Entra ufficialmente in vigore dal 28 settembre 2013 la nuova legge regionale dell’Emilia-Romagna 30 luglio 2013, n. 15 sulla semplificazione edilizia, la prima che ha ripreso i contenuti del Decreto del Fare nell’ambito delle procedure autorizzative nel settore delle costruzioni.

L’Emilia-Romagna ha così riordinato e innovato la materia dell’edilizia, sostituendo la legge regionale n. 31 del 2002 e apportando modifiche alla legge regionale n. 23 del 2004, necessarie a raccordare la disciplina degli abusi edilizi con il nuovo regime dei titoli edilizi e dell’attività edilizia libera.

L’aspetto di principale innovazione della legge regionale 15/2013 è costituito dalla sostituzione della SCIA alla DIA, come titolo abilitativo della maggior parte degli interventi edilizi (sostanzialmente di tutti quelli sul patrimonio edilizio esistente e delle nuove costruzioni puntualmente disciplinate dalla pianificazione urbanistica). In proposito leggi anche il post Emilia-Romagna, la SCIA sostituisce la DIA negli interventi edilizi.

Per avere un quadro complessivo di tutte le novità e le semplificazioni in materia edilizia realizzate con questa legge in Emilia-Romagna, rimandiamo i lettori alla tabella di sintesi dopo la LR 15/2013.

Ricordiamo infine che, sempre dal 28 settembre 2013, cessano di avere efficacia le deliberazioni dei Consigli comunali con le quali, ai sensi gli interventi edilizi di risanamento conservativo e restauro, di ristrutturazione e di mutamento di destinazione  d’uso senza opere siano stati assoggettati a permesso di costruire (art. 57, comma 3, LR n. 15 del 2013).

Sull’analisi particolareggiata dei contenuti e dei riflessi sull’operatività nel settore edilizio della legge regionale 15/2013 rimandiamo all’approfondimento di Valeria Tarroni, responsabile del Servizio Edilizia e Ambiente del Comune di Imola, che sarà pubblicato sul numero di ottobre 2013 de L’Ufficio Tecnico.

di Mauro Ferrarini


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