imu 2016 leasing immobiliare

Il leasing immobiliare, uno dei nuovi modi di acquisto degli immobili insieme al Rent to buy, è una soluzione per molti aspetti ibrida che genera quindi numerosi dubbi nei contribuenti. All’imminente scadenza di IMU e TASI ci si chiede quindi chi debba versare l’acconto.

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Generalmente, soggetto passivo dell’IMU è il proprietario (o chi abbia altro diritto reale di godimento dell’immobile quale usufrutto, abitazione, ecc.) e non chi occupa l’immobile senza esserne il proprietario, quindi inquilini e comodatari. Per quanto riguarda la TASI invece, a pagare non è solo il proprietario ma anche l’inquilino per la quota di sua competenza.

Nel caso di leasing immobiliare, però, a partire dalla stipula del contratto e per tutta la sua durata,  IMU e TASI sono dovute dal locatario e non dalla società che concede l’immobile. Si tratta quindi di un’eccezione alla regola, perché in questo caso paga chi utilizza l’immobile e non il proprietario conducente.

Per le esenzioni valgono invece le stesse regole, quindi se si tratta di prima casa IMU e TASI 2016 non si pagano comunque (ad eccezione delle case di lusso).

Guida completa all’imu - tasi 2016

Guida completa all’imu - tasi 2016

Saverio Cinieri, 2016, Maggioli Editore

Aggiornato con le modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2016 alla disciplina sulle imposte IMU e TASI, il manuale analizza nel dettaglio la normativa relativa alle due imposte, tenuto conto della più recente giurisprudenza. Con l’ausilio di tabelle e grafici, la...



Requisiti per accedere al Leasing Immobiliare

A proposito di Leasing immobiliare, l’Agenzia delle Entrate, con la circolare 27/E del 13 giugno 2016 (in cui tratta anche di contratti di locazione, compravendite, detrazioni su ristrutturazioni e bonus mobili) come abbiamo visto, fornisce dei chiarimenti per quanto riguarda il possesso dei requisiti per accedervi. Nello specifico la circolare chiarisce che i requisiti anagrafici e reddituali devono essere verificati solo al momento della stipula del contratto. Non importa quindi se, durante il periodo di fruizione, si raggiungano e superino i 35 anni di età o si dichiari un reddito superiore ai 55 mila euro.


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