Installazione gazebo e dehor

Torna spesso alla ribalta il tema delle opere precarie e temporanee poste in essere dai privati per soddisfare le proprie esigenze familiari o di lavoro.

Ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera e-bis), del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, come di recente introdotto dall’articolo 3, lettera b) del decreto legislativo 25 novembre 2016, n. 222, sono realizzabili, senza titolo, le opere dirette a soddisfare obiettive esigenze contingenti e temporanee e ad essere immediatamente rimosse al cessare della necessità e, comunque, entro un termine non superiore a novanta giorni, previa comunicazione di avvio lavori all’amministrazione comunale.

Tra le opere precarie e temporanee si possono annoverare:
– capanno in legno o materiali leggeri;
– container;
– tettoia.

Opere preciarie.. quali sono?

Ti potrebbe interessare l’ebook:

Gli interventi edilizi per le opere precarie e gli arredi da esterni - III edizione

Gli interventi edilizi per le opere precarie e gli arredi da esterni - III edizione

Antonella Mafrica - Mario Petrulli, 2018, Maggioli Editore

Utilizzare al meglio gli spazi esterni è una legittima aspirazione di ogni proprietario e, normalmente, ciòavviene tramite l’installazione di strutture leggere idonee allo scopo: pergolati, tettoie, gazebi ed altri elementidi arredo.Ma quanti si domandano, prima di procedere, se sia...



Le opere precarie e temporanee, per essere tali, non devono essere stabilmente infisse al suolo, anche se, la maggior parte dei contenziosi in materia sorgono proprio per la carenza di quest’ultimo elemento.

La giurisprudenza ha ormai da tempo chiarito che non è rilevante la modalità con la quale un manufatto è infisso al suolo al fine di stabilire se si è in presenza di opere precarie e temporanee (le quali non abbisognano quindi del titolo edilizio) o, al contrario, di stabili trasformazioni del territorio.

Ciò che rileva è l’uso oggettivo del manufatto che il proprietario o l’autore dell’intervento abbiano posto in essere dopo la sua realizzazione. (Consiglio di Stato, Sezione V, n. 3321/2000 e Consiglio di Stato, Sezione VI, n. 2842/2014).

Le opere precarie, con il nuovo decreto SCIA 2, sono considerate attività edilizia libera, ma richiedono comunque una CIL. Per saperne di più leggi anche:

SCIA 2, per quali opere non serve nessun titolo edilizio?

A voler diversamente opinare si darebbe la possibilità indiscriminata di eludere gli indici edificatori previsti dal PRG, e ciò mediante la posa in opera di casette prefabbricate, container, roulottes, camper, etc., ossia di opere che non sono ancorate al suolo nello stesso modo degli edifici tradizionali ma che, opportunamente collocate ed eventualmente nel tempo “rinforzate”, finiscono per assolvere alle medesime finalità (se non residenziali, certamente accessorie alla residenza, quali: magazzini, garages, legnaie, etc.).


Condividi

2 Commenti

  1. Buonasera.
    Una semplice domanda:
    La CIL per la realizzazione di opera temporanea ( nel mio caso una tettoia per l’auto non fissa e senza opere murarie) con rimozione entro 90 gg. può essere presentata piu’ di una volta?
    Grazie se qualcuno mi risponde. Giuseppe

    • A seguito dell’entrata in vigore del Decreto Legislativo n. 222/2016, è stata eliminata la CIL e la realizzazione di opere per esigenze temporanee con rimozione entro 90 giorni è diventata attività edilizia libera (art. 6 comma 1 lett. e-bis del Testo Unico Edilizia – DPR n. 380/2001).

      Tenuto conto della finalità della tettoia (ancorché priva di opere murarie) che non può definirsi temporanea, visto che ha lo scopo di copertura del posto auto, a nostro avviso non è possibile montare la tettoia e smontarla dopo 90 giorni e ripetere l’operazione più volte nel tempo, perché si andrebbe ad eludere la norma e la sua ratio. Diverso è il caso in cui l’esigenza venga soddisfatta nel breve periodo dei 90 giorni e si ripresenti a distanza di lungo tempo dalla prima installazione e successiva rimozione: in tal caso, infatti, il lungo lasso di tempo intercorrente fra le due esigenze giustificherebbe la nuova posa in opera del manufatto precario.

      Per completezza, ricordiamo che un’opera è precaria e non necessita di titolo abilitativo quanto è destinata a soddisfare un’esigenza meramente temporanea: cfr., ad esempio, TAR Emilia Romagna, sez. I Bologna, sent. 28 giugno 2016, n. 655, secondo cui un’opera è precaria se è diretta a soddisfare un uso specifico e temporalmente delimitato del bene e non ammette che lo stesso possa essere finalizzato al soddisfacimento di esigenze (non eccezionali e contingenti, ma) permanenti nel tempo.

      Risposta a cura della Redazione di Ediltecnico

Scrivi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here