tutte le novità sul codice appalti, sul correttivo e sulle linee guida

Il Correttivo è stato pubblicato sulla Gazzetta n.103 del 5 maggio 2017, supplemento ordinario n. 22. Clicca qui per il testo del Correttivo pubblicato in Gazzetta. È il Decreto Legislativo n. 56 del 19 aprile 2017 “Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50”. Il Correttivo è in vigore dal 20 maggio. Il 20 aprile il Presidente della Repubblica aveva firmato il Correttivo Appalti, inviato alla Gazzetta Ufficiale e il 13 dello stesso mese il Consiglio dei Ministri aveva dato l’ok definitivo.

Nel Correttivo del D.lgs n. 50/2016 è interessante l’introduzione dell’obbligo del riferimento al decreto parametri per calcolare i compensi dei professionisti: le tabelle di calcolo degli importi a base delle gare di progettazione dovranno essere utilizzate dalle stazioni appaltanti nella definizione dei compensi a base di gara. Inoltre, è previsto l’obbligo di rendere sistemiche sin dalla fase del progetto di fattibilità e in ogni momento successivo le indagini relative al comportamento energetico dell’opera, in particolare il contenimento dei consumi energetici.

Nuovi reati che escludono dalla gara

In arrivo un nuovo elenco di reati che, anche per una condanna in primo grado, avranno come conseguenza l’esclusione dalle procedure di gara: è la novità principale del pacchetto di linee guida dell’Anac pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 260 del 7 novembre 2017 che aggiornano le linee guida n. 3 sul responsabile unico del procedimento e la 6 sugli illeciti professionali. In entrambi questi, le novità entrano in vigore il 22 novembre.

Quali sono i reati (linea guida 6)?

Esercizio abusivo della professione, bancarotta semplice e fraudolenta, ricorso abusivo al credito, reati tributari, reati societari, delitti contro l’industria e il commercio, reati urbanistici e reati collegati alla libertà degli incanti: dal 22 novembre tutte le condanne non definitive per una di questi reati porteranno all’esclusione automatica dalla procedura di affidamento di tutti gli appalti pubblici. Scarica la linea guida 6.

RUP: nuovi requisiti

L’Anac diminuisce i requisiti per i responsabili unici nei piccoli lavori. Nelle procedure sotto la soglia di 150mila euro sarà sufficiente avere tre anni di esperienza e un diploma. Questo significa aprire le porte a una nuova classe di RUP poco più che ventenni. Scarica la linea guida Anac n. 3.

Illecito professionale: nuova sentenza

L’art. 80 del nuovo Codice degli Appalti non consente l’esclusione automatica del concorrente: è necessaria la valutazione della stazione appaltante sulla rilevanza dell’inadempimento contrattuale pregresso rispetto al rapporto di fiducia. Lo ricorda il Consiglio di Stato con la sentenza n. 4192 del 5 settembre 2017. Leggi tutto l’articolo.

Subappalto: la guida dell’ANCE

L’ANCE ha messo a punto la Guida “Il subappalto nel D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50, come modificato dal D.lgs. 19 aprile 2017, n. 56”. La puoi scaricare qui ed è suddivisa nei seguenti temi:

  1. L’istituto del subappalto
  2. Attività che non costituiscono subappalto
  3. Quota subappaltabile
  4. Lavorazioni super-specialistiche o Sios
  5. Limiti al subappalto per la corte di giustizia
  6. Indicazione della terna di subappaltatori
  7. Subappalto facoltativo e necessario
  8. Subappalto in prequalifica
  9. Condizioni per l’affidamento in subappalto
  10. Requisiti e autorizzazione
  11. Adempimenti per l’autorizzazione
  12. AVCpass subappaltatore
  13. Importo corrisposto al subappaltatore
  14. Pagamento diretto ai subappaltatori
  15. Responsabilità dell’appaltatore
  16. Disposizioni di chiusura
  17. Qualificazione SOA

Analisi del Correttivo

Leggi l’analisi del testo del Correttivo Appalti confrontato con il Codice Appalti (decreto 50/2016), di Laura Porporato.

Oppure: ecco l’ebook di approfondimento aggiornato al Correttivo pubblicato in Gazzetta:

Il Correttivo al Codice degli Appalti: cosa cambia per i professionisti

Il Correttivo al Codice degli Appalti: cosa cambia per i professionisti

Laura Porporato, 2017, Maggioli Editore

Dopo un anno di sperimentazione del Nuovo Codice dei Contratti pubblici, l’emanazione di alcunelinee guida e decreti attuativi, dopo che si sono raccolte le istanze sollevate da parte di più attoridella filiera delle costruzioni, a seguito delle esperienze sviluppate, dando attuazione a...



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L’uscita del nuovo codice dei contratti e la pubblicazione di una serie di Linee guida dell’A.N.AC. su alcuni ambiti prioritari rendono necessaria questa serie di quaderni che, oltre ai contenuti del d.lgs. 50/2016, raccolgono anche gli indirizzi forniti dalla Linee...



Decreto Correttivo: le principali novità

Le novità principali introdotte dal Correttivo Codice Appalti sono: 1) Obbligo di parametri per i compensi dei progettisti: le stazioni appaltanti dovranno usare specifici parametri per calcolare i compensi dei professionisti; 2) Paletti meno rigidi per l’urbanizzazione; 3) Progetti: basta un nuovo ok per i pareri scaduti; 4) Incentivi per i servizi e i pagamenti ai tecnici della PA: ci saranno norme più stringenti per i pagamenti alle imprese dalla PA; 5) Gare “snelle” e più veloci per sbloccare i piccoli investimenti pubblici; 6) Qualificazione più leggera per le PA; 7) Non esiste più il collegio consultivo tecnico; 8) Più trasparenza: obbligo per le stazioni appaltanti di nominare il presidente di commissione tra esperti segnalati dall’Autorità Anticorruzione.

“Gli articoli da 21 a 27 contengono disposizioni in materia di pianificazione, programmazione e progettazione di un’opera pubblica. All’interno di questo corpo normativo ci si aspetterebbe una puntuale descrizione dell’iter realizzativo di un’opera pubblica che, partendo dalla programmazione che tenga conto della definizione delle esigenze, individuazione delle risorse necessarie, inserimento in un piano pluriennale di intervento, definisca i livelli della progettazione, l’individuazione delle figure preposte a svolgere i vari compiti, interne o esterne alla Pubblica Amministrazione, individui e stabilisca la migliore procedura di gara per l’affidamento delle opere, selezioni la migliore impresa realizzatrice e controlli e governi l’intero processo sino al collaudo dell’opera ed alla consegna della stessa per l’uso a cui è stata destinata.

Il tutto non è così chiaro e lineare e per molte parti ci si deve riferire a linee guida o decreti attuativi che definiscano nello specifico le azioni da compiere per la completa efficacia del Codice. Articolo importante di nuovo inserimento, potrebbe essere, se ben usato, il 22 (Trasparenza nella partecipazione di portatori di interessi e dibattito pubblico) dove, attraverso la consultazione dei vari attori e cittadini presenti sul territorio, si potrebbero iniziare a porre in atto tutte quelle azioni di coinvolgimento, sensibilizzazione ed accompagnamento delle scelte che potrebbero guidare l’Amministrazione nella messa in atto di un iter condiviso” (estratto dall’ebook di Laura Porporato).

Attraverso un confronto tra “vecchia” versione del Nuovo Codice e versione modificata dal Correttivo, abbiamo infatti tirato fuori gli elementi di maggior interesse introdotti dal Correttivo su appalto integrato, corrispettivi, manutenzioni, subappalto e tutto il resto:

Appalto integrato

Per il comma 1-bis introdotto dal nuovo Correttivo all’articolo 59, l’appalto integrato è possibile in presenza di elemento tecnologico prevalente rispetto all’importo complessivo dei lavori. Il nuovo comma 1-ter specifica che il ricorso all’appalto integrato deve trovare puntuale motivazione riportata nelle determina a contrarre che deve chiarire la rilevanza dei presupposti tecnici e l’incidenza sui tempi di realizzazione rispetto all’affidamento separato di progettazione e lavori.

Corrispettivi obbligatori

La modifica del comma 8 dell’articolo 24 del codice (all’articolo 14 del correttivo) rende obbligatoria l’applicazione del decreto sui corrispettivi (al momento quello in vigore è il d.M. 17 giugno 2016) per i servizi di architettura e ingegneria; viene aggiunto il comma 8-bis dello stesso articolo 24 che vieta alle stazioni appaltanti di subordinare la corresponsione del corrispettivo per i servizi di architettura e ingegneria all’ottenimento del finanziamento dell’opera progettata.

Continua a leggere in dettaglio quali sono le novità introdotte dal Correttivo.

Altre novità del Codice Appalti

Decreto BIM obbligatorio

Il comma 13 dell’articolo 23 del Nuovo Codice Appalti stabilisce che un decreto del Ministero delle Infrastrutture dovrà fissare le modalità e i tempi di progressiva introduzione dell’obbligatorietà del BIM sia per le amministrazioni sia le imprese. Il primo step del decreto, per come è stato scritto fin’ora, prevede l’introduzione dell’obbligo, per le opere sopra ai 100 milioni, nel 2019. Leggi tutto l’articolo BIM obbligatorio dal 2019: le fasi di attuazione del decreto

Responsabilità solidale

A proposito di Appalti, nel Decreto che ha permesso al Governo di evitare il referendum sul voucher era stata ripristinata integralmente la responsabilità solidale del committente e dell’appaltatore, responsabilità che deve essere “nei limiti in cui il secondo fa accedere il primo a tutta la documentazione relativa alle prestazioni lavorative consentendogli di esercitare il potere di controllo indicato da un decreto ministeriale”.

Linee Guida ANAC in Gazzetta

Pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le linee guida ANAC per l’offerta economicamente più vantaggiosa. La determinazione di riferimento per l’offerta economicamente più vantaggiosa è la n. 1005 del 21 settembre 2016 recante “Linee Guida n. 2, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50, recanti Offerta economicamente più vantaggiosa”. Quelle per i servizi di ingegneria e architettura era andate in Gazzetta il 29 settembre (con delibera del 14 settembre). Clicca qui invece per quelle relative ai servizi di ingegneria e architettura.

Incarichi di progettazione: le soglie

A metà luglio 2016 sono state apportate 173 modifiche al testo del decreto 50/2016. Per saperne di più leggi Nuovo Codice Appalti, incarichi di progettazione: modificate le soglie

DPCM sulla Cabina di Regia in Gazzetta

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha definito la composizione della Cabina di Regia (articolo 212 comma 5 del nuovo Codice Appalti: è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 293 del 31 agosto 2016 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 10 agosto 2016 recante “Composizione e modalità di funzionamento della Cabina di regia”. I compiti della cabina di regia sono definiti nel comma 1 del citato articolo 212. Clicca qui per leggere il decretoClicca per leggere la composizione della Cabina di Regia e i suoi compiti.

Linee guida per procedure sottosoglia

Contengono:
– composizione trasparente degli elenchi di imprese qualificate
– principio di rotazione negli inviti, per appalti da 40mila euro a un milione
– confronto di almeno due preventivi, per assicurare un minimo di concorrenza, sotto i 40mila euro
– obbligo di motivare in maniera articolata la scelta di utilizzare la procedura negoziata (la ex trattativa privata) per importi sopra il limite di 500mila euro

SCARICA QUI LE LINEE GUIDA PER LE PROCEDURE SOTTOSOGLIA

Requisiti di di progettazione: fondamentale dichiararli

Se non dichiari il possesso dei requisiti di progettazione in un appalto integrato è considerata come una carenza essenziale dell’offerta e può essere sanata solo con il soccorso istruttorio. Il prezzo di pagare la sanzione prevista dal bando di gara. Questo principio è stabilito dall’Anac con la delibera n. 617 dell’8 giugno. Conta molto di più la forma con cui arriva la segnalazione dei requisiti di progettazione.

SCARICA LA DELIBERA DELL’ANAC

L’ANAC rilascia da anni parere di precontenzioso su istanza di imprese e stazioni appltanti ma il nuovo codice appalti Dlgs 50/2016, all’articolo 211, comma 1, dice che se le parti acconsentono prima, questi pareri diventano vincolanti per operatori e Pa, che devono adeguarsi alle scelte dell’Autorità.

Nuovo Codice Appalti ripubblicato completamente in Gazzetta

Entro una settimana si concluderà il lavoro dei tecnici per correggere gli errori nel Dlgs 50/2016.

Le modifiche sono molte e riguardano i refusi del testo, ma anche riferimenti sbagliati agli articoli. Il testo del Nuovo Codice Appalti subirà un secondo passaggio in Gazzetta Ufficiale. Ad andare in Gazzetta non saranno singole correzioni ma un testo rivisto e corretto completamente: il Nuovo Codice Appalti in vigore dal 19 aprile verrà completamente ripubblicato.

Una scelta che almeno all’inizio potrebbe anche generare nuovi problemi tra gli i professionisti tecnici. Senza un’indicazione precisa delle correzioni, non sarà facile trovare le modifiche che in caso di revisione dei riferimenti interni potrebbero essere sostanziali.

 

Il nuovo codice degli appalti e il professionista tecnico

Il nuovo codice degli appalti e il professionista tecnico

De Finis P., 2016, Maggioli Editore

Questo testo nasce a seguito della stesura del Nuovo Codice dei Contratti pubblicato nellaGazzetta Ufficiale del 19 Aprile 2016.Il Nuovo Codice apre le frontiere alla modernità della realizzazione dei contratti pubblici.Ci sono attenzioni importanti alla dematerializzazione, agli appalti...



Criticità del Nuovo Codice Appalti secondo l’UNITEL

Nuovo Codice Appalti: tutti i dubbi degli operatori di settore sono stati evidenziati nel corso del Congresso nazionale dell’UNITEL (Unione nazionale italiana dei tecnici degli enti locali) tenutosi lo scorso venerdì a Roma. Le implicazioni per gli uffici tecnici degli enti locali, ma anche i limiti al subappalto e i requisiti per partecipare alle gare: cosa ne pensano gli operatori del nuovo testo che disciplina la materia degli appalti nel nostro Paese (d.lgs. 50/2016)?

Il Presidente dell’UNITEL, Bernardino Primiani, ha in apertura di evento sottolineato che la complessità della nuova normativa implica una sfida soprattutto per le piccole realtà locali, che spesso non hanno né il personale tecnico sufficiente né il supporto legale e amministrativo su cui possono invece contare le grandi stazioni appaltanti.

Dal canto suo il vice Presidente ANCE, Edoardo Bianchi, intervenuto alla giornata, ha ribadito la contrarietà dell’Associazione dei costruttori edili ai limiti al subappalto fissati dal Nuovo Codice Appalti. “Il codice – spiega Bianchi – presenta molte ombre e qualche luce, ma contiamo molto sulle linee guida dell’ANAC che speriamo diano indicazioni chiare su come applicare le nuove norme. In particolare bisogna intervenire sul subappalto per evitare che con le nuove disposizioni venga distorto il mercato dei lavori pubblici andando contro la disciplina europea”.

In base al Codice degli Appalti, il subappalto non può superare la quota del 30% dell’importo complessivo del contratto di lavori. Il vincitore di una gara può ricorrere al subappalto solo se la Stazione Appaltante ha previsto questa chance nel bando. Ma non soltanto, perché negli appalti di importo superiore alla soglia comunitaria (5.225.000 euro per i lavori, 135.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle amministrazioni governative, 209.000 euro per i servizi e i concorsi di progettazione aggiudicati dalle altre amministrazioni) il Codice stabilisce che il partecipanti indichi, al momento della presentazione dell’offerta, una terna di subappaltatori. A parere del vicepresidente Bianchi in alcune aree e per certe lavorazioni non ci sono abbastanza operatori da invitare, quindi il rispetto della norma risulterebbe piuttosto difficoltoso.

E le implicazioni della nuova disciplina sugli uffici tecnici degli enti locali? Per evidenziare le criticità in questo senso l’UNITEL ha inviato una lettera al presidente dell’Autorità anticorruzione (ANAC), Raffaele Cantone e al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio.

La lettera contiene le osservazioni dell’associazione sulle linee guida attuative del Nuovo Codice degli Appalti poste in consultazione dall’ANAC, e in particolare sulla nomina, sul ruolo e sui compiti del Responsabile Unico del Procedimento (RUP) per l’affidamento di appalti e concessioni.

29 aprile 2016: sette linee guida ANAC

Sono arrivate le prime indicazioni dell’Anac. Sette i documenti sottoposti a consultazione in totale. I sette documenti sono stati approvati dal Consiglio dell’Autorità e saranno posti subito in consultazione, per consentire a imprese e pubbliche amministrazioni di valutarne l’impatto sul codice, prima della pubblicazione delle linee guida stesse.

Ecco le linee guida ANAC per il Nuovo Codice Appalti sottoposte a consultazione.
1. Sottosoglia

2. Nomina, ruolo e compiti del responsabile unico del procedimento per l’affidamento di appalto e concessioni

3. Affidamento dei servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria

4. Linee guida in materia di offerta economicamente più vantaggiosa

5. Il Direttore dei Lavori: modalità di svolgimento delle funzioni di direzione e controllo tecnico, contabile e amministrativo dell’esecuzione del contratto

6. Il Direttore dell’esecuzione: modalità di svolgimento delle funzioni di coordinamento, direzione e controllo tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto

7. Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici

Altre linee guida arriveranno nelle prossime settimane. Alcuni saranno recepiti con decreto del ministero delle Infrastrutture, altri diventeranno determinazioni dell’Anticorruzione. In alcuni punti l’Anac tenta di fare luce su diversi passaggi che, se applicati in maniera scorretta, rischiano di far mancare gli obiettivi della riforma. Le linee guida dovrebbero anche ammorbidire le difficoltà create da una fase transitoria brusca.

Linee Guida ANAC: Servizi di progettazione
Il Decreto parametri fissa gli importi da porre a base delle gare. Le linee guida vanno in direzione opposta e ribadiscono “l’obbligo per le stazioni appaltanti di determinare i corrispettivi per i servizi di ingegneria e architettura applicando rigorosamente le aliquote di cui al Dm 143/2013”. Vengono così accolte le richieste degli ordini professionali e viene confermato l’orientamento già espresso dall’Authority in altre occasioni.

Per le gare sopra la soglia di 100mila euro, il fatturato globale per servizi di ingegneria e di architettura espletati negli ultimi tre esercizi antecedenti la pubblicazione del bando deve essere al “massimo pari al doppio dell’importo a base di gara”.
Ammorbiditi i requisiti quantitativi. Con il nuovo Codice Appalti, in base a quello che decidono le stazioni appaltanti, ci si potrà su un livello più basso del doppio. Con il vecchio sistema bisognava attestarsi tra due e quattro volte l’importo a base di gara.

Responsabile unico del procedimento
L’Anac chiede una sua maggiore qualificazione. Fissa i requisiti di professionalità dei Rup, da collegare alla complessità delle diverse lavorazioni. Enuncia un lungo elenco di compiti.
Direttori dell’esecuzione e dei lavori. un lungo elenco di compiti. Il documento Anac manda in soffitta 42 articoli del vecchio regolamento appalti, che adesso sono ancora in vigore.

Appalti sotto soglia europea
Per quelli di importo inferiore al milione anche il Nuovo Codice Appalti ha confermato la possibilità di assegnazioni senza una gara formale, anche per quelli sotto i 40mila euro.  Si può affidare l’innarico a ditte di fiducia dell’amministrazione, ma le linee guida chiedono di passare all’esame due preventivi e di dare motivazione pubblica delle scelta.

Per gli appalti oltre i 40 mila e fino a un milione arrivano paletti su:
– svolgimento delle indagini di mercato,
– contenuto degli avvisi da pubblicare per almeno 15 giorni sul sito dell’amministrazione,
Altre specifiche arriveranno e avranno lo scopo di raggiungere l’obiettivo di limitare i rischi insiti (per definizione) nella possibilità di affidare tramite procedura negoziata una porzione ragguardevole dell’intero mercato degli appalti di lavori.

Offerta economicamente più vantaggiosa
C’è la possibilità di inserire tra i criteri di aggiudicazione anche elementi soggettivi (possesso di certificazioni di qualità, rating di legalità, detenuti dall’impresa). Sarà possibile azzerare i punteggi assegnati allo sconto sulla base d’asta, aggiudicando le prestazioni solo in base a elementi qualitativi (tempi di esecuzione o migliorie al progetto).

Il nuovo Codice Appalti: link utili

La novità più grossa del nuovo Codice Appalti riguarda il massimo ribasso, “che resterà solo per casi assolutamente marginali e ben normati”. Gli appalti verranno assegnati in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. L’attenzione sarà rivolta alla qualità e non più al prezzo più basso. Il rischio operativo sarà in capo al soggetto privato e lo Stato non sarà obbligato a ripianare perdite su rischi assunti dai privati.

Leggi Novità del Codice Appalti: cosa cambia sul massimo ribasso

Leggi anche Novità del Codice Appalti su contraente generale e conflitto d’interesse

L’Anac avrà nuovi compiti ma anche risorse più adeguate.

Altre novità interessanti. La Cabina di Regia è l’Organo nazionale di riferimento per la cooperazione con la Commissione europea per quanto riguarda l’applicazione della normativa in materia di appalti pubblici e di concessioni.

La progettazione assume un ruolo fondamentale e si articola in tre livelli (per limitare il numero di varianti di progetti, i tempi e i costi):
– progetto di fattibilità,
– progetto definitivo,
– progetto esecutivo.

Il Consiglio nazionale degli Architetti si è contraddetto sul Nuovo Codice Appalti: in pochi giorni ha espresso due opinioni contrastanti. Leggi  Sul Nuovo Codice Appalti gli Architetti si contraddicono

Leggi Le novità del Codice Appalti sui Concorsi di progettazione e i Requisiti per le Gare

Leggi Novità del Codice Appalti: obbligo di pagamenti diretti ai subappaltatori

Il Ponte sullo Stretto è un’opera da valutare seriamente, ha detto Delrio “Stiamo continuando a lavorare sulle priorità, non dimenticando questa prospettiva”.

Altre due novità: nuove regole sulla qualificazioneBim (Building information modeling). Leggi Le novità del Nuovo Codice Appalti: cosa cambia sul BIM. Per quanto riguarda le novità per i progettisti, leggi l’intervista a Oliveri su BIM, progettazione e Direzione Lavori.

Nuovo Codice Appalti: tutte le novità per i Professionisti

Nuovo Codice Appalti: tutte le novità per i Professionisti

L. Porporato, 2016, Maggioli Editore

L’ebook contiene tutte le novità per i professionisti tecnici e sulla progettazione contenute nel Nuovo Codice degli Appalti, dlg.s. n. 50/2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 19 aprile 2016. Il Nuovo Codice conferma l’impianto del testo preliminare del 3 marzo 2016...




5 Commenti

  1. Spero proprio che l’epoca del massimo ribasso sia giunta al termine. Questo criterio, assieme all’abuso delle varianti, è uno dei responsabili dei problemi legati agli appalti pubblici in Italia. Inoltre, se il contratto si basa su di un progetto definitivo, perché non assegnarlo a lump -sum ( o forfait, come preferite…) ?

  2. Mi pare si prevede rating per imprese e PA. A mio avviso sarebbe opportuno si prevedesse anche rating per progettisti sia interni che esterni a PA. Inoltre l’eliminazione dell’incentivo alla progettazione non è sensata; esistono progettisti validi sia interni che esterni alla PA; con la progettazione interna si riesce a volte a finalizzare interventi con finanziamenti esigui.

  3. Non capisco tutto questo entusiasmo. La procedura del prezzo più vantaggioso per l’amministrazione è in assoluto quello che si presta a maggiori manipolazioni.Inoltre se prima i ribassi erano del 50% già adesso sono diventati del 70%. Perchè oltre alle migliorie rimangono fortissimi ribassi.Magari si potrebbe incominciare col fare progetti esecutivi degni di questo nome con direttori dei lavori competenti. In ultimo le perizie.Ma com’è che si continuano a fare perizie ben oltre 1/20(ben mascherate ovviamente con affidamenti diretti o altre).

  4. concordo perfettamente con Fernando, quando si deciderà la P.A. a emanare progetti esecutivi di qualità e metterli sul mercato al massimo ribasso? diversamente mi sembra, ancora una volta, un provvedimento pro-lobby.

  5. Segnalo una inadempienza generalizzata, con il DLGS 163 e nondimeno lo sarà con il DL.50/16 , alquanto macroscopica che genera scarsa capacità di controllo e gestione dei Lavori Pubblici con danno quasi certo per l’Amministrazione e l’inserimento altrettanto dannoso della Corruzione.
    Mi riferisco all’art. 43 comma 4 del Regolamento DL 207.
    Ai sensi dell’art.43 comma 4 del DL. 207/10,
    (…omissis 4. Nel caso di interventi complessi di cui all’articolo 3, comma 1, lettera l), il capitolato contiene, altresì, l’obbligo per l’esecutore di redigere un documento (piano di qualità di costruzione e di installazione), da sottoporre alla approvazione della direzione dei lavori, che prevede, pianifica e programma le condizioni, sequenze, modalità, strumentazioni, mezzi d’opera e fasi delle attività di controllo da svolgersi nella fase esecutiva. Il piano definisce i criteri di valutazione dei fornitori e dei materiali ed i criteri di valutazione e risoluzione delle non conformità.)
    Questo articolato che dovrebbe essere in verità applicato sempre ,anche nel DL.50, essendo IMPLICITA la richiesta di Appalti in Qualità secondo la Norma UNI EN ISO 9001 quale “Regola Tecnica” cogente ed obbligatoria ( rimando alla nozione comunitaria di Regola Tecnica _ PROCEDURA DI NOTIFICA 98/34*DOCUMENTO DI LAVORO*GIURISPRUDENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA E PRASSI DEI SERVIZI DELLA COMMISSIONE) Di fatto questo articolato e questa cogenza non viene ottemperata minimamente.
    Tutto ciò, comunque ed ancora vigente l’art.43 del Regolamento 207 fra le parti non decadute, viene relegato in prescrizione Capitolare subordinata a particolari opere speciali ( ..in verità sarebbe ugualmente altissima la presenza e ricorrenza dell’obbligo anche senza la distinzione di opere speciali).
    Il capitolato rende quindi obbligatoria la predisposizione del Piano della Qualità di Costruzione ed Istallazione con il grado di dettaglio definito, ad esempio in un Allegato prescrittivo, e secondo la definizione e le richieste della Direzione lavori, a cui è demandato il Controllo e l’Approvazione del
    documento stesso. ( Naturalmente sarebbe necessario che la DL abbia i requisiti di qualificazione per tale adempimento: vedasi le figure definite dalle Norme sulla Qualità).Segnalo che questo non avviene quasi mai o viene sminuito nella sua portata a mera prescrizione
    documentale senza effettiva applicazione. La Verifica e Validazione della Progettazione (obbligo di legge e assolutamente non chiara oggi nel DL 50), sia interna o esterna che sia all’amm.ne, quasi mai mette in risalto tale carenza.E’ di tutta evidenza che l’applicazione concreta del disposto legislativo metterebbe in primo piano la capacità di controllo e di verifica dei lavori e della gestione dell’Appalto.
    Nei fatti questo non avviene per una serie di interessi fra loro contrapposti ma solidali :
    Le Stazioni Appaltanti
    a) Quasi mai i RUP, responsabili Unici del Procedimento, sono coscienti o a conoscenza del Requisito Normativo, non conoscono la portata e l’influenza del processo certificativo (ISO 9001) obbligatorio nell’Appalto.
    b) Si demanda alla Direzione Lavori tutti i problemi di Cantiere.Si controllano l’andamento temporale e le
    scadenze/adempimenti.Non si prevedono quasi mai Direttori Operativi alla Qualità come supporto alla DL.
    Non si conoscono le qualifiche e i requisiti del personale abilitato a tali incombenze, spesso incorrendo nella Culpa in Eligendo.
    c) Il controllo della gestione del Cantiere demandato al RUP si concentra sugli esiti ed i controlli economici ed amministrativi. Non ci sono mai soldi per compensare tali funzioni che appaiono agli occhi degli amministratori validi risparmi.
    d) Anche quando la stazione Appaltante è in Regime di Certificazione di Qualità ISO 9001 (…quasi mai nel codice EA28 costruzioni) le cose non cambiano molto per la accondiscendenza e la sottovalutazione degli Enti di Certificazione Accreditati.
    Le imprese
    a) Non hanno interesse a Produrre e Gestire il Cantiere in Regime di Qualità poiché i Piani della Qualità metterebbero a nudo tutte le sequenze ed i processi lavorativi,il loro controllo e la loro congruenza.
    b) La certificazione ISO 9001,che ricevono da enti accreditati, viene considerata solamente un requisito o veicolo per le Gare di Appalto.
    E’ scarsa la conoscenza e confidenza di dettaglio con questa prescrizione di legge e con lo stesso Requisito normativo.
    c) Non hanno interesse a gestire in Qualità il Cantiere poiché eliminerebbe gran parte delle contestazioni, riserve, contenziosi gestendo le Non Conformità ed i Reclami ( lo scopo normativo stesso dei Sistemi Qualità lo prevede).
    d) Non è sufficiente, in genere, la preparazione del personale addetto a tali incombenze.Raramente il personale risulta qualificato secondo i Requisiti della norma di riferimento. Tutto viene ritenuto solo un appesantimento burocratico.
    e) Ritengono che la certificazione sia “un fatto interno” e che tale riconoscimento gli consenta operatività riconosciuta indipendentemente da controlli e verifiche di parti seconda e sopratutto dal cliente.
    f) Non si comprende come nel caso di Committenti di valenza Pubblica come Ferrovie ed Enel (…non già ANAS,almeno mi risulta) applicano con estrema attenzione queste disposizioni legislative ed il rimanente della Pubblica Amministrazione ed imprese ne è costantemente all’oscuro.
    La Direzione lavori e l’Ufficio di Direzione
    a) Quasi mai la DL ,Direzione lavori,è cosciente o a conoscenza del Requisito Normativo, non conosce la portata e l’influenza del processo certificativo (ISO 9001) nell’Appalto.Non viene quasi mai insediato l’Ufficio di Direzione con funzione specifica per il controllo della conformità della Commessa come recita l’art.43 del 207 ,ancora in vigore.
    b) Pochissime Direzioni lavori sono qualificate direttamente a esercitare le funzioni di Auditor di parte seconda come richiederebbe la funzione e la normativa al riguardo ( UNI EN ISO 19011:2012).Non si conoscono le regole ed i requisiti da richiedere e da controllare alle imprese ed in particolar
    modo ai sub-appaltatori ed al loro controllo.
    c) Anche quando la Direzione Lavori è in Regime di Certificazione di Qualità ISO 9001, le cose non cambiano molto per la accondiscendenza e la sottovalutazione degli Enti di Certificazione Accreditati.
    Gli Organismi di Certificazione
    a) Hanno interesse a mantenere attivi i Certificati in quanto costituiscono reddito, con molta accondiscendenza verso le imprese che premono per avere anche solo formalmente la certificazione.
    b) Molto spesso utilizzano personale interno qualificato per molti settori,i più disparati fra di loro,ma scarsamente specifici per il settore EA 28 Costruzioni, come del resto prevede ACCREDIA nei suoi regolamenti di accreditamento RT05.
    c) Non sempre risulta accurato l’audit in campo per quanto riguarda il Cantiere,mentre tempi e modalità sono spesso insufficienti a valutare la conformità dell’ operare dell’impresa e dei direttori lavori da certificare.
    d) Non intervengono con sufficiente tempestività e con atti conseguenti in molti casi di Reclamo del Cliente.
    Accredia
    a) Ha emesso numerose e dettagliate disposizioni per l’attuazione di certificazioni il più possibili omogenee per valutazione e giudizio,in particolare per il settore costruzioni, ma la numerosità degli Organismi accreditati non consente un controllo operativo agevole.
    b) Non riesce ad intervenire con sufficiente celerità ed autorità nei numerosi casi di infrazioni alle regole e disposizioni emanate.Scarse le evidenze di ritiri o sospensioni degli accreditamenti.E’ un organismo che merita incentivazione ed appoggio.
    c) Non appare ( almeno a mia conoscenza) mai risolutivo e comunicato correttamente il risultato degli interventi in caso di Reclamo o inadempienza.
    d) Il meccanismo di sostentamento economico dipende dagli organismi di certificazione accreditati anche nel caso in cui la legislazione assegna importanti compiti di vigilanza che sarebbero decisamente più autorevoli se direttamente finanziati dallo Stato. Non intendo con questa elencazione fare accuse generiche ma semplicemente riportare uno stato di fatto difficile da smentire.E’ di tutta evidenza, tuttavia, che per porre parzialmente rimedio non occorrono
    modifiche legislative ma semplici atti amministrativi e richiami alle parti in causa. Per ovviare a queste situazioni necessiterà anche formazione ed informazione per i soggetti in causa e molta buona volontà.Spero di aver contribuito ad un piccolo passo di conoscenza reale dei problemi sul campo.

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