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Linee guida ponti esistenti: applicazioni, scenari futuri, pro e contro

Tre domande all'esperto Andrea Barocci che fa un focus sull'applicazione delle Linee Guida ponti esistenti mettendo in evidenza vantaggi pro, contro e obiettivi futuri

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Ponti esistenti e linee guida, sul tema abbiamo intervistato l’Ing. Andrea Barocci, fondatore di IDS-Ingegneria Delle Strutture, autore e docente di corsi e seminari, che si occupa di strutture e rischio sismico sia in ambito professionale sia come componente di Organi Tecnici, Comitati, Associazioni. Ecco di seguito alcune sue considerazioni.

Con Decreto 493 del 3 dicembre 2021 il MIMS Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili individua i capitoli di spesa per attuare le verifiche di cui alle Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza ed il monitoraggio dei ponti esistenti. Nello stesso decreto, all’articolo 2 pone anche i limiti temporali per le suddette verifiche, che dovranno concludersi per tutte le opere entro dicembre 2026.

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Il punto di partenza, che sembra banale, è conoscere l’esatto numero di ponti presenti in Italia, stimati in qualche centinaia di migliaia sugli oltre 650 mila km di rete stradale e in capo a quasi 10 mila enti gestori; dai più grandi come ANAS e Autostrade ai più piccoli come gli oltre 5 mila piccoli Comuni sparsi tra Alpi e Appennini.

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Il documento impegna le amministrazioni, gli enti gestori e i professionisti a fare un balzo in avanti per il miglioramento del nostro patrimonio infrastrutturale. Un testo all’avanguardia che va dalla conoscenza al monitoraggio passando per le normative tecniche, con analisi multilivello per tenere conto anche di parametri sociali ed economici. Uno strumento fondamentale per aumentare la conoscenza, la consapevolezza e aiutare nelle scelte, necessarie e spesso coraggiose, sui nostri ponti esistenti.

Le LLG vanno a definire un percorso che pone al centro l’ente gestore dell’opera; quest’ultimo, affidandosi a tecnici competenti e strumentazioni adeguate sarà in grado di valutare in maniera univoca e coerente la propria responsabilità e le azioni da intraprendere per l’utilizzo del ponte che, in quanto infrastruttura, è fortemente interconnessa con il tessuto sociale ed economico nel quale si colloca.

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1.Infrastrutture esistenti e manutenzione: cosa prevede il PNRR?

In questo periodo si nota un notevole fermento nel mondo delle infrastrutture esistenti, confermato anche dalla grande disponibilità presente nel PNRR.

Ovviamente i fatti ben noti degli ultimi anni hanno portato un aumento di attenzione da parte della classe politica, delle istituzioni e, soprattutto, della società; è cresciuto esponenzialmente l’interesse verso una realtà fino adesso conosciuta solo a pochi esperti del settore, in quanto le infrastrutture erano nell’immaginario collettivo immutabili ed eterne, quasi parte del paesaggio.

Ora, nel giro di pochi anni, lo Stato sta cercando di recuperare velocemente il tempo perso, partendo dalla consapevolezza che la maggior parte delle nostre opere d’arte hanno già alcune decine d’anni sulle spalle e la necessità di conoscenza e manutenzione potrebbe essere dirimente per il corretto utilizzo dell’opera.

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2.Linee guida ponti esistenti: qual è l’aspetto più importante da evidenziare?

Qual è l’aspetto a tuo avviso più importante delle LLG?

Le LLG sono state accolte in maniera contrastante dal mondo accademico e dagli addetti ai lavori: alcuni le vedono come inutili, piuttosto che non tecnicamente corrette; altri le considerano fondamentali.

Il mio punto di vista, senza entrare nei giudizi tecnici, è che le LLG danno la possibilità a tutti gli enti gestori di osservare le proprie opere con la stessa lente. Mi spiego meglio: in Italia ci sono circa 10mila enti gestori, che comprendono oltre a tutti i Comuni anche grandi realtà come ANAS, Autostrade, ecc…

Per queste ultime le LLG possono risultare inutili in quanto hanno procedure già ben definite, mentre tanti piccoli enti gestori non hanno alcuno strumento tecnico, o conoscenza, per poter procedere in autonomia.

Con le LLG, attraverso diversi livelli di approfondimento, tutti hanno la stessa chiave di lettura sulle opere d’interesse.

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3.Quale scenario ci attende?

Come ti aspetti lo scenario dei prossimi anni?

In primis è bene rilevare che vi è già un’urgenza nella ricerca di personale: dagli organismi di controllo (come ANSFISA), agli enti gestori, passando per il mondo professionale vi è un forte deficit di personale che difficilmente sarà colmabile a breve, tenendo conto anche dello scarso appeal di questo tipo di formazione negli ultimi anni. Ne conseguono, per i prossimi anni, buone possibilità di lavoro per chi si occupa di queste tematiche.

Per quanto riguarda invece i miglioramenti nelle nostre infrastrutture, le tempistiche serrate dettate dal MIMS sono francamente non attuabili con le risorse attuali (economiche e di personale) a disposizione; il processo di conoscenza e di incremento della sicurezza passerà attraverso diversi anni con procedure che si andranno pian piano adattando e incrementando, per le quali probabilmente le LLG costituiscono il primo passo.

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Foto:iStock.com/clamon


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