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Aggiornamento del 11 gennaio 2017. La Corte Costituzionale ha detto si al referendum sui voucher e sulla responsabilità solidale in materia di Appalti. La corte ha invece dichiarato incostituzionale quello sul Jobs Act e sul ritorno dell’articolo 18.

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L’11 gennaio la Corte Costituzionale si deve esprimere sull’ammissibilità dei tre referendum sul Jobs Act presentati dalla Cgil, che ha raccolto oltre 3 milioni di firme. I referendum (con quorum) vertono su:

– l’abolizione del Jobs Act e il ritorno all’articolo 18,
– la cancellazione dei voucher,
– il ritorno alle garanzie per i contributi dei lavoratori delle ditte che subappaltano lavori.

Cos’è il Jobs Act?

Jobs Act: stiamo parlando del d.lgs. 149/2015 entrato in vigore il 24 settembre scorso e recante rubrica “Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.

Con il Jobs Act ha preso vita (per ora solo sulla carta) l’agenzia denominata Ispettorato nazionale del lavoro.

Il nuovo Ispettorato nazionale continuerà a svolgere i compiti che fino ad oggi erano demandati dall’art. 13 del Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro (d.lgs. 81/2008)

T’interessa?

Se la Corte esprimesse un voto positivo e ammettere i tre quesiti al referendum sul Jobs Act, il governo dovrebbe fissare la data del voto fra il 15 aprile e il 15 giugno. Dal punto di vista politico (è quello che si dice in queste ore), la vittoria del NO a questi referendum sarebbe la seconda mazzata a Renzi nel giro di pochi mesi. Sarebbe una marcia indietro clamorosa ma, per evitare una seconda sconfitta, le forze vicine a Renzi stanno pensando di dichiarare morta i Jobs Act e trovare altre soluzioni, cioè:

modificare il Jobs act, recuperando l’articolo 18 ed estendendolo alle aziende con più di 5 dipendenti,
recuperare la legge Biagi e far tornare i voucher strumenti per pagare collaborazioni occasionali.

Il terzo quesito è molto tecnico e non può avere valore politico. Infatti: perché sottoporre un quesito così tecnico al referendum popolare?

L’ipotesi principale rimane comunque andare alle elezioni prima del referendum e rinviare tutte le modifiche di un anno.

Importante: il Jobs Act Autonomi è fuori dal Jobs Act e rimarrebbe escluso dai quesiti referendari.

A che punto è il Jobs Act autonomi?


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