietre miliari” in merito ad abilitazione, formazione e conservazione della più alta professionalità valutativa.

Da due anni a questa parte, per poter rassegnare valutazioni effettivamente dimostranti la migliore e completa competenza occorre quindi essere certificati come VALUTATORI IMMOBILIARI ai sensi della normativa UNI sopra richiamata.

In questo tipo di lavoro, la principale difficoltà consiste nel riuscire ad applicare alle procedure di stima tutti i principi e gli orientamenti dottrinali di cui agli IVS (International Valuation Standards), al Codice delle Valutazioni Immobiliari (Italian Property Valuation Standard) e di tutte le ulteriori normative ad adesione volontaria gradatamente intervenute.

Il Market Comparison Approach, nella pratica quotidiana, presenta criticità operative non sempre superabili. Tali problematiche spaziano dalla difficoltà di recupero dei dati attinenti ai possibili comparables alla difficoltà di individuare con assoluta probabilità tutti i diversi competitor; dalla difficoltà di riallineamento cronologico dei contratti individuati alla necessità di applicare a contesti poco conosciuti eventuali coefficienti di ragguaglio.

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Le difficoltà si ampliano notevolmente a fronte della necessità di dover fare ricorso a processi estimativi affini al cosiddetto Income Approach o all’ancor più complesso Cost Approach, per arrivare ad una completa padronanza delle diverse metodiche affinché possano essere utilizzate nei casi più appropriati.

Ma in cosa consiste concretamente la certificazione professionale UNI?

Si tratta di documentare la propria esperienza professionale in termini di valutazioni immobiliari già effettuate e di sostenere un esame teorico-pratico di fronte ad una commissione. L’investimento è assolutamente modesto (si parla di qualche centinaio di euro) in relazione alle opportunità di lavoro che si aprono per coloro che si certificano.

Le tendenze attuali, infatti, testimoniano con certezza che nel prossimo futuro sarà completamente superato l’attuale lassismo normativo ed il compito delle più importanti filiere estimative sarà affidato solo ed esclusivamente a personale debitamente preparato e certificato.

Istituti di Credito e Assicurativi, Enti Pubblici e privati si sono già attivati ed hanno inserito nelle proprie policy l’abilitazione in base alla norma UNI 11558 come requisito necessario nell’individuazione dei fornitori.

Chi può richiedere la certificazione UNI?

Qualsiasi operatore dell’intero mondo Real Estate (architetti, ingegneri, geologi, agronomi, geometri, periti edili, ecc.) che possa documentare attività estimativa pregressa.

A coloro che fossero interessati ad intraprendere il percorso di certificazione, si presenta nel prossimo mese di gennaio un’imperdibile opportunità organizzata da Galdus Academy di Milano, costituita da un breve percorso di preparazione all’esame e dalla possibilità di conseguire la certificazione presso la stessa sede, in virtù dell’accordo tra KIWA CERMET Italia e GALDUS che rende quest’ultima sede autorizzata per le prove d’esame.

Il referente scientifico del percorso formativo è il dott. Flavio Paglia, autore di numerose pubblicazioni in materia estimativa e quotidianamente impegnato nell’elaborazione delle più complesse procedure estimative.


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