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Come creare un cappotto termico interno efficace: tutto quello che c’è da sapere

Vediamo le caratteristiche del cappotto termico interno, in particolare di quello realizzato con isolanti riflettenti a spessore sottile

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cappotto termico interno

Tra le migliori soluzioni di efficientamento energetico e riduzione delle dispersioni termiche è possibile annoverare il cappotto termico interno, in quanto permette di ottimizzare l’isolamento termoacustico di un edificio senza intervenire sull’involucro esterno. Si tratta di un’opzione utile in molteplici contesti, ad esempio laddove non è possibile realizzare un cappotto termico esterno.

Il cappotto termico interno prevede l’applicazione di isolanti termici all’interno delle strutture orizzontali e verticali dell’edificio, allo scopo di diminuire i consumi energetici (e i costi in bolletta) e migliorare il comfort abitativo, per un benessere termico sostenibile.

Un aspetto essenziale riguarda la scelta del materiale isolante, decisione da prendere con attenzione considerando aspetti come lo spessore, le prestazioni isolanti, la sicurezza e l’impatto ambientale.

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In ogni caso, per procedere all’installazione di un cappotto termico interno è fondamentale rivolgersi ad aziende specializzate, tra cui possiamo trovare realtà specializzate come Vanoncini, che da sempre mette a disposizione soluzioni efficaci, ecologiche e sicure.

Come realizzare un cappotto termico interno in modo efficace

Negli ultimi 15 anni si è consolidato l’utilizzo dei materiali termoriflettenti multistrato, con i quali realizzare una borsa termica a basso spessore dentro l’involucro disperdente perimetrale.

Gli isolanti riflettenti a spessore sottile permettono di evitare tutti i disagi classici legati ai cappotti termici interni, tra cui la perdita di volume e di superficie dello spazio abitabile. Considerando che con i materiali tradizionali lo spessore è compreso in genere tra 140 e 240 mm di lana minerale in base al tipo di prodotto, con i materiali termoriflettenti a basso spessore l’ingombro si riduce fino a un massimo di 30 mm, più lo spazio necessario per le lame d’aria.

Inoltre, realizzando anche una controparete di finitura interna stratificata a secco è possibile ottenere prestazioni ottimali di isolamento acustico, per abbinare al risparmio energetico anche il miglioramento del comfort acustico all’interno dello spazio abitativo.

La riduzione dello spessore dell’isolante rende il cappotto termico interno ancora più performante nel campo della riqualificazione energetica degli edifici, anche in presenza di sistemi di ventilazione meccanica controllata VMC o negli edifici di interesse storico.

Rispetto al cappotto termico esterno che interviene sulla facciata dell’edificio, il cappotto termico interno non crea nessuna alterazione all’esterno della costruzione e contribuisce alla conservazione dell’estetica dell’immobile. L’isolante può essere installato sul tetto, sul sottotetto, sul pavimento o sui muri, intervenendo su tutte le superfici orizzontali e verticali disperdenti collegate con l’esterno dell’edificio.

Il cappotto termico interno interviene su tutte le modalità di dispersione termica

Le dispersioni termiche non sono tutte uguali, ma possono verificarsi in modalità differenti all’interno degli edifici. Ciò dipende dalla diversa trasmissione del calore tra l’interno e l’esterno degli immobili, processo che può avvenire in vari modi rappresentando altrettante condizioni di dispersioni termiche.

Una di queste è l’irraggiamento termico, una trasmissione del calore che non ha bisogno di supporti fisici in quanto avviene sotto forma di radiazione elettromagnetica.

La dispersione termica può occorrere anche per convenzione, un fenomeno legato al movimento dell’aria calda provocato da una differenza di temperatura e massa, ad esempio come l’aria calda che una volta riscaldata tende a salire verso l’alto in quanto ha un peso specifico più basso rispetto all’aria fredda. La terza modalità è la conduzione, ovvero la trasmissione di calore per contatto alla base del principio di funzionamento dei termosifoni.

L’ultimo modo è il cambiamento di fase, quando il calore viene trasmesso tra due corpi in seguito al cambiamento di stato, ad esempio il passaggio dallo stato liquido a quello gassoso che genera calore alla base del funzionamento di climatizzatori, caldaie a condensazione e pompe di calore.

Con un cappotto termico interno è possibile agire su tutte e quattro le modalità di trasmissione del calore, riducendo le dispersioni termiche legate a fenomeni di conduzione, convenzione, irraggiamento e cambiamento di fase.

Gli isolanti stratificati termoriflettenti, infatti, riflettono l’irraggiamento infrarosso verso la sorgente emissiva, contrastano le infiltrazioni di aria calda e fredda, offrono una barriera contro la conduzione e impediscono la condensa sulla facciata interna.

In questo modo è possibile ridurre in modo considerevole tutte le dispersioni termiche dell’edificio, con benefici concreti in termini di abbattimento dei consumi di energia e usufruire di un comfort interno ottimale e sostenibile.

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Immagine: iStock/Visivasnc


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