Nella stessa giornata il cui la Camera ha approvato la conversione in legge del primo decreto sul terremoto d.lgs. 189/2016, è stata trovata l’intesa sui criteri per l’iscrizione all’Albo Unico dei professionisti che partecipano alla ricostruzione e sulle clausole del contratto tra progettista e committente. I criteri sono i seguenti:

non c’è un tetto per la cumulabilità degli incarichi dei progettisti per la ricostruzione nel Centro Italia;

– c’è solo una forma di autoregolamentazione;

– ci saranno inoltre clausole specificate nel contratto di appalto: si tratta di tutti gli aspetti che tutelano il committente privato e che devono essere specificati nello schema di contratto di appalto di servizi che verrà sottoscritto tra cliente e progettista;

– il rispetto delle clausole sarà obbligatorio;

– lo schema di contratto tra professionista e committente deve prevedere che, se il progettista non rispetta la scadenza concordata, il committente può recedere dal contratto, senza oneri.

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Il comma 7 dell’articolo 34 del decreto 189/2016 pone l’obiettivo di evitare la concentrazioni di incarichi (come è successo in Emilia e a l’Aquila), per gli interventi di ricostruzione privata, che non trovano giustificazione in ragioni di organizzazione tecnico-professionale.

Insomma, i progettisti non devono impossessarsi di incarichi che poi non riescono a svolgere in tempi ragionevoli.

Le motivazioni dell’autoregolazione

Imporre un numero massimo di incarichi allo studio professionale sembrava la soluzione migliore. Ma significa anche porre un limite alla libera attività professionale, e questo potrebbe non rispettare i principi della libera concorrenza, che vengono d’altra parte tutelati dalle norme europee. Per questo non è facile giostrarsi tra normativa nazionale e normativa comunitaria. Da qui la scelta dell’autoregolamentazione dei professionisti nell’accettare gli incarichi.

È stato convertito in legge il primo decreto terremoto, n. 189/2016, per il sisma del 24 agosto.

Leggi: È legge il primo Decreto Terremoto: il testo e i contenuti

Chi ha deciso le clausole

L’articolo 34 del decreto legge 189 attribuisce al commissario (Errani) il compito di definire criteri generali e requisiti minimi per l’iscrizione dei professionisti nell’elenco e di utilizzare un “avviso pubblico” in modo che i professionisti interessati possano chiedere l’iscrizione nell’elenco.

Le clausole sono state infatti decise dalla cosiddetta cabina di coordinamento: il commissario alla ricostruzione Vasco Errani e i quattro presidenti di Regione: Catiuscia Marini (Umbria), Nicola Zingaretti (Lazio), Luca Ceriscioli (Marche) e Luciano D’Alfonzo (Abruzzo).


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