5 giugno 2017. In Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.128 del 5 giugno 2017 (Supplemento Ordinario n. 26) sono stati pubblicati i moduli semplificati per la presentazione delle segnalazioni, delle comunicazioni e delle istanze per edilizia e attività commerciali. (clicca qui per scaricare i moduliscarica qui la pubblicazione in Gazzetta)

La novità più grande del decreto Scia 2 è la riduzione dei titoli edilizi. Ne rimangono 5: edilizia libera, CILA, SCIA, permesso di costruire, permesso alternativo alla Scia. Prima erano sette: scompaiono CIL (quasi del tutto, c’è un “residuo”, che riguarda le opere che soddisfano esigenze temporanee) e Super-Dia.

Cambia quindi il Testo unico dell’edilizia (scarica qui il Testo Unico Edilizia aggiornato alla Scia 2).

Cambiano cioè i permessi da richiedere per le opere edilizie. Come cambiano? Quali permessi ci vorranno e per quali opere? Vediamo in questo articolo quando serve la SCIA.

Come seguire le indicazioni della SCIA 2?

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SCIA 2, cosa cambia nella disciplina edilizia

SCIA 2, cosa cambia nella disciplina edilizia

V. Tarroni, 2016, Maggioli Editore

Il Governo ha da poco approvato il decreto SCIA 2 (D.lgs 222/2016), che contiene  l’elenco dettagliato di tutte le attività, anche in materia di edilizia, indicando se tali attività sono...



SCIA 2, quando serve la SCIA?

La SCIA Segnalazione Certificata di Inizio Attività dovrà essere utilizzata per gli interventi elencati di seguito. I lavori realizzati con Scia possono iniziare il giorno stesso in cui si presenta la documentazione.

– gli interventi di manutenzione straordinaria sulle parti strutturali dell’edificio;

– interventi di restauro e di risanamento conservativo riguardanti le parti strutturali dell’edificio;

– interventi di ristrutturazione edilizia;

– le varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d’uso e la categoria edilizia e che non alterano la sagoma degli edifici vincolati;

– le varianti a permessi di costruire che non portano a una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e attuate dopo l’acquisizione degli eventuali atti di assenso prescritti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico e prescritti dalle altre normative di settore. Le varianti devono emergere dalla comunicazione di fine lavori.

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SCIA 2

Con la SCIA 2, quando serve il permesso di costruire?

SCIA 2, per quali lavori edilizi è necessaria la CILA

E quando invece non serve nessun permesso?

La Scia al posto del permesso di costruire

È possibile usare la Scia in alternativa al permesso di costruire per i seguenti interventi (sono casi in cui, dopo la presentazione della Scia, è necessario attendere almeno trenta giorni prima dell’effettivo inizio dei lavori):

ristrutturazione edilizia che porti a un organismo edilizio del tutto o solo in parte diverso dal precedente e che comporti modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti;

– ristrutturazione edilizia che, limitatamente agli immobili nei centri storici, comportino un cambio della destinazione d’uso,

– interventi che comportino modifiche della sagoma di immobili sottoposti a vincoli;

– interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica se sono disciplinati da piani attuativi, o accordi negoziali che valgono come piano attuativo, che contengono precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive;

– interventi di nuova costruzione effettuati in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche.

Il decreto legislativo sulla SCIA è formato da 4 articoli: Art. 1) Libertà di iniziativa privata; Art. 2) Informazioni a cittadini e imprese; Art. 3) Modifiche alla L. 7 agosto 1990, n. 241; Art. 4) Disposizioni transitorie e di attuazione…

Leggi l’analisi articolo per articolo di Valeria Tarroni.

 


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