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Edifici vincolati, gli Ingegneri possono intervenire?

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edifici vincolati

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) ha chiesto al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) di chiarire una volta per tutte gli ambiti in cui gli ingegneri possono intervenire su edifici vincolati di pregio storico e artistico.

In questo ambito, infatti, sulla questione delle competenze professionali ci sono diverse sentenze discordanti, e una regolamentazione ufficiale e definitiva sulle tipologie di intervento che gli ingegneri possono effettuare sugli edifici vincolati sarebbe necessaria.

Leggi la Circolare del CNI e la Nota per il MiBACT

La possibilità per gli ingegneri di occuparsi di edifici vincolati è stabilita dall’art. 52 del Regolamento per le professioni di Ingegnere e di Architetto (R.D. 23 ottobre 1925, n. 2537), secondo cui la “parte tecnica” degli interventi sugli edifici di pregio e carattere artistico può essere effettuata sia dall’architetto che dall’Ingegnere.

Tutela del patrimonio architettonico

Tutela del patrimonio architettonico

La circolare del 30/4/2015, n. 15 riporta “Disposizioni in materia di tutela del patrimonio architettonico e mitigazione del rischio sismico” ed ha il dichiarato scopo di “sensibilizzare” tutte le figure che hanno influenza sulla gestione del patrimonio culturale, indirizzando ad “un percorso culturale prima che tecnico”, in cui tale disposto si inserisce.
L’Italia, come noto, possiede un patrimonio vasto e diffuso di immobili di notevole valore storico-culturale, forse il maggiore a livello mondiale, che già solo per tali motivi deve essere tutelato e conservato in maniera efficiente.
A parte tale aspetto, esso, può rappresentare, in una nazione così ricca di valenze culturali, un’importante sorgente di introiti e di sviluppo economico e sociale.
Pertanto, la presa di coscienza e la gestione della problematica sismica, in un territorio che è stato di recente indicato come uno dei più critici a livello mondiale, assume un attuale ed urgente significato.

Le disposizioni della circolare n. 15/2015 stigmatizzano tali aspetti, raccogliendoli sotto la forma di quadro sintetico-tabellare (l’Allegato 1 della circolare), guidando il tecnico verso le caratteristiche e le potenziali carenze in ottica sismica degli immobili, pubblici e privati, oggetto di tutela. L’Allegato individua due classi di intervento (manutenzione straordinaria e miglioramento sismico) che spesso ricorrono nella pratica, e che sono state indicate come potenziale fonte di inesatte valutazioni rispetto alle azioni sismiche.

L’Allegato 1 è quindi un interessante punto di partenza per approfondire le tematiche ad esso correlate e allargare il quadro di conoscenza, spesso anche molto specialistica, che esso stesso sottende.

Il presente lavoro è volto a inquadrare gli aspetti inerenti tutela e rischio sismico negli edifici storici, illustrando e specificando i principi cardine al fine di rendere più agevole, e più consapevole, la compilazione dei vari campi, col fine di ottenere le giuste informazioni di ritorno a livello governativo.

Il testo, di lettura agile, è indirizzato a coloro che devono familiarizzare con la specificità del patrimonio culturale, siano essi professionisti incaricati della progettazione che del controllo e gestione di tali fasi.

Nicola Mordà, Ingegnere civile strutturista, si occupa di problematiche sismiche e diagnostica con riferimento alle costruzioni storiche.

Paola Boati Architetto, laureata in Restauro e Valorizzazione nel 2006. Da dieci anni svolge l’attività professionale occupandosi di progettazione sostenibile, ristrutturazioni e restauri, interior design, riqualificazione energetica e facility management.

Leggi descrizione
N. Mordà, P. Boati, 2015, Maggioli Editore
5.93 € 5.04 €

Questo, però, a certe condizioni. Ed è proprio questo il motivo che ha spesso portato a dubbi interpretativi e, ovviamente, a non poche divergenze tra le diverse categorie.

Secondo il CNI, che nella Circolare fa anche un elenco delle sentenze che si sono pronunciate in favore degli Ingegneri, è quindi necessaria unacorretta definizione ed individuazione del concetto di ‘parte tecnica’”, che consentirebbe di “giungere a risultati soddisfacenti e di tutto rilievo nel percorso di riconoscimento del ruolo e della professionalità degli Ingegneri civili e ambientali”.

Leggi anche Ristrutturazione edifici storici: normativa e sentenze per capire a chi spetta

Nella nota al MiBACT, il CNI ricorda come, in seguito all’avvento delle nuove tecnologie, e data la necessità di risolvere “complesse problematiche tecniche, tramite soluzioni ingegneristiche che richiedono una forte preparazione scientifica, la competenza dell’Ingegnere diviene indispensabile e centrale in quel delicato processo di recupero e salvaguardia del ricco patrimonio storico-artistico del Paese, accanto a quella spettante ad altre qualificate figure professionali”.

Il CNI richiede pertanto al Ministero di “farsi parte attiva” presso le Soprintendenze alle Belle Arti e al Paesaggio della Repubblica per realizzare “una corretta attuazione del quadro normativo vigente”, in modo che l’ingegnere della sez. A dell’albo possa intervenire autonomamente per quanto riguarda la “parte tecnica” degli edifici vincolati.

Si consiglia la lettura di “Architettura rurale nel paesaggio“: due capitoli sono dedicati all’analisi dei vincoli e all’intervento sugli edifici vincolati.


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