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Il decoro architettonico nel condominio: vademecum operativo

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Decoro architettonico

Il decoro architettonico è pacificamente considerato un bene comune il cui mantenimento è tutelato a prescindere dalla validità estetica delle modifiche che si vogliono apportare. All’interno del codice civile una definizione esplicita di tale nozione non esiste, ma la giurisprudenza ha negli anni costruito, in maniera alluvionale, i confini definitori del concetto di decoro architettonico.

Esso è racchiuso all’interno di due contrafforti tematici che fanno capo a due elementi: la sagoma (o struttura) dell’edificio da una parte e la facciata dall’altra. Il decoro viene abitualmente definito, per principio consolidato, come l’insieme armonico delle linee architettoniche e delle strutture ornamentali o, più sinteticamente, alla stregua dell’estetica complessiva che conferisce una determinata armoniosa fisionomia ed un’unica impronta all’aspetto dell’edificio nella sua totalità, senza che debba trattarsi di edifici di particolare pregio artistico.

Il decoro architettonico attiene, in sintesi, a tutto ciò che dell’edificio è visibile e apprezzabile dall’esterno, e la sua tutela è finalizzata alla conservazione delle linee originarie e caratterizzanti dell’immobile.

In origine, per quanto riguarda la disciplina del condominio, la tutela del decoro architettonico era prevista solo con riguarda alle innovazioni vietate, ma la giurisprudenza ne aveva esteso l’applicazione anche alle opere su beni privati e alle modificazioni ex art. 1102 codice civile. In sintesi, la tutela del decoro architettonico non era limitata agli interventi sui beni comuni poiché la sua alterazione può conseguire ad opere realizzate anche su parti di proprietà esclusiva.

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La riforma del condominio (avvenuta tra il 2012 e il 2013) ha recepito tali indicazioni di carattere giurisprudenziale aggiungendo all’art. 1122 c.c. la formula che prevede la salvaguardia della stabilità, della sicurezza, del decoro architettonico dell’edificio. Il concetto chiave è il seguente: le opere su parti comuni o private, a livello di semplici modifiche o di innovazioni, devono rispettare il decoro architettonico.

L’alterazione del decoro architettonico si concretizza in opere edili visibili, ovverosia idonee ad incidere sulla sagoma o la facciata dell’edificio, arrecando una disarmonia e un deterioramento del carattere estetico e dell’aspetto decorativo. Costituisce innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale non solo quella capace di alterare le linee architettoniche, ma anche quella che si rifletta comunque negativamente sull’aspetto armonico di esso, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio.

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Massimo Serra
Curatore e Coautore dell’opera, Avvocato Cassazionista del Foro di Roma, titolare e fondatore dello studio legale S.L.S., con esperienza ultra ventennale nel settore condominiale e dei diritti reali in genere. Cultore di diritto privato e formatore in seminari specialistici con riguardo alla figura dell’avvocato nella difesa del condominio e relazioni tra difesa, amministratore, controparte e condomini. Docente in scuole, centri di studi giuridici di diritto privato e penale e membro del comitato editoriale di rivista
sul diritto dell’internet. Esperto di riscossione del credito con pubblicazioni sul credito condominiale e sulla solvibilità del condominio. Partecipazione in qualità di relatore a
conferenze sulla mediazione e sulla negoziazione assistita in ambito condominiale. Partecipazione ad appuntamenti di studio. Ha curato il manuale del condominio oltre a pubblicare monografie ed edizioni scientifiche sullo stesso tema ed altri istituti collegati e connessi quali la multiproprietà, la comunione, la locazione, gli appalti e la responsabilità nel mandato.

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Giuseppe Bordolli
Mediatore e docente in corsi di formazione per le professioni immobiliari, è esperto di Diritto immobiliare con pluriennale esperienza in attività di consulenza per amministrazioni condominiali e società di intermediazione immobiliare. È collaboratore del Quotidiano condominio 24 ore, di Diritto.it e di varie riviste di diritto immobiliare. Autore di numerose pubblicazioni in materia.

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1 COMMENTO

  1. Ho un appartam. in un palazzo storico in centro a Cesena(FC). scellerati amm/ri e l’attuale non da meno, hanno stipulato una POLIZZA ASSICURATIVA fantasma. Cerco di darvi solo dati DOCUMENTATI DA EPISODI INENARRABILI. Da circa 20 anni, da quano si presume sia stata partita, MA SENZA UNA DELIBERA, MAI,MAI DISCUSSA O RINNOVATA IN UNA QUALSIASI ASSEMBLEA. NON OBBLIGATORIA PERCHè NON PREVISTA NE DA ROGITI, NE DA REGOLAM. DI CONDOMINIO, ASSEMBLEARE.VENGO AL NOCCIOLO: l’ASSICURAZIONE STIPULATA PER ( NON COPRIRER)!!! CERTI AFFRESCHI, DA NESSUNO VALUTATI; NESSUN VERBALE ASSEMBLEARE E PER 20 ANNI CONTIENE MENZIONE DI TALE ASSICURAZIONE CHE CI COSTA, UDITE BENE!!!9.000 EURI OGNI ANNO.Io da oltre 5 anni chiedo lumi, ma esiste un NIET!!! MI NSCRIVERò AL VS. SITO l’ho scoperto solo pochi giorni fa però, se potete, datemi consigli. grazie piero bagnolini

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