Il workshop universitario come fucina di idee progettuali per la Pubblica Amministrazione

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Un workshop progettuale è un momento di riflessione full immersion per un confronto dialettico fra docenti, tutor, studenti ed esperti, finalizzato all’elaborazione di concept e proposte progettuali su argomenti emergenti, collegati a criticità territoriali concrete, e declinate nelle diverse scale e modalità comunicative del progetto. Un’attività, di norma, fortemente interdisciplinare.

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Quartiere Barca a Bologna. Vista aerea del quartiere e fronte di una palazzina tipo (in alto a sinistra), analisi tecniche preliminari (in basso a sinistra), schemi progettuali di funzionamento ambientale (a destra). Sul fronte del sistema impiantistico le principali tipologie introdotte sono lo sfruttamento dell’impianto di teleriscaldamento, l’inserimento di pareti interne radianti a riconfigurazione della distribuzione spaziale degli alloggi, l’integrazione di 11 kWp di fotovoltaico amorfo sulle falde esposte a Est e Sud di ciascun edificio e il trattamento cool-roof per le rimanenti falde orientate a Nord e Ovest. Alcune soluzioni bioclimatiche che prevedono la realizzazione di sistemi di verde verticale sono state applicate alle logge con funzione di schermatura solare e controllo del surriscaldamento delle superfici trasparenti nel periodo estivo, permettendo comunque lo sfruttamento dei guadagni solari in inverno. È stato inoltre previsto il raffrescamento degli alloggi attraverso l’utilizzo del vano scala quale camino di ventilazione, in grado di espellere l’aria calda attraverso le aperture in sommità e di distribuire ai vari piani aria più fresca.

 

Il Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, attraverso il Centro Ricerche Architettura>Energia, ha condotto alcune esperienze di workshop universitari per supportare le Amministrazioni e gli Enti pubblici dei comuni di Bologna, Argenta e Reggio Emilia, con il fine ultimo di inquadrare i problemi e le criticità soprattutto culturali, ambientali e sociali, fornendo una prima soluzione documentata e tangibile, giacché non solo descritta a parole, ma disegnata e soprattutto pronta per essere comunicata alla collettività.

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Fabbricato industriale ex-Tecnoform ad Argenta. Piante del progetto: (dall’alto in basso) piano terra, primo piano, soluzioni di assetti variabili della grande sala polivalente al piano terra per consentire diversi tipi di manifestazione, attraverso l’impiego di pareti mobili componibili che, nella situazione a pianta completamente libera, vengono integrate nelle pareti perimetrali.
Il nuovo programma funzionale prevede, a piano terra (da sinistra a destra nell’immagine), una sala polivalente piccola (per circa 100 persone), un bar con cucina, un blocco di servizi igienici, una sala polivalente grande, utilizzabile per molteplici attività fra cui feste, proiezioni e altri grandi eventi, per un massimo di circa 400 persone, depositi destinati ad attività diverse, fra cui laboratori e officina, e un nuovo blocco scale di collegamento con il piano primo, dove trovano collocazione sale prove per i gruppi musicali, particolarmente attivi a livello locale, e una zona servizi.

 

La prima esperienza (SAIEnergy 2009, Bologna) è stata l’elaborazione di proposte di intervento per il patrimonio immobiliare esistente del quartiere di edilizia residenziale sociale Barca a Bologna, progettato durante il secondo settennio Ina-Casa dall’architetto Vaccaro. L’intervento si pone l’obiettivo di affrontare in modo organico il tema della riqualificazione urbana, sociale, funzionale ed energetico-ambientale, dalla scala di quartiere fino alla singola unità abitativa.

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Aree ex Consorzio Agrario Provinciale e Mercato ortofrutticolo M.A.P.R.E. a Reggio Emilia. Masterplan generale della proposta e vista virtuale di studio della “cattedrale” recuperata (ex silos), con il nuovo fronte traslucido che guarda sulla piazza. Il programma funzionale è costruito attorno a un tema aggregativo preciso, quello dell’agro-alimentare, come sedimentazione della memoria dell’area. Mobility, sociality, green living e old building identity sono i motori della rigenerazione del tessuto edilizio. Una nuova piazza baricentrica, car-free, restituisce uno spazio urbano connettivo e ramificato che crea valore sociale.

 

Un secondo workshop (2010, Argenta) ha fornito una risposta concreta al problema del recupero e della rifunzionalizzazione dei fabbricati artigianali dismessi, con obiettivi di miglioramento della permeabilità urbana dell’area di pertinenza, di integrazione spazio-funzionale delle attività ricreative e dei circoli giovanili, di implementazione delle prestazioni energetiche e ambientali del sistema edificio-impianto e, non ultimo, di caratterizzazione morfologico-architettonica, in un’ottica di risparmio economico nelle fasi d’uso da parte del gestore.
Un’ultima attività, che si pone in stretta continuità con la precedente, ha riguardato il tema della riqualificazione di aree produttive dismesse semi-periferiche (Made Expo, 2012, Milano).

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Studenti e tutor al lavoro sul grande plastico di studio dell’area di progetto, dove poter sagomare e sperimentare in tempo reale le diverse soluzioni spazio-volumetriche.

 

Lo scopo principale dello studio progettuale è stato lo sviluppo del concetto di Smart City e, in particolare, la sostenibilità ambientale, economica e sociale della città contemporanea, un traguardo possibile grazie a un corpo di interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana finalizzati alla rifunzionalizzazione attraverso un processo sostenibile, capace di trasformare un’area obsoleta in una scommessa per il futuro, consentendole di reinserirsi nelle dinamiche cittadine con rinnovata utilità.

 

articolo di Paola Boarin *, Pietromaria Davoli **
* Architetto e Dottore di Ricerca in Tecnologia dell’Architettura. Afferisce alla sezione “Architettura” del Centro Ricerche “Architettura>Energia” ed è docente incaricato di Tecnologia dell’Architettura, Laboratorio di Costruzione dell’Architettura 1 presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara.
** Professore straordinario e Ph.D. di Tecnologia dell’Architettura presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Ferrara. Responsabile della sezione “Architettura” del Centro Ricerche Architettura>Energia.

Redazione Tecnica

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