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DL Aiuti opere pubbliche. Compensazione prezzi valida per lavori e non per parcelle

Non è previsto alcun adeguamento dei corrispettivi dovuti per servizi: il Servizio giuridico del Ministero Infrastrutture ha fornito un recente chiarimento. Ecco cosa è emerso

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Compensazione prezzi parcelle

Il decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, detto DL Aiuti, recante “misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi Ucraina”, è stato convertito in legge e pubblicato nella Gazzetta n.164 del 15 luglio 2022.

All’articolo 26 – Disposizioni urgenti in materia di appalti pubblici di lavori – vengono fornite disposizioni sul sistema di revisione prezzi e compensazione per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei materiali da costruzione, nonché dei carburanti e dei prodotti energetici, in relazione agli appalti pubblici di lavori.

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Ma a fronte dell’aggiornamento dei corrispettivi dei lavori, è necessario applicare anche il relativo adeguamento dei corrispettivi dei servizi legati alla fase esecutiva cioè per la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza?

Si tratta di un interrogativo presentato da una stazione appaltante al Servizio giuridico del Ministero Infrastrutture che a proposito di ciò, ha poi fornito un recente chiarimento.

Vediamo nel dettaglio.

Leggi anche: Compensazione e revisione prezzi lavori pubblici: un vademecum da Assistal

L’interpretazione della stazione appaltante

La stazione appaltante, che si rivolge al Servizio giuridico del Ministero Infrastrutture, ritiene:

“Con riferimento alle disposizioni di cui all’art. 26 del D. Lgs. 50/2022, considerato che l’obbligo di revisione prezzi introdotto dall’art. 29 D. L. 27.01.2022 n. 4 interessa anche i servizi, si ritiene che a fronte dell’aggiornamento dei corrispettivi dei lavori, debba necessariamente applicarsi anche il corrispondente adeguamento dei corrispettivi dei servizi legati alla fase esecutiva (direzione lavori e coordinamento sicurezza) mediante ricalcolo della parcella tenendo conto del nuovo importo lavori determinato mediante applicazione dell’art. 26 D. Lgs. 50/2022; l’incremento riguarderà solo la parte di lavori eseguiti dopo il primo gennaio 2022.”

A tal proposito la SA chiede conferma della correttezza di quanto sopra rappresentato.

Non perderti: Linee guida determinazione prezzari regionali: il calcolo per definire il prezzo dell’opera

Ok adeguamento prezzi prodotti, attrezzature e lavorazioni, no onorari

Il Servizio Giuridico è chiaro a tal proposito:

“Il meccanismo compensativo previsto dalla norma riconosce un adeguamento dei prezzi, con relativa adozione dello stato di avanzamento dei lavori, emissione del certificato di pagamento e corresponsione del relativo pagamento, unicamente con riguardo alla determinazione del costo dei prodotti, delle attrezzature e delle lavorazioni eseguite dall’appaltatore, non essendo, invece, previsto alcun adeguamento dei corrispettivi dovuti per servizi”.

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Pertanto non viene riconosciuta, a seguito della revisione prezzi relativamente al costo dei lavori, la possibilità di adeguare al rialzo i corrispettivi per i servizi di direzione lavori e coordinamento sicurezza legati all’esecuzione dell’appalto.

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Aumento prezzi e il rischio del blocco cantieri

Come ricordava ASSISTAL – Associazione Nazionale Costruttori di Impianti e dei Servizi di Efficienza Energetica (ESCo) e Facility Management – nel vademecum destinato agli operatori Le misure per la compensazione e la revisione dei prezzi nei lavori pubblici”, l’aumento dei prezzi dei materiali impiegati nella costruzione di impianti e nei servizi energetici e di facility management così come i rincari delle commodity energetiche stanno impattando seriamente sulla tenuta finanziaria delle imprese, rischiando di compromettere la ripresa economica del nostro Paese.

Per fronteggiare gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, sono state adottate una serie di misure negli appalti pubblici. Dall’inizio dell’emergenza sono stati emessi oltre 15 interventi regolatori, tutti parziali, la cui applicazione contraddistinta da lungaggini e laboriosità, ha previsto soltanto un parziale rientro economico per le imprese.

Nel secondo semestre 2022 le imprese sono ancora in attesa delle compensazioni previste per il primo semestre 2021. Tempi come questi non sono compatibili con la situazione di emergenza, ed anche le ultime misure previste dal Decreto Aiuti, appaiono di difficile applicazione, con il risultato di indebolire ulteriormente le disponibilità finanziarie delle imprese e fallire gli obiettivi di ripresa economica del settore e del Paese, a partire dalla realizzazione del PNRR.

Guarda la video lezione sui criteri e le procedure di calcolo della compensazione.

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Foto:iStock.com/Drazen_


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