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Sostituzione pavimento e spostamento scarico? No al Bonus Mobili per la cucina

iStock.com/erhui1979

La nostra esperta Lisa De Simone risponde alle domande poste dagli utenti sulle detrazioni fiscali in edilizia. Il quesito analizzato questa settimana è il seguente:

“Vorrei usufruire del Bonus Mobili per l’acquisto di una cucina. Gli interventi edili che dovrei fare sono, oltre alla sostituzione degli infissi per i quali però usufruirò dell’Ecobonus, la sostituzione delle piastrelle del pavimento di sala e cucina e lo spostamento di uno scarico della cucina. Vorrei sapere se questi interventi possono bastare per rientrare nella categoria di “ristrutturazione” e poter quindi accedere al Bonus Mobili. Grazie anticipatamente per la risposta.”

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Bonus mobili ridotto in versione 2023

Il quesito del nostro lettore ci dà l’occasione per tornare a fare un focus sull’agevolazione che a partire dal 2023 sarà drasticamente ridimensionata in quanto il tetto di spesa ammesso scende da 10 mila a 5 mila euro. Ma non solo. Il Bonus Mobili, infatti, può essere riconosciuto una sola volta per immobile per lavori che sono realizzati nell’anno in corso o in quello precedente all’acquisto.

In questo secondo caso, però, ai fini del conteggio complessivo si debbono considerare gli acquisti effettuati nell’arco dei due anni. Di conseguenza chi ha fatto lavori quest’anno e si appresta a fare spese per gli arredi di qui a Natale, oppure ha approfittato del Black Friday, dovrà considerare che se ha già superato i 5 mila euro ad esempio solo per rinnovare gli arredi, non potrà spendere altri 5 mila euro per gli elettrodomestici nel 2023 dato che il prossimo anno il tetto di spesa è fissato proprio in 5 mila euro. E dovendo tenere in conto gli acquisti del 2022 non c’è proprio margine.

Quindi se la spesa programmata è superiore restano solo pochi giorni a disposizione per approfittare del massimo dell’agevolazione.

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Manutenzione straordinaria e sconto sugli arredi

Non va dimenticato poi che condizione indispensabile per il Bonus è che i lavori di tipo edilizio vengano almeno avviati prima di fare gli acquisti. Com’è noto si deve trattare almeno di lavori di manutenzione straordinaria, altrimenti la detrazione fiscale per ristrutturazione non scatta.

Su questo punto c’è da dire che con le semplificazioni introdotte nell’ambito dell’edilizia libera può sembrare che sia sufficiente qualche piccolo intervento per rientrare nelle regole, ma in realtà non è così. Non basta cambiare un pavimento o spostare uno scarico per poter qualificare l’intervento come manutenzione straordinaria in quanto da questo punto di vista fanno testo le regole dettate con la circolare 57/1998 dall’allora Ministro delle finanze in occasione dell’entrata in vigore della detrazione per ristrutturazione.

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Cambiare il pavimento non basta

La circolare fin da subito ha classificato tra gli interventi di manutenzione ordinaria quelli che riguardano le operazioni di rinnovo o di sostituzione di elementi di finitura degli edifici, nonché tutti gli interventi necessari per mantenere in efficienza gli impianti tecnologici, con materiali analoghi a quelli esistenti. Caratteristica della manutenzione ordinaria, in sostanza è la realizzazione di opere sostanzialmente di riparazione dell’esistente, tra le quali rientrano la sostituzione integrale o parziale di pavimenti e la riparazione degli impianti.

La manutenzione straordinaria, invece, si riferisce ad interventi, di natura edilizia ed impiantistica finalizzati ad adeguare all’uso corrente l’edificio e le singole unità immobiliari, e corrisponde quindi al criterio dell’ innovazione nel rispetto dell’immobile esistente.

Gli interventi che il nostro lettore ha in programma, dunque, non consentono di accedere al Bonus Mobili dato che rientrano senza dubbio alcuno nella manutenzione ordinaria, senza innovazione alcuna, in quanto semplicemente si sostituiscono delle mattonelle con altre mattonelle. Quindi solo con questo intervento il Bonus Mobili non spetta, e certamente il semplice spostamento di uno scarico di qualche centimetro non può essere considerato come “rifacimento dell’impianto idrico”.

Ma per avere lo sconto fiscale sulla nuova cucina non tutto è perduto, a patto di non chiedere l’Ecobonus sugli infissi.

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Nuovi infissi e bonus casa

La sostituzione degli infissi con l’Ecobonus, infatti, oggi come oggi ha perso i vantaggi iniziali. Non di certo perché l’operazione non sia conveniente dal punto di vista del risparmio energetico, ma perché l’aliquota di detrazione, fino al 2018 fissata al 65%, è stata da allora allineata a quella del bonus casa e ridotta al 50%. In più per richiedere il bonus occorre presentare la pratica all’Enea, il che comunque ha un costo burocratico.

Per la sostituzione degli infissi, però, si può approfittare proprio del Bonus Casa in quanto, come precisa la circolare, sono ricompresi nella manutenzione straordinaria proprio gli interventi di sostituzione di infissi esterni e serramenti o persiane con serrande, con modifica di materiale o tipologia di infisso. In pratica tutti gli infissi a risparmio energetico che sono ammessi all’ecobonus possono tranquillamente godere del bonus casa e consentire così di accedere anche al bonus mobili.

Quindi se il nostro lettore non ha ancora presentato all’Enea la pratica per gli infissi ha la possibilità di sfruttare questo intervento per avere il Bonus Mobili per cambiare la cucina.

Viceversa se ha già concluso la pratica non potrà contare sul bonus dal momento che gli interventi programmati rientrano nella manutenzione ordinaria.

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Immagine: iStock/erhui1979