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Autorizzazioni più veloci per progetti di energia rinnovabile: dall’UE un regolamento di emergenza

Con l'approvazione da parte dal Consiglio, la proposta entrerà in vigore con urgenza e sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ecco cosa prevede il nuovo regolamento che integra quanto già previsto dal piano REPowerEU

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velocizzazione procedure energie rinnovabili

La lentezza delle procedure autorizzative minaccia la realizzazione di progetti di energia rinnovabile e l’indipendenza dai combustibili fossili russi. Per questo la Commissione europea ha presentato la proposta di un nuovo regolamento temporaneo di emergenza per accelerare la diffusione delle fonti di energie rinnovabili, quindi velocizzare l’iter autorizzativo che può ostacolare il processo e la portata degli investimenti.

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Il regolamento si applicherà per un anno al fine di garantire un periodo di tempo necessario per l’adozione e il recepimento in tutti gli Stati membri della direttiva sulle energie rinnovabili, attualmente all’esame dei colegislatori.

Oltre ad ambire ad una diversificazione dell’approvvigionamento, ad una drastica riduzione della domanda energetica da combustibili fossili, quindi ad un calo dei costi, con tali misure, l’UE prosegue la lotta ai cambiamenti climatici.

La Commissione Europea rende noto che il 2022 sarà un anno record in termini di capacità supplementare di energia rinnovabile, che si prevede supererà i 50 GW, ma per raggiungere l’obiettivo fissato al 2030 è necessario incrementare di un ulteriore 50%, per raggiungere i 60 GW/anno.

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REPowerEU rafforzato con il regolamento

La Commissione Europea intende accelerare il piano REPowerEU che già prevede misure di snellimento per le lunghe e articolate procedure amministrative che rallentano gli investimenti nell’energia da fonti rinnovabili e nelle relative infrastrutture.

L’urgenza di intervenire con un ulteriore regolamento temporaneo è dovuta al peggioramento della situazione mercati energetici. La Commissione presenta questa proposta a breve distanza dal piano REPowerEU per rispondere tempestivamente alla richiesta del Consiglio europeo di velocizzare la semplificazione delle procedure autorizzative e diffondere l’energia rinnovabile e delle reti.

Il regolamento di emergenza si basa sull’articolo 122 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (Parte terza – Politiche e azioni interne dell’Unione – TITOLO VIII – Politica economica). L’articolo prevede che, salva ogni altra procedura prevista dai trattati, il Consiglio, su proposta della Commissione, può decidere, in uno spirito di solidarietà tra Stati membri, le misure adeguate alla situazione economica, nello specifico qualora sorgano gravi difficoltà nell’approvvigionamento di determinati prodotti, in particolare nel settore dell’energia.

Con l’approvazione da parte dal Consiglio, la proposta entrerà in vigore con urgenza e sarà direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Il regolamento non modifica gli obiettivi stabiliti nel piano REPowerEU, ma cerca di rimuovere gli ostacoli nelle procedure autorizzative che rallentano i progetti di energia rinnovabile.

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Interesse pubblico prevalente e autorizzazioni entro un mese per impianti solari su edifici

La Commissione Europea spiega che riconoscendo ai nuovi progetti per le centrali elettriche per la produzione di energia rinnovabile, per le pompe di calore o per l’energia eolica la presunzione di interesse pubblico prevalente e l’interesse per la salute e la sicurezza pubblica, sarebbe possibile applicare agli stessi, se necessario, una valutazione semplificata per le deroghe specifiche previste dalla normativa ambientale pertinente dell’Unione con effetto immediato, durante il periodo di validità del regolamento proposto.

Con il nuovo regolamento si intende rendere più rapide le procedure autorizzative per l’installazione delle apparecchiature solari su strutture artificiali, come gli edifici, i parcheggi, i capannoni, le infrastrutture di trasporto. La Commissione propone il termine massimo di un mese per la procedura di autorizzazione per le apparecchiature per l’energia solare e i relativi impianti di stoccaggio co-ubicati e la connessione alla rete qualora l’installazione non avvenga su un terreno naturale.

Inoltre, per i piccoli impianti con capacità inferiore a 50 kW il regolamento del Consiglio prevede l’esonero dall’obbligo di effettuare determinate valutazioni ambientali rendendo valido il silenzio-assenso della pubblica amministrazione nelle pertinenti procedure di rilascio delle autorizzazioni.

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Potenziamento centrali elettriche per la produzione di energia rinnovabile

Con il nuovo regolamento, l’intenzione è quella di intervenire sulle centrali elettriche esistenti che producono energie rinnovabili, razionalizzando la procedura di rilascio delle autorizzazioni applicabile alla revisione della potenza dei progetti in materia di energia rinnovabile includendo tutte le valutazioni ambientali pertinenti nel nuovo termine massimo di sei mesi.

Per capire meglio cosa si intende per revisione della potenza, la Commissione Europea fa degli esempi:

  • energia eolica onshore > si stima che tra il 2021 e il 2025 circa 38 GW, corrispondenti approssimativamente a un quarto della capacità installata odierna, raggiungano la fine della normale vita operativa di 20 anni. La revisione della potenza con turbine più moderne consente di mantenere la capacità esistente con un numero minore di turbine più grandi ed efficienti, o di aumentare la capacità dell’impianto;
  • energia solare > con un impianto è possibile aumentare l’efficienza e la capacità senza aumentare lo spazio occupato.

Con la nuova regolamentazione, le valutazioni ambientali, legate alla revisione della potenza degli impianti, si limiteranno a valutare gli effetti potenziali derivanti dalla modifica o dall’estensione rispetto al progetto iniziale. Inoltre, è prevista la procedura semplificata per le connessioni alla rete nei casi in cui la revisione della potenza non aumenti di oltre il 15 % la capacità totale rispetto al progetto iniziale.

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Foto:iStock.com/RossHelen


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