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Superbonus: proroga unifamiliari e dal 2023 aliquota più bassa e limiti di reddito

La proroga di tre mesi del 110 per concludere i lavori nelle villette che hanno raggiunto almeno il 30% a fine settembre è una delle novità contenute nella bozza dell’art. 7 del decreto Aiuti 4. Vediamo quali sono le altre modifiche in arrivo per il Superbonus

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superbonus unifamiliari 2023

(Aggiornamento del 24 novembre 2022) Superbonus con aliquota ridotta al 90 per cento dal prossimo anno e si aggiungono le novità per la compensazione in 10 anni da parte del cessionario.

Villette ammesse solo se prima casa e con limiti di reddito del proprietario.

Proroga di tre mesi “a sorpresa” per concludere i lavori nelle villette che hanno raggiunto almeno il 30% a fine settembre e avere così l’aliquota del Superbonus confermata al 110 per cento.

Per i condomini che non hanno ancora dato il via ai lavori la stessa aliquota è ammessa solo se è già stata presentata la CILAS. Questo le novità contenute nella bozza dell’art. 7 del decreto Aiuti 4 entrata ieri dal Consiglio dei ministri. C’è tempo fino al 25 novembre per presentare la CILAS e garantirsi il Superbonus al 110% anche per le spese del 2023. Lo ha annunciato la presidente Meloni presentando il provvedimento il giorno dopo la sua approvazione. Rispetto alla bozza di testo circolato si tratta quindi di riconoscere qualche giorno in più almeno per depositare il documento.

Ecco cosa prevede il testo del decreto pubblicato in Gazzetta.

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Aliquota più bassa nel 2023

Come ampiamente preannunciato, dunque il Superbonus scende al 90 per cento per il prossimo anno e poi continuerà a calare come già previsto per gli anni 2024, al 70 per cento, e per il 2025 al 65 per cento.

Nessun ritocco al ribasso, invece, per gli immobili nei crateri del terremoto lesionati dal sisma, per i qual l’aliquota al 110 per cento è prevista fino al 31 dicembre 2025, sia in caso di condomini che in caso di immobili unifamiliari.

Nel decreto, infatti, non risultano modifiche in questo senso.

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Boccata d’ossigeno per le villette

È stata proprio prevista a sorpresa e costituisce un a vera novità la proroga di tre mesi per concludere i lavori nelle villette e negli immobili funzionalmente autonomi che hanno raggiunto un Sal di almeno il 30 per cento a settembre scorso. La scadenza del 31 dicembre viene in fatti prorogata al 31 marzo 2023 senza riduzioni di aliquota.

Non si tratta, comunque, di una proroga generalizzata ma solo della possibilità di portare avanti i lavori, in molti casi bloccati dalla crisi di liquidità delle imprese, in un  orizzonte temporale più lungo. Questo dovrebbe consentire di trovare soluzioni anche alla luce dell’intenzione del governo di intervenire per sbloccare lo stallo sul mercato della cessione dei crediti.

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Dal 2023 solo unifamiliari prima casa con limiti di reddito

Per il prossimo anno, invece, il Superbonus per le villette è drasticamente ridimensionato: potranno accedere infatti solo proprietari, nudi proprietari o usufruttuari che hanno un reddito di riferimento non superiore a 15 mila euro, calcolato dividendo la somma dei redditi complessivi posseduti, nell’anno precedente quello di sostenimento della spesa, dal contribuente, dal coniuge, dal soggetto legato da unione civile o dal convivente, e da eventuali familiari a carico secondo la seguente tabella:

Numero di parti
Contribuente 1
Se nel nucleo familiare è presente un coniuge, il partner dell’unione civile o il convivente si aggiunge 1
Se nel nucleo familiare sono presenti familiari diversi da coniuge, partner o convivente che nell’anno precedente sono risultati a carico in numero pari a:
un familiare si aggiunge 0,5
due familiari si aggiunge 1
tre o più familiari si aggiunge 2

 

Inoltre per poter usufruire del Superbonus occorre essere già proprietari dell’edificio unifamiliare. Niente detrazione, quindi, a chi compra ora la villetta sperando di riqualificarla a spese delle casse dello Stato.

Inoltre con la nuova formulazione del testo vengono esclusi dalle agevolazioni per le villette eventuali comodatari e inquilini, anche in questo caso evidentemente per ridurre le spese.

Questa restrizione non riguarda comunque gli interventi condominiali, per i quali le regole restano invariate, e quindi l’agevolazione spetta a prescindere dal fatto che l’immobile interessato ai lavori sia prima o seconda casa, come pure non si applicano i nuovi limiti di reddito.

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Niente 110 per cento nel 2023 per i condomini che non hanno ancora presentato la CILAS

Per i condomini c’è tempo fino al 25 novembre per presentare la CILAS e garantirsi il Superbonus al 110% anche per le spese del 2023. Ad annunciarlo è la presidente Meloni che ha presentato il provvedimento il giorno dopo la sua approvazione. Rispetto alla bozza di testo circolato si tratta quindi di riconoscere qualche giorno in più almeno per depositare il documento.

Il testo prevede che potranno usufruire dell’aliquota al 110 per cento anche il prossimo oltre ai condomini che hanno già i lavori in corso, quelli che hanno già effettuato le pratiche al Comune. La riduzione dell’aliquota non si applica agli interventi per i quali, alla data del 25 novembre 2022 sia stata presentatala CILAS, ovvero, per quelli di demolizione e ricostruzione degli edifici per i quali risultino avviate le relative formalità amministrative per l’acquisizione del titolo abilitativo.

Ritocco all’ingiù, invece, per tutti gli altri, salvo modifiche.

>> Scarica il testo dell’articolo 119 Decreto Rilancio, integrato al Decreto Aiuti 4 <<

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Foto:iStock.com/PhotoAttractive


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