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Riforma Madia, Nuova Scia edilizia operativa prima del 1° gennaio 2017

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Permessi edilizi, opere minori ed edilizia libera: cosa c’è da sapere

La nuova Scia unica semplificata sarà operativa entro il 1° gennaio 2017. La semplificazione della Nuova Scia edilizia passa soprattutto attraverso la transizione di di una serie di oneri sulla struttura della Pa, e non più sul cittadino che, infatti, non dovrà più produrre documenti che siano già in possesso della pubblica amministrazione.

In base alla Nuova Scia della Legge Madia ogni Pa dovrà pubblicare sul suo sito i moduli unici da utilizzare per la Scia adeguati alla novità del decreto che prevede anche l’indicazione del domicilio digitale per le comunicazioni con la Pa. Sul sito dovranno essere presenti:
– l’elenco degli stati,
– qualità personali e fatti oggetto di dichiarazione sostitutiva, di certificazione o di atto di notorietà, delle attestazioni e asseverazioni dei tecnici abilitati o delle dichiarazioni di conformità dell’agenzia delle imprese, indicando le norme che ne prevedono la produzione.

In caso di inadempienza, in base alla Nuova Scia della Riforma Madia entra in scena la Regione nel caso dell’ente locale o lo Stato in caso di inadempienza della Regione. All’ente locale inadempiente la Regione assegna un «congruo termine» entro cui provvedere alla pubblicazione delle informazioni, poi interviene.

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Interpretare e padroneggiare la disciplina edilizia, urbanistica e ambientale è diventato un lavoro dif- ficile e “pericoloso”. Non basta, infatti, possedere le giuste cognizioni tecniche e adottare quella che il codice civile chiama la cura “del buon padre di famiglia”, occorre conoscere nel dettaglio anche la normativa e le formalità che le stesse richiedono. Questo tipo di conoscenza è fondamentale per l’operatore della P.A. e per il tecnico privato: l’opera di Claudio Belcari costituisce un riferimento indispensabile a tal fine. Infatti, non solo il manuale è aggiornato allo stato dell’arte normativo (decreto SCIA 2, glossario dell’attività edilizia libera, d.P.R. 31/2017, ecc.) ma ne fa una trattazione ragionata con un approfondimento specifico dei singoli argomenti anch’essi raggruppati per “problematiche” secondo uno sviluppo logico consequenziale.
Il “cuore” del manuale è la trattazione dell’abusivismo edilizio, della repressione e della regolarizzazione delle opere esistenti, cui l’Autore dedica una dettagliata analisi, estesa anche alla problematica ambientale e paesaggistica che in maniera sempre più incidente influenza e condiziona l’edificabilità. L’esposizione è sempre orientata all’operatività ed è corroborata dalle risoluzioni giurisprudenziali e da “focus” di approfondimento che ne fanno un vero “strumento operativo”. Gli argomenti sono affrontati con completezza documentale e sistematicità di trattazione con l’ausilio anche di schemi grafici di sintesi e corredato infine da un questionario utile al lettore per verificare il livello di apprendimento.

Claudio Belcari, dirigente comunale, formatore enti locali, A.N.C.I., ordini e collegi professionali e consulente tecnico nei contenziosi penali e amministrativi nei settori edilizia e urbanistica. Collabora stabilmente con la rivista “L’Ufficio Tecnico”, mensile di tecnica edilizia, urbanistica e ambiente, edita da Maggioli Editore.

Volumi collegati:
Formulario generale dell’edilizia, M. Di Nicola, X ed. 2019
Le nuove procedure edilizie SCIA 1 e SCIA 2, dopo il glossario opere edilizia libera,
M. Di Nicola, II ed. 2018 Autore, III ed. 2016

Claudio Belcari, 2019, Maggioli Editore
48.00 € 45.60 €

Ricevuta obbligatoria, anche telematica

Articolo 18-bis inserito nel testo della legge 241/1990

La riforma Madia consegna una nuova Scia aggiungendo un articolo alla legge 241/1990, secondo il quale il cittadino che invia una qualsiasi comunicazione o segnalazione dovrà ricevere subito una ricevuta – anche telematica – che attesta l’avvenuta presentazione. La ricevuta deve indicare il termine entro cui la Pa è tenuta a rispondere, o dal quale si calcola il silenzio assenso o da quando si concretizza l’avvio del procedimento. Se l’istanza è presentata a un ufficio diverso da quello competente, scattano i termini per vietare il proseguimento dell’attività.

Scia plurima

In caso di Scia plurima – che presuppone altre segnalazioni – il cittadino non dovrà farsi carico di altro, essendo la prosecuzione del procedimento a carico della Pa. L’amministrazione non può chiedere documentazione aggiuntiva e può chiedere informazioni e documenti solo se ciò che è stato trasmesso dal richiedente non corrisponde a quanto richiede la Scia.

Se per un’attività servono altre segnalazioni o attestazioni o asseverazioni o notifiche oltre alla Scia, basta presentare un’unica Scia allo sportello unico dell’amministrazione interessata. La Pa trasmetterà subito la segnalazione alle altre amministrazioni interessate. Lo stesso vale se la Scia è condizionata ad atti di assenso (o pareri o verifiche preventive) di altri uffici, ma l’eventuale termine per la convocazione della conferenza di servizi decorre dalla data di rilascio dei provvedimenti.

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