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Ok proposta di legge equo compenso. CNI: un indiscutibile passo avanti per la professione

II Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) accoglie con favore la proposta di legge sull’equo compenso approvata dalla Camera e ne auspica una rapida approvazione anche in Senato

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La proposta di legge sull’equo compenso restituisce dignità al professionista e difende il diritto dei cittadini a ricevere servizi di qualità.

Il 25 gennaio 2023 la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sull’equo compenso avanzata come primi firmatari dal Presidente del Consiglio Onorevole Giorgia Meloni e dall’Onorevole Morrone. Per il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI): “si tratta di un indiscutibile passo avanti che non solo restituisce dignità al professionista valorizzandone il ruolo sociale, economico ed istituzionale, ma, soprattutto, difende il diritto dei cittadini a ricevere servizi di qualità”, commenta il Presidente l’Ing. Angelo Domenico Perrini.

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Stop alle gare al ribasso

Stabilire che il compenso di un qualsiasi professionista debba essere commisurato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, infatti, mette la committenza e, in maniera più ampia, la società al riparo da pericolose gare al ribasso che rischiano di pregiudicare la qualità delle prestazioni offerte.

Garantire e sostenere la qualità delle prestazioni offerte dai propri iscritti è uno dei compiti che da sempre caratterizza il Consiglio Nazionale degli Ingegneri e, più in generale, gli Ordini professionali. Prevedendone il coinvolgimento sia nel processo di valutazione dei compensi sia nella concreta implementazione dei diversi istituti previsti, la proposta di legge sull’equo compenso non fa che confermare la centralità degli Ordini professionali nel perseguire l’interesse pubblico.

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Ed è proprio nell’interesse pubblico che il CNI auspica non solo una rapida approvazione della proposta di legge, ma anche che questa possa rappresentare il primo passo verso un ulteriore intervento normativo che ne ampli la portata anche ai rapporti privatistici, e non solo per le prestazioni rese in favore della Pubblica amministrazione, e verso la revisione delle tariffe giudiziarie che ad oggi risultano ancora ferme al 1980.

Comunicato stampa a cura di Giuseppe Gioseffi – Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Settore Segreteria e Affari Generali, Ufficio Comunicazione

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